DAVID DI DONATELLO 2020

DAVID DI DONATELLO 2020

In questi primi del 2020, segnati da una pandemia che ha costretto all’inerte immobilismo persino l’industria cinematografica, anche David di Donatello si sono visti costretti a cambiare veste.
Originariamente programmata per il 3 aprile, la cerimonia di premiazione della 65ª edizione dei David si è svolta ieri sera.

The show must go on, ma senza pubblico e con pochissimi applausi.
Carlo Conti da solo sul palco, raggiunto a fine serata da Piera Detassis, annuncia i premi con solenne sobrietà, cercando (e trovando) nella sua conduzione un equilibrio certamente adeguato alla particolarità di uno spettacolo forzosamente dimidiato.
Collegati dalle loro case, ci sono alcuni dei candidati: solo quelli, ovviamente, i cui nomi e i cui volti sono più riconoscibili al grande pubblico, anche se ciascuno di loro si preoccupa di ricordare il lavoro di chi “c’è, ma non si vede” e che, in questo momento, sente stretta attorno al collo la morsa di una crisi economica che sta iniziando a mostrare i suoi denti più affilati.

Colpisce e stupisce, anzitutto, la difficoltà ad apparire in video, dalla normalità delle proprie case, da parte di quelli che pure sono professionisti dell’immagine: non tutti hanno una connessione e/o una telecamera adeguata, qualcuno fatica (incredibile a dirsi!) a trovare un’inquadratura e uno sfondo decenti, proprio come, almeno una volta, sarà capitato a molti di noi in questi mesi di “lavoro da casa”.
L’irruzione di fronte alla web cam delle famiglie dei premiati (Anna Ferzetti per festeggiare Pierfrancesco Favino, i parenti di Marco Bellocchio, i figli di Luigi Lo Cascio e di Jasmine Trinca) restituisce almeno un briciolo di quell’emozione, sia pur in versione casalinga, che si addice alle grandi occasioni.

Il trionfatore di questa edizione dei David di Donatello è certamente Il Traditore di Marco Bellocchio, con quella storia di Tommaso Buscetta che, evidentemente, non ha ancora finito di raccontare gli snodi di una vicenda che ha segnato per sempre la storia dell’antimafia.
Il Traditore è il miglior film, Marco Bellocchio è incoronato miglior regista e Pierfrancesco Favino, alla sua prima nomination per questa categoria, si aggiudica la palma di miglior attore protagonista e Luigi Lo Cascio porta a casa la statuetta per come miglior attore non protagonista. Il Traditore vince anche il premio per la miglior sceneggiatura originale e quello di Francesca Calvelli è il miglior montaggio. Insomma, un successo trasversale ed evidente per il film di Bellocchio, che esulta “rivendicando” i suoi 80 anni e l’imperituro desiderio di continuare a girare film in cui crede.
La miglior attrice protagonista è un’emozionatissima Jasmine Trinca per La Dea Fortuna, mentre il premio per la miglior attrice non protagonista se lo aggiudica una onnipresente Valeria Golino per 5 è il numero perfetto.
Il primo re, nominato in molte categoria, conquista i premi per la miglior produzione e per la miglior fotografia (quella di Daniele Ciprì).
Pinocchio si porta a casa i principali premi legati all’ “immagine del film” (scenografia, costumi, truccatore, acconciatore).
Il miglior film straniero è Parasite, mentre il miglior regista esordiente è Phaim Bhuiyan per Bangla.
Tra i momenti più significativi della serata, c’è sicuramente il riconoscimento alla carriera per Franca Valeri, che compie anche i suoi primi 100 anni.

Qui di seguito si riporta l’elenco completo dei vincitori, con la speranza che la stagione cinematografica, in un modo o nell’altro, riesca a ripartire e a riaccendere gli schermi (non solo quelli dei computer o delle televisioni).

Miglior Film: Il Traditore

Miglior Regista: Marco Bellocchio

Miglior Regista Esordiente – Premio Gian Luigi Rondi: Phaim Bhuiyan

Migliore Sceneggiatura Originale: Il Traditore

Miglior Sceneggiatura Non Originale: Martin Eden

Migliore Produttore: Il primo Re

Miglior Attore Protagonista: Pierfrancesco Favino

Migliore Attrice Protagonista: Jasmine Trinca

Migliore Attrice Non Protagonista: Valeria Golino

Miglior Attore Non Protagonista: Luigi Lo Cascio

Miglior Fotografia: Daniele Ciprì

Migliore Musicista: Il Flauto Magico di Piazza Vittorio

Miglior Canzone Originale: La dea fortuna

Migliore Scenografo: Dimitri Capuani

Migliori Costumi: Massimo Cantini Parrini

Miglior Truccatore: Dalia Colli e Mark Coulier

Miglior Acconciatore: Francesco Pegoretti

Migliore Montatore: Francesca Calvelli

Miglior Suono: Il primo re

Migliori Effetti Visivi: Theo Demeris e Rodolfo Migliari

Miglior Documentario: Selfie

Miglior Film Straniero: Parasite

Miglior Cortometraggio: Inverno

David Giovani: Mio fratello insegue i dinosauri

data di pubblicazione: 9/5/2020

MEGLIO STAR ZITTI? di Giovanni Raboni – Oscar Moderni Mondadori, 2019

MEGLIO STAR ZITTI? di Giovanni Raboni – Oscar Moderni Mondadori, 2019

L’illuminante sottotitolo apre una luce sulla silloge critica di un rimpianto protagonista della cultura dei nostri tempi. Saggista, poeta, uomo di cultura che, fornito di un indole pacata, era capace di graffiare nell’esercizio recensivo con un’acutezza e una lucidità che non sembra più appartenere ai nostri tempi. La critica è svilita, ridotta a nicchie di puro ingombro sulle pagine dei quotidiani nazionali. Evaporata la critica che guidava il lettore verso approdi sicuri di lettura. Oggi impera il mainstream di Fazio, un contenitore dove si ricorre a libri di hit parade, in ragione di una logica commerciale di puro intrattenimento. Raboni ha radici culturali ancorate alla realtà. Come per Vittorio Spinazzola è ben presago del contesto in cui si collocano i suoi appunti e i suoi strali ed è anche cosciente di un ruolo orientatore che non si risparmia eventuali stroncature. Cinema, teatro, poesia, letteratura. C’è motivo di interesse vagando in giudizi che abbracciano non alla rinfusa ma con un criterio unificatore nomi come quelli di Woody Allen, Italo Calvino, Giorgio Gaber, Milan Kundera e Umberto Eco. L’attendibilità è il maggior pregio di un consulente di valore che ci accompagna in una accurata ricognizione nei meandri di possibile quanto oculate scelte. Meglio star zitti? Senz’altro no! Esprimersi, prendere posizione nell’alveo di quella che una volta si chiamava critica militante e che ha espresso personaggi come Giacomo Debenedetti, Alberto Asor Rosa, Walter Pedullà, Gianfranco Contini. Raboni avverte la responsabilità di guida di un work in progress non moralistico, fa sentire la pulsione costante verso l’oggetto della recensione. Distinguere il vero dal falso, il valore dal disvalore, l’autenticità dal mascheramento sembra la mission del lombardo che tradusse, tra l’altro, la mitica Recherche proustiana. Personaggio da rimpiangere. Anticonformista ma non per precetto con una massima significativa: una stroncatura serve alla buona salute della letteratura cento volte di più di un elogio infondato. Bene ricordarselo.

data di pubblicazione:09/05/2020

APRITE QUELLE PORTE! A QUANDO LA RIAPERTURA DEI CINEMA IN ITALIA?

APRITE QUELLE PORTE! A QUANDO LA RIAPERTURA DEI CINEMA IN ITALIA?

L’emergenza Coronavirus, si è detto e scritto in questi mesi, ha plasmato la realtà secondo un copione che credevamo possibile mettere in scena solo nell’universo immaginifico del grande schermo.

Proprio del cinema, caledoiscopico produttore di storie, si inizia a sentire l’insopportabile mancanza, in un mondo regolato dal distanziamento sociale e in cui il respiro di ciascuno di noi, lungi dall’incarnare il proverbiale alito di vita, diviene potenziale veicolo di morte.

Si tratta, pare opportuno precisarlo, di una questione che riguarda chi il cinema lo guarda, ma anche e soprattutto chi il cinema lo fa. Ogni emozione di cui lo spettatore viene privato equivale a un danno economico per artisti, maestranze, produttori e distributori che risulta ancora difficile quantificare, soprattutto nel medio e lungo periodo.

Ieri sera, durante la cerimonia per l’attribuzione dei David di Donatello consegnati virtualmente e silenziosamente (quasi sommessamente), il ministro Dario Franceschini non è andato molto al di là di quel “stiamo facendo tutto il possibile” che ormai suona come un impotente palliativo di chi fatica a intravedere e a (ri)costruire il futuro.

Cerchiamo, allora, di fare un po’ di chiarezza.

Dal 18 maggio riprenderanno le proiezioni telematiche. Riapriranno, insomma, solo le porte virtuali, riservate, vale la pena precisarlo, a chi disponga di una connessione internet quanto meno decente.

Il progetto, capitanato da LuckyRed, si avvale del supporto digitale di MyMovies e consiste, essenzialmente, nell’apertura di un canale streaming dove saranno disponibili in anteprima alcuni dei film la cui uscita in sala era prevista in questo periodo.

Si paga un biglietto e, all’orario stabilito, inizia la “proiezione”. Tra i primi film disponibili ci sono I Miserabili, Il matrimonio, Il meglio deve ancora venire e Matthias &Maxime.

Solo le produzioni più “strutturate” potranno ambire a una proiezione anche in sala, mentre per gli altri il passaggio in streaming sarà la sola realistica prospettiva.

Il progetto è indubbiamente interessante, specie per evitare che l’emergenza di questo periodo si traduca in un definitivo consolidamento dello strapotere di Netflix&Co, dal quale certamente derivano effetti virtuosi, ma che corre il rischio di staccare la spina alla magia della proiezione in sala, già da tempo in evidente sofferenza.

La speranza, allora, diviene quella di veder scendere in campo anche il Governo, con progetti concreti e non solo evanescenti rassicurazioni, capaci di tornare a somministrare agli spettatori quella medicina del sogno che ai professionisti del cinema garantisce la prospettiva di una vita dignitosa.

data di pubblicazione: 9/05/2020

#TDRONLINE 6: incontro con Tiago Rodrigues e Thomas Ostermeier

#TDRONLINE 6: incontro con Tiago Rodrigues e Thomas Ostermeier

La settimana digital del Teatro di Roma,dal 27 aprile al 3 maggio, ha continuato ad arricchire l’offerta del palinsesto di proposte virtuali su tutti i suoi canali social (Facebook, Instagram e YouTube) per condividere nuove forme alternative d’arte e teatro attraverso il web.

 

Tra le novità assolute il debutto a Radio India di una nuova rubrica settimanale The Performer – dall’insorgenza alla scomparsa dei corpi, in onda lunedì; mentre le strisce quotidiane si sono arricchite di protagonisti esclusivi con l’Extra di martedì a cura di Simone Derai, fondatore della compagnia Anagoor; molto interessanti infine i dialoghi di Giorgio Barberio Corsetti con Tiago Rodrigues e Thomas Ostermeier. Per la sezione schegge&racconti, mercoledì 29 aprile alle ore 12 Ivan Talarico ha presentato Buonismo in cattività, terza e ultima parte del suo tentativo di discorso sul presente, mentre giovedì 30 alle ore 12 sono stati presentati i versi inediti di Eleonora Danco, La Giornata Infinita – ovvero trattatello poetico senza speranza, mentre Roberto Rustioni alle ore 16 ha letto alcuni frammenti di Anton Cechov , geniale autore russo, anche medico, per omaggiare attraverso le sue opere il personale sanitario impegnato in questa emergenza sanitaria; venerdì 1 maggio alle 16 Gabriele Portoghese ha presentato alcune composizioni poetiche di Juan Rodolfo Wilcock, accompagnato da un ritratto dell’artista argentino ad opera di Edoardo Camurri.

Ancora venerdì primo maggio ma alle ore 11Piero Gabrielli ha lanciato sul web il video clip Canta che ti passa, una canzone collettiva per raccontare, in musica e parole, le sensazioni degli oltre 140 ragazzi e famiglie che hanno partecipato alla creazione del testo tramite il tutorial online e i laboratori condotti dal regista Roberto Gandini.

Sempre il primo maggio alle ore 19 il dialogo di Giorgio Barberio Corsetti con il teatro sovversivo e poetico di Tiago Rodrigues, regista portoghese e direttore del Teatro Nazionale di Lisbona. Barberio Corsetti ha ricordato che il Teatro di Roma coproduce lo spettacolo Catarina che dovrebbe essere in programmazione al teatro Argentina a febbraio 2021. Come potrebbe cambiare lo spettacolo che è molto legato al tempo presente, al virus ed all’epidemia?

Siamo tutti molto preoccupati ed abbiamo un dovere ed una responsabilità in quanto direttori di teatri nazionali afferma Rodrigues. Catarina e la bellezza di poter uccidere fascisti nasce da aspetti concreti legati alla vicenda di un giudice portoghese che si era mostrato particolarmente indulgente verso crimini commessi da uomini verso le donne aggrappandosi alla Bibbia, specchio di un atteggiamento ultraconservatore, capace di una violenza perpetuata ed istituzionalizzata, residuo di 48 anni di dittatura in Portogallo, finita nel 1974 ma i cui strascichi sono ancora diffusi. È la piece di un gruppo di attori che pensano a come rapire il giudice, ispirandosi a I giusti di Camus o Le mani sporche di Sartre, visto che ciò che si porta in palcoscenico non illegale. La dimensione provocatoria dello spettacolo ha innescato reazioni forti da parte della stampa e della politica di destra per uno spettacolo solo annunciato e non ancora scritto e provato. Si era ancora alla primissima stesura ed alle prime prove poi sospese. Nel frattempo anche in Portogallo la destra populista sta crescendo. Ma è come rispondere presente quando la pandemia sta crescendo. E’ la storia di una famiglia di sole donne che una volta l’anno si trovano in casa per assassinare un fascista che hanno rapito. Ma l’ultima arrivata non vuole uccidere e scoppia la lite familiare. E’ arrivato il momento di prendere la distanza dalle cose, proiettando lo spettacolo nel 2024-2025: come diventerà la nostra società, con lo spettro della violenza politica nella crisi economica.

Riesce a provare ora, chiede Barberio Corsetti. Il lavoro iniziale è fortemente basato sulla collaborazione e interazione con gli attori ed ora non è possibile farlo, in questo periodo si è lavorato sul programma e sulle relazioni del teatro di cui è Direttore. Si è deciso di pagare tutti come se gli spettacoli fossero stati in scena con dispendio di risorse finanziarie. Con tanti rischi e incertezze sul futuro. Ci sono libri da leggere e progetti da scrivere, videoconferenze con gli attori ma si parla solo della situazione attuale. Unica cosa decisa è che ci saranno di sicuro nello spettacolo cantanti femminili e canzoni antifasciste dell’Emilia Romagna. Ha ricevuto sostegno dal Governo? La Ministra delle Attività Culturali è stata interpellata per avere un rimborso dei soldi spesi e dopo varie vicissitudini si è riusciti a ricevere le somme anticipate a tutti i lavoratori dei teatri che sono prima di tutto cittadini ed hanno problemi di sopravvivenza. Bisogna sostenere queste persone il più possibile. Come immagina la ripresa Tiago Rodrigues conclude Barberio Corsetti Come si posizionerà il teatro? Rodrigues ha il presentimento che cambierà ma non sa proprio come. Bisogna essere realisti. C’è voglia di reagire e partecipare, il web è stato assalito ma questo non è teatro. Davide Carnevali ha scritto un articolo esemplare su questo periodo, ma non ha ancora una idea chiara. Bisogna fermarsi e riflettere meglio. Ci vorrà tempo. Non si può più subire il nomadismo della velocità, vivendo tutto allo stesso modo. Nel mondo del teatro in cui si ruba il tempo alle persone, il nostro rapporto con il tempo dovrà essere più sensibile e intelligente.

Il 2 maggio alle ore 21 l’incontro di Giorgio Barberio Corsetti con il maestro della scena contemporanea, che va al cuore dell’identità politica e sociale del teatro, ovvero Thomas Ostermeier, regista tedesco e direttore della Schaubühne di Berlino.

Il regista esordisce porgendo le sue personali scuse per l’atteggiamento del governo tedesco nel non aver sostenuto gli eurobond. Lui stesso fa parte di un movimento europeista solidale con Italia e Spagna. Si considera cittadino europeo di cui condivide i valori sociali e culturali ma non quelli economici che anzi stanno portando ad una regressione per pregiudizi o luoghi comuni. I teatri europei sono chiusi e si è molto preoccupati della situazione, si sta sperando che i politici salvino il teatro e la cultura ma è molto difficile, soprattutto in Italia, visto i precedenti politici che hanno governato. Ostermeier ama l’Italia sin da quando ragazzino veniva dalla Baviera, un’Italia che resiste e spera, l’Italia di Dario Fo, Pasolini, Berlinguer. Nel lockdown pensava di poter leggere tutti i libri accumulati negli scaffali ma fa programmazione da più di tre settimane, raccogliendo materiale di autori, filosofi, scrittori e materiale di spettacoli tra gli altri di Milo Rau e Sasha Waltz, tutelando il diritto di autore ed evitando che finiscano in rete. Si comincerà con una interlocuzione con Annie Hernaux, si mostreranno i vari punti di vista su questa emergenza, perchè bisogna cambiare qualcosa, è una situazione eccezionale che può però permettere di migliorare tanto. Tornerà tutto come prima chiede Barberio Corsetti. Politici, industria ed economia dicono che siamo in bancarotta, dobbiamo dare più potere alle aziende e lavorare di più ma si sta usando la crisi per cambiare le leggi e togliere di mezzo attivisti ed ecologisti. Ci sarà la crisi del teatro indipendente e del lavoro delle maestranze, ritengono entrambi. E’ umiliante richiedere i sussidi sostiene Ostermeier, sarebbe più giusto e meno costoso utilizzare il lavoro intermettente. Riaprire gradualmente i teatri. E’ deprimente, l’esperienza di andare a teatro, l’energia e l’interazione con il pubblico è troppo importante. Altro genere di spettacoli? Bisogna in qualche modo riaprire ma non dipende dal teatro. Sarebbe meglio aspettare il vaccino, per tornare al teatro come ad una festa e celebrare la bellezza del teatro. Questa la sua idea di riapertura. C’è ovviamente il problema del lavoro, ma il pubblico avrebbe paura a tornare. L’ottimismo può però derivare da una lettura storica: ai tempi di Shakespeare ci fu la peste ma dopo mesi il tetro risorse e vennero scritte opere straordinarie.

Il palinsesto settimanale si è chiuso con gli appuntamenti domenicali: il secondo incontro di Luce sull’Archeologia sul tema Enea, Roma e il Tevere alle ore 11e l’ultima delle piccole lezioni di economia di Marco Cavalcoli con Scrooge’s digest alle ore 16. E’ giunto infine al termine il ciclo di favole serali Fiabe della Buonanotte, di teatrodelleapparizioni alle ore 21, fiabe che hanno fatto addormentare i più piccini.

data di pubblicazione:04/05/2020

WE ARE ONE – A GLOBAL FILM FESTIVAL

WE ARE ONE – A GLOBAL FILM FESTIVAL

In questi infausti tempi di pandemia da coronavirus, le ripercussioni nel mondo del lavoro sono devastanti, particolarmente deleterie nel settore della cultura in generale, ed in particolare nel mondo del cinema. Passata miracolosamente indenne la Berlinale, appena in tempo prima che scoppiasse l’emergenza con il conseguente lockdown in tutti i paesi, ogni manifestazione risulta oramai congelata sino a data da destinarsi e sulla quale al momento non è possibile pronunziarsi. A parte la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia che, salvo imprevisti, è prevista per quest’anno dal 2 al 12 settembre, gli altri importanti festival del cinema l’uno dopo l’altro hanno dovuto capitolare. L’edizione 2020 del Festival di Cannes, prevista per questo mese di maggio, mentre in un primo tempo era stato deciso di farla slittare di un mese, ora è stata rinviata nella speranza che il mondo possa tornare entro l’anno a una parvenza di normalità e, l’ipotesi di realizzarla in streaming, non ha trovato consenso da parte del direttore artistico Thierry Fremaux, che si è dichiarato totalmente contrario ad una versione digitale della competizione cinematografica. Analoga sorte per il TIFF 2020, il Festival del Cinema di Toronto, pronto per settembre e ora rinviato a tempi migliori, così come comunicato da Joana Vicente, responsabile della manifestazione.

Per contrastare questo enorme disagio, che ha letteralmente sconvolto il vasto pubblico dei cinefili oltre che causare un enorme danno all’industria cinematografica mondiale, gli organizzatori del Tribeca Film Festival di New York hanno annunciato la realizzazione di un Global Film Festival che, tramite la piattaforma YouTube, offrirà tutta una serie di film già presentati nelle principali rassegne internazionali. Il programma dettagliato non è stato ancora reso noto, ma si sa con certezza che l’evento avrà luogo dal 29 maggio al 7 giugno con accesso dal link youtube.com/weareone. Secondo quanto riferito da Robert Kyncl, responsabile del settore commerciale di YouTube, sarà un avvenimento speciale che coinvolgerà gli appassionati di cinema di tutto il mondo, anche se ovviamente non potrà mai rimpiazzare i festival internazionali al momento sospesi, e sui quali si tornerà a parlare non appena l’allarme Covid – 19 sarà passato, o per lo meno mitigato.

data di pubblicazione:02/05/2020

ROMA EUROPA FESTIVAL 2020: Programma trentacinquesima edizione 23 settembre- 22 novembre 2020

ROMA EUROPA FESTIVAL 2020: Programma trentacinquesima edizione 23 settembre- 22 novembre 2020

Nei giorni in cui era prevista la conferenza stampa della 35esima edizione, Roma Europa Festival ha deciso di pubblicare il programma così pensato e costruito nei mesi prima della crisi assieme agli artisti, alle istituzioni e ai partner come segno di presenza e speranza per gli artisti e per il pubblico, proprio quando la violenza della pandemia in corso ha reso necessario chiudere le frontiere e fermare la mobilità delle persone.

Non si sa ora se e come si riuscirà ad accogliere e presentare tutti i progetti e gli spettacoli previsti, ma questa è l’occasione per impegnarsi a lavorare sin da subito al fine di garantire, dove possibile, un orizzonte alternativo nell’immediato futuro e di certezza per il prossimo anno.

Questo in sintesi il pensiero di Monique Veaute, Presidente di Fondazione Romaeuropa, di Fabrizio Grifasi Direttore Generale e Artistico Fondazione Romaeuropa  e di  tutto lo staff della Fondazione Romaeuropa.

Il teatro, la danza, la musica, il nuovo circo, le arti digitali e la creazione per l’infanzia sono gli strumenti attraverso i quali restituire una visione del mondo costruita nel segno dell’internazionalità e del dialogo culturale, delle contraddizioni dei nostri tempi senza rinunciare all’immaginazione, alle visioni del futuro e alla leggerezza. Tutti elementi che da trentacinque anni sono segno distintivo del Festival e che si ricollocano oggi nel segno di una rinnovata speranza e ripartenza.

La trentacinquesima edizione  è stata ideata nei mesi antecedenti la crisi legata al Covid19 e prevista dal 23 settembre al 22 novembre in 20 spazi della capitale con un programma di seguito riportato che potrebbe subire variazioni e spostamenti, di cui verrà data notizia.

Dopo l’opening affidato a Möbius, firmato dalla Compagnie XY insieme al coreografo Rachid Ouramdane, la grande danza internazionale è rappresentata da alcuni degli artisti che hanno attraversato la storia del festival e dalle nuove proposte del REf. Sono: Lloyd Newson – fondatore dei DV8 – per la sua prima collaborazione con un’altra compagnia, il Ballet Rambert, nel riallestimento dello spettacolo culto Enter Achilles (per la prima volta al REf nel 1998), Hofesh Shechter con la sua Shechter II per l’esclusivo riallestimento live di Political Mother, Dada Masilo con The Sacrifice, Emanuel Gat con  LOVETRAIN2020, Olivier Dubois con Itmahrag (tutte coproduzioni del REf20), Sasha Waltz con il suo Allee Der Kosmonauten, Virgilio Sieni e Mariangela Gualtieri con Ossicino, Enzo Cosimi con Coefore Rock & Roll, Nacera Belaza con Le pur hasard in dialogo con la danzatrice Oona Doherty (in corealizzazione con Teatro di Roma), Taoufiq Izzediou con Botero en Orient e ancora Francesca Pennini guida di CollettivO CineticO per la prima assoluta del suo Manifesto Cannibale, altra coproduzione del REf e apertura della sezione Dancing Days, sguardo sulle tendenze della danza europea curato da Francesca Manica (quest’anno con le compagnie: Chatha, Hiva Sedaghat & Mitra Ziaee Kia, GN|MC Guy Nader | Maria Campos, Collettivo MINE e la selezione dal network Aerowaves).

Protagonisti del grande teatro internazionale sono Milo Rau e il suo Familie (coproduzione REf) Ersan Mondtag con De Living, Bashar Murkus e Khasabi Theatre con The Museum e Hash, Alexander Zeldin con Love (in corealizzazione con Teatro di Roma) e Arkadi Zaides con Talos e Necrepolis (in corealizzazione con Teatro Biblioteca Quarticciolo e Spellbound Produzioni).

Per il teatro italiano: Filippo Andreatta | OHT Office for a Human Theatre presenta 19 luglio 1985, una tragedia alpina (spettacolo di teatro musicale costruito insieme all’Ensemble Vocale Continuum e coprodotto dal REF) e Rompere il Ghiaccio (performance presentata in corealizzazione con il MAXXI); Bartolini/Baronio ritornano con la seconda tappa del loro Esercizi sull’abitare, Elvira Frosini e Daniele Timpano affrontano con cinismo e ironia l’eredità della Rivoluzione francese nella prima assoluta del loro Ottantanove mentre con Sonora Desert Muta Imago costruisce un percorso sensoriale sulla percezione del tempo in dialogo con la musica di Alvin Curran (i due spettacoli sono presentati in corealizzazione con Teatro di Roma); ancora Fabiana Iacozzilli (con Una Cosa Enorme) e la vincitrice di Biennale College Teatro – Registi under 30 Martina Badiluzzi (con The Making of Anastasia – TBC ) presentano – in corealizzazione con La Fabbrica dell’attore / Vascello – due differenti affondi sull’identità femminile.

Alla sezione Anni Luce curata da Maura Teofili il compito di presentare la più giovane scena italiana con gli spettacoli di Camilla Brison No land landy e Francesco Alberici Diario di un dolore e le letture delle drammaturgie di Caroline Baglioni (vincitrice Biennale College Teatro 2019 – Autori Under40) Tatjana Motta (vincitrice Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”) e Fabio Pisano (vincitore Premio Hystrio, Scritture di Scena 2019) nel progetto Situazione Drammatica curato da Tindaro Granata in collaborazione con Ugo Fiore e Carlo Guasconi. Il progetto vede la collaborazione di Rai Radio 3 nell’ambito di Tutto Esaurito! – Il Mese del Teatro.

Due le nuove progettualità destinate al sostegno della creatività italiana under35 presentate nell’ambito della sezione: Powered by REf, un percorso di tutoraggio e residenza costruito in collaborazione con Carrozzerie N.O.T., 369Gradi, Teatro Biblioteca Quarticciolo, ATCL Lazio e il Centro Unico Regionale delle Residenze del Lazio e MashUp un percorso di formazione volto all’incontro tra differenti discipline e guidato da Daria Deflorian, Marta Ciappina, Francesco Villano e Filippo Lilli. I due progetti si affiancano al rinnovato appuntamento con DNAppunti Coreografici (per il supporto ai giovani coreografi), il concorso Vivo d’Arte promosso dal Ministero per gli Affari Esteri (destinato agli artisti italiani Under35 residenti all’estero) e Sound of Silences concorso per la musica per immagini presentato da Edison Studio in collaborazione con la Cineteca di Bologna.

A rappresentare la grande musica contemporanea sono, invece, Max Richter di ritorno dopo sette anni di assenza dai palcoscenici italiani con due dei suoi più grandi successi The Blue Notebook e Vivaldi Recomposed eseguiti dal Max Richter Ensemble e dalla Finnish Baroque Orchestra in un live in corealizzazone con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Wim Mertens con il suo Inescapable Tour nato in occasione dei suoi quarant’anni di carriera;  Bryce Dessner  di ritorno al REf per un doppio appuntamento al fianco di Katia e Marielle Labèque e dell’ensemble di percussionisti BlowUp e ancora Andrea Belfi, Pianohooligan (Piotr Orzechowski) e Fabrizio Ottaviucci oltre all’escursione musicale di Ascanio Celestini insieme al PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble (in collaborazione con Musica per Roma) nella sua rilettura di Pierino e il Lupo di Sergej Sergeevič Prokof’ef. Robert Henke torna al festival con un nuovo live costruito con i Commodore degli anni Ottanta e con le sue sonorità e visioni elettroniche costruisce un ponte ideale con la sezione Digitalive, a cura di Federica Patti, dedicata alle culture digitali, centrali nelle produzioni performative e installative di Quayola, Myriam Bleau, Salò (la band formata da Emiliano Maggi, Toni Cutrone di MAIMAIMAI, Giacomo Mancini e Stefano Di Trapani), Éric Minh Cuong Castaing – Shonen Company, Mara Oscar Cassiani, John Walter, Alexander Whitley (presentati nell’ambito della stagione UK_Italy 2020), RUFA/VR Project Room, Lorem, Massimo Pupillo, Stefano Pilia, Stephen Keller FEAT. Andreas Fischer e Not Waving & Dark Mark (il progetto nato dal sodalizio tra Alessio Natalizia e Mark Lanegan).

Ad animare la sezione REf Kids & Family curata da Stefania Lo Giudice sono invece gli spettacoli di teatro, musica, danza e nuovo circo dedicati ai bambini e alle loro famiglie proposti da Teatro del Carretto, Locomoctavia, Roberto Abbiati, Les Grandes Personnes, Oorkaan, Teatro Mobile Compagnia Girovago e Rondella e Compagnia Dromosofista, Compagnia Teatro Viola, Alexandra Dariescu e Compagnia 4×4.

Sono invece rinviati al 2021 Persone/37d03d – a collection of artists, heppening realizzato dal collettivo guidato da Bryce e Aaron Dessner dei National che dal 2016 ha visto l’adesione di più di 160 artisti, Reich/Richter, concerto del celebre Ensemble Intercontemporain in cui le musiche di Steve Reich dialogano con le immagini video prodotte dal pittore tedesco Gerhard Richter, e Futureland spettacolo di teatro documentario della regista argentina Lola Arias con il Maxim Gorki Theater.

data di pubblicazione:26/04/2020

#TDRONLINE 6: incontro con Tiago Rodrigues e Thomas Ostermeier

#TDRONLINE 5: incontro con Lucia Mascino e Ascanio Celestini

La settimana appena trascorsa ha offerto una serie di proposte digital da parte del Teatro di Roma, che aderisce alla campagna #iorestoacasa e al programma #laculturaincasa di Roma Capitale, attraverso un variegato cartellone di arte e intrattenimento, programmato dal 21 al 26 aprile su tutti i suoi canali social (Facebook, Instagram e YouTube) tra cui spiccano le letture di Lucia Mascino delle poesie di Pierluigi Cappiello e l’incontro di Giorgio Barberio Corsetti con il regista Ascanio Celestini.

Martedì 21 aprile alle ore 16 c’è stato l’appuntamento con il talk che, in occasione del Natale di Roma, ha riproposto il primo incontro del ciclo Luce sull’Archeologia di quest’anno, per raccontare le origini di Roma, tra mito e storia, attraverso la collaborazione e i contributi introduttivi dello storico dell’arte Claudio Strinati, del giornalista Andreas M. Steiner e del professore Massimiliano Ghilardi.

Nella sezione schegge&racconti  mercoledì 22 alle ore 12 il poeta e cantante del paradosso, Ivan Talarico, ha proposto in esclusiva per il Teatro di Roma la seconda parte di Buonismo in cattività, un tentativo di discorso sul presente, fatto di poesie e brani musicali.

Doppio appuntamento giovedì 23 con Biancofango alle ore 12 con i versi del poeta francese Charles Baudelaire di Paesaggio, un’occasione per ripartire dalla prima parte di una trilogia dedicata alla poesia maudit, andata in scena in Stagione al Teatro Torlonia mentre Monica Demuru alle ore 16 ha concluso il ciclo di letture di Historiae della poetessa Antonella Anedda.

Venerdì 24 alle ore 16 un momento molto toccante con l’attrice Lucia Mascino che ha letto alcuni componimenti di uno dei poeti contemporanei italiani più amati, Pierluigi Cappello, bellissimi brani tratti dalla raccolta Un prato in pendio.

Per l’appuntamento settimanale con i talk&dialoghi  Giorgio Barberio Corsetti  sabato 25 alle ore 21 ha, conversato con Ascanio Celestini, tra i volti più noti del teatro di narrazione italiano.

Un tempo lungo, una condizione strana quella che sta vivendo Celestini, come tutti ovviamente, tempo in cui si prova a mettere a posto pensieri e cose, a buttare del materiale e recuperarne dell’altro. Accorgendosi che non sempre è possibile. Purtroppo una importante intervista registrata su un vecchio supporto alla parlamentare e partigiana Bianca Guidetti Serra che aveva raccontato la storia di Emanuele Artom partigiano ebreo a cui lei avrebbe dovuto consegnare dei libri mai consegnati perché Artom fu torturato ed ucciso, intervista registrata che oggi non è più recuperabile. Non è come la carta stampata che in questo momento è paradossalmente la tecnologia più affidabile.

Come vede il 25 aprile Celestini in questa reclusione chiede Barberio Corsetti. Il regista sarebbe dovuto essere a Milano con lo spettacolo Radio Clandestina sull’eccidio delle Fosse Ardeatine. La festa della Liberazione è stato normalmente il momento in cui le persone si incontrano fisicamente, come la gente alla fine della guerra. Cosa che oggi non è possibile, in quanto viviamo una reclusione che ci segue anche quando siamo soli.

La recessione che prima o poi finirà ci porterà a capire cosa è necessario o cosa no quando si ripartirà sottolinea Barberio Corsetti. Celestini non creda succederà, il minor inquinamento che stiamo registrando in questo momento è incidentale. Lo streaming di uno spettacolo teatrale ha senso quando lo spettacolo è dal vivo perché è qualcosa in più ma non è sostitutivo. La differenza c’è e non possiamo pensare a un teatro in streaming, si può pensare ad un’alternativa perché il teatro vive di performer, di pubblico e collettività sottolinea Barberio Corsetti.

Il teatro è quello che c’è prima e dopo lo spettacolo unito anche a tutte le attività che anche il pubblico deve pianificare, l’andare ed il tornare, una serie di scelte, oltre al lavoro dell’artista, dei tecnici, la fisicità ed il contatto del teatro, non è solo la performance in senso stretto. Non si può buttare via tutto. Quando il teatro apre i propri battenti ci sono una varietà di persone che interagiscono con lo spettacolo, un pezzo di mondo, in quanto il teatro è un presidio culturale e antropologico. Bene che venga programmato in Tv, però il momento live è diverso. Bisogna trovare la modalità di mettere a posto tutto quello che è intorno al teatro, con i necessari distanziamenti, ma non c’è un’alternativa alla presenza fisica in teatro ed i teatri vanno tenuti aperti.

Tournee e lavoro stagionale sembrano crollati ma bisogna ricostruire il tutto garantendo la sopravvivenza delle maestranze ribadisce Barberio Corsetti. L’abitudine alla precarietà ha segnato tutto il settore, dice Celestini, ma si è sempre andati in scena; oggi bisogna aprire gli occhi, tutelandoci di più, uscendone il prima possibile senza cambiare il lavoro. Il teatro deve aprire e funzionare anche con meno spettatori. Importante anche la sicurezza, lavorando nell’emergenza con il contributo di tutti, una task force integrata.

Domenica 26 alle ore 16 Marco Cavalcoli con le piccole lezioni di economia, Scrooge’s digest, ha continuato a riflettere sul denaro attraverso la figura del più arcigno e letterario dei capitalisti, Ebenezer Scrooge.

Sono proseguite le Fiabe della Buonanotte del Teatro delle Apparizioni, ogni mercoledì, venerdì e domenica alle ore 21 ed e i tutorial per ragazzi con e senza disabilità di Piero Gabrielli, ogni domenica alle ore 11.

Ha continuato a riempire ogni silenzio del tardo pomeriggio, Radio India, la stazione radiofonica live di Oceano Indiano, tutti i giorni dalle 17 alle 20, in diretta streaming su www.spreaker. com e in podcast anche su spotify e sui canali social del Teatro di Roma.

data di pubblicazione:26/04/2020

I DUE VOLTI DI GENNAIO di Patricia Highsmith – Bompiani editore, ristampa 2020

I DUE VOLTI DI GENNAIO di Patricia Highsmith – Bompiani editore, ristampa 2020

Come Hitchcock condiva invariabilmente i propri film con il misterioso McGuffin egualmente Patricia Highsmith incrocia triangoli di morte con un trittico di personaggi, una composizione in cui compaiono generalmente due uomini e una donna. Formula di successo che non stanca se ben orchestrata. Il successo del film con Viggo Mortensen, Kirsten Dunst e Oscar Isaac ha invitato l’editore a rilanciare quella che rimane una prova decisamente minore nel robusto curriculum dell’ipocondriaca scrittrice amante dei gatti. C’è suspense e thrilling ma non verosimiglianza in questa storia di delitti e pedinamenti che si svolge tra la Grecia e Parigi con una disinvoltura logistica e una mancanza di credibilità nel plot francamente imbarazzante per chi ha assaggiato le migliori prove dell’autrice texana. Personaggi che si inseguono e che rinviano misteriosamente il proprio inevitabile regolamento di conti quasi che un’improcrastinabile tensione omosessuale li legasse. In un’overdose di passaporti falsi le polizie di buona parte d’Europa sembrano fare una brutta figura assistendo a questa sarabanda di spostamenti, all’apparizione di location (Cnosso ad esempio) che sembrano solo il pretesto per divagazioni archeologiche o modesti stratagemmi per allungare il brodo. Di fronte a tanta superficialità appare inspiegabile il ricorso a un killer (pagato) per eliminare uno dei contendenti e la mancata sorpresa del pagatore quando il possibile giustiziato gli ricompare fuori dalla porta della camera d’albergo e lui, per nulla meravigliato, lo fa entrare nella stessa. Come se il filo narrativo fosse stato perso e il libro dovesse essere portato a termine in qualche modo. Di fronte a tanta palese inverosimiglianza anche la struttura psicologica dei protagonisti smotta e riduce i personaggi a simil-macchiette. Il risvolto di copertina descrive il libro come elegante, seducente e sofisticato. Ci vuole molta buona volontà per aderire a questo sperticato encomio per una trama che si tiene su con forzature e penose spille di sostegno. Eppure la prima pubblicazione dell’opera è del 1964 e quello doveva essere il periodo d’oro dell’autrice.

data di pubblicazione:24/04/2020

LE LINEE ROSSE di Federico Rampini – ed. MONDADORI 2020

LE LINEE ROSSE di Federico Rampini – ed. MONDADORI 2020

Ogni crisi ci impone di comprendere la peculiarità delle nuove situazioni che si presentano! Proseguiamo quindi il nostro “viaggio letterario” per cercare di meglio comprendere i tanti elementi che influenzano le decisioni politiche ed economiche dei paesi di maggiore rilevanza mondiale. Abbiamo così ripreso il bel saggio di Federico Rampini uscito solo un paio di anni fa, ma tuttora di assoluta attualità ed in alcuni casi anche predittivo, soprattutto se lo si legge ora, alla luce degli sconvolgimenti in atto in queste settimane e pensando agli effetti di questa crisi sulla capacità produttiva di un sistema sociale integrato quale è il Mondo Occidentale. Un libro quello di Rampini che ci serve per salvarci dall’isolamento e, nel contempo, per aprirci a nuovi confini, ampliare i nostri orizzonti e farci comprendere quanto elementi come la geografia, la storia e l’economia convengano e si fondano fra loro nel determinare continuamente, come ieri, così oggi ed anche domani, le scene commerciali, politiche ed economiche del mondo, in una parola la Geopolitica. A ben leggere, non dovremmo meravigliarci più di tanto se l’Europa Unita ha un’impronta fortemente tedesca vista la centralità geografica ed economica della Germania; né, tantomeno stupirci degli ambiziosi obiettivi di penetrazione, non solo commerciali, quanto piuttosto politici, da Oriente verso Occidente perseguiti dalla Cina tramite la “Nuova via della Seta”. Rampini ha viaggiato molto ed ha una cognizione diretta dei luoghi e dei temi trattati ed è un acuto analista politico e ci insegna a leggere la cartografia del mondo per comprendere ciò che si nasconde dietro le apparenze della realtà geografica e dietro le “linee rosse” che attraversano l’Asia, l’Europa e l’America, cioè le linee di forza che stanno ridefinendo gli assetti geopolitici e geoeconomici globali.

Il saggio è interessante e ricco di informazioni ed è scritto in modo fluido con una scrittura piacevole e vivace, con analisi approfondite che talora possono peccare forse di qualche eccesso di autoreferenzialità, ma, si sa questo è Rampini. L’autore ci regala idee originali sulle storie dei vari confini, ricordandoci che “senza saper leggere lo spazio nel tempo ed il tempo nello spazio, non potremo mai riuscire ad orientarci nel Mondo” un Mondo pieno di contraddizioni e di eredità del passato. Ottimi spunti quindi per riflettere sul presente e provare ad immaginare un Futuro che, senza alcun preavviso, è però già cominciato sotto i nostri occhi in queste settimane. Siamo inconsapevolmente già nel Futuro! Rampini con maggiore consapevolezza prova, con questo suo libro, ad aiutarci a capire la complessità degli eventi di cui oggi siamo “vittime”.

data di pubblicazione:22/04/2020

#TDRONLINE 6: incontro con Tiago Rodrigues e Thomas Ostermeier

#TDRONLINE 4: incontro con Milo Rau

La settimana appena trascorsa ha offerto una serie di proposte digital da parte del Teatro di Roma attraverso un variegato cartellone di arte e intrattenimento, programmato dal 14 al 19 aprile su tutti i suoi canali social (Facebook, Instagram e YouTube); meritano una menzione speciale la lettura dei versi del russo Evgenij Aleksandrovič Evtušenko, Vorrei nascere in tutti i paesi, da parte di Tommaso Ragno e l’incontro di Giorgio Barberio Corsetti con il regista Milo Rau.

Con l’#TdROnline per la campagna #iorestoacasa e #laculturaincasa, martedì 14 aprile alle ore 16 c’è stato l’appuntamento con il talk che ha riproposto la registrazione dell’incontro assembleare sui presidi culturali romani, Roghi di Libri, un dibattito pubblico partito da La commedia della vanità di Elias Canetti per discutere sul presente e futuro culturale di Roma.

Nella sezione schegge&racconti, mercoledì 15 alle ore 12 Ivan Talarico, autore di un’originale formula di teatro canzone, ha allestito per il Teatro di Roma Buonismo in cattività, un interessante discorso sul presente, fatto di poesie e brani musicali, che, con leggerezza ed ironia, prova a riorganizzare l’orizzonte di questi tempi paradossali.

Giovedì 16 aprile doppio appuntamento online con la parola letta e declamata. Tommaso Ragno alle ore 12 ha letto i versi del russo Evgenij Aleksandrovič Evtušenko, Vorrei nascere in tutti i paesi, una poesia che connette idealmente tutti gli abitanti del mondo in una sola umanità, proprio nel momento in cui tutti stiamo davvero provando una condizione simile, inedita ma comune. Nel pomeriggio alle 16 è proseguito il ciclo di letture di Monica Demuru che ha portato in voce i versi tratti da Historiae di Antonella Anedda, una delle poetesse più rappresentative e profonde degli ultimi anni.

Lettura di Silvia D’amico di alcuni brani di Luna pallidassi, venerdì 17 alle 16, per accompagnarci nelle atmosfere del racconto di Natalia Ginzburg, ricordi e memorie di un universo familiare e del suo placido disordine quotidiano.

Sabato 18 aprile alle ore 21 per la sezione Talk&Dialoghi Giorgio Barberio Corsetti ha conversato con l’acclamato teatrante-cineasta svizzero di fama mondiale, Milo Rau, per una riflessione potente sul teatro e la scena.

Quello di Milo Rau è un “teatro documentario” fortemente politico, che mira a mettere in discussione le dicotomie su cui si struttura il teatro e l’arte contemporanea. I suoi spettacoli seguono spesso la forma del reenactment, cioè della ricreazione in scena di un fatto di cronaca, un avvenimento storico, di documenti e testimonianze che provengono direttamente dalla realtà, coinvolgendo attori ma anche personaggi pubblici e interpreti non professionisti. Nel 2019 Milo Rau è stato ospite di Romaeuropa con il suo Orestes in Mosul e poi della stagione del Teatro di Roma con La rivolta della dignità – Resurrezione. In questi giorni si trovava in Brasile, per l’allestimento di Antigone, con il Movimento dei Lavoratori Senza Terra (MST) e delle popolazioni indigene a Marabà, ma le prove sono state sospese. Una situazione complicatissima quella dell’Amazzonia trasposta nella tragedia greca. Antigone è indigena e gli attori sono degli attivisti. Gli indigeni rappresentano gli ultimi veri rappresentanti delle civiltà tradizionali in contrapposizione al capitalismo opprimente ed imperante. Un continente a parte l’Amazzonia, con Bolsonaro sta cercando di contattare la popolazione per informarla del virus ma in qualche modo anche esponendola al rischio di contaminazione. Rau è ora in Germania con la famiglia e sta scrivendo la drammaturgia via Skype con l’attrice Kaisara che è in Amazzonia tra la sua gente. Strano e bellissimo al tempo stesso. Crisi e isolamento: Rau si sente come uno studente ventenne, nell’incertezza assoluta, non si sa se i festival di Avignone, di Salisburgo ci saranno ed è così per tutto. Occorre non perdere il buonumore in questo isolamento. Ci siamo liberati dal dittatore, il capitalismo è morto, questo è il senso di euforia che lo accompagna misto ad una percezione di malinconia. Le speranza dei socialisti da salotto sono verso una solidarietà diffusa, che forse si fermerà solo all’Europa ma non sarà di certo mondiale. C’è un rallentamento sano della macchina, oggi si lavora di più in una situazione paralogica. Come saranno le cose dopo? Tutto ciò è un prologo, prosegue Rau, alla crisi climatica, è un apprendistato per Governi e singoli, il Re Capitalismo è nudo in questo momento. Dovremo salvare le grandi aziende come nel 2008? Cosa faranno queste imprese per il pianeta? Esiste oggi di sicuro l’amicizia dei libri, la Bibbia ed il Capitale su tutti. Come sarà la vita del teatro prossimo, con pubblico a distanza di sicurezza, con sale quasi vuote, a modalità ridotta, chiede Barberio Corsetti. Prima bisogna capire e riorganizzare. Bisogna partire probabilmente con le piece più avanguardiste che attirano meno pubblico normalmente, anche se bisogna raggiungere l’80% di spettatori per essere in pareggio ed in queste condizioni sarà difficilissimo. Oppure inventare nuovi metodi, con maschere protezioni per il pubblico. Il live stream non è la stessa cosa, non è teatro, sono più interessanti convesazioni e scambi come questo, sostiene Barberio Corsetti, o usare la radio per raccontare quello che si ama, ciò che è fonte di ispirazione. La situazione lavorativa è complicatissima; essere il direttore artistico di Gand e se non si producono spettacoli e non si va in tournee non si guadagna, è il prezzo della globalizzazione dell’arte. La paura dà però tanta speranza in questo momento.

Domenica 19 alle 16 sono proseguite le piccole lezioni di economia, Scrooge’s digest, con cui Marco Cavalcoli riflette sul denaro attraverso la figura del più arcigno e letterario dei capitalisti, Ebenezer Scrooge.

Continua a trasmettere Radio India, la stazione radiofonica live di Oceano Indiano, con un palinsesto quotidiano, tutti i giorni dalle 17 alle 20, in diretta streaming su www.spreaker.com in podcast anche su spotify e su tutti i canali social del Teatro di Roma.

Per le giovani generazioni infine le favole serali per i piccoli, Fiabe della buonanotte, di teatrodelleapparizioni, mercoledì 15, venerdì 17 e domenica 19 sempre alle ore 21 ed il programma di giochi di teatro e il tutorial del Laboratorio Integrato Piero Gabrielli per la creazione condivisa di una canzone e video clip, domenica 19 alle ore 11.

data di pubblicazione:19/04/2020