La settimana digital del Teatro di Roma,dal 27 aprile al 3 maggio, ha continuato ad arricchire l’offerta del palinsesto di proposte virtuali su tutti i suoi canali social (Facebook, Instagram e YouTube) per condividere nuove forme alternative d’arte e teatro attraverso il web.

 

Tra le novità assolute il debutto a Radio India di una nuova rubrica settimanale The Performer – dall’insorgenza alla scomparsa dei corpi, in onda lunedì; mentre le strisce quotidiane si sono arricchite di protagonisti esclusivi con l’Extra di martedì a cura di Simone Derai, fondatore della compagnia Anagoor; molto interessanti infine i dialoghi di Giorgio Barberio Corsetti con Tiago Rodrigues e Thomas Ostermeier. Per la sezione schegge&racconti, mercoledì 29 aprile alle ore 12 Ivan Talarico ha presentato Buonismo in cattività, terza e ultima parte del suo tentativo di discorso sul presente, mentre giovedì 30 alle ore 12 sono stati presentati i versi inediti di Eleonora Danco, La Giornata Infinita – ovvero trattatello poetico senza speranza, mentre Roberto Rustioni alle ore 16 ha letto alcuni frammenti di Anton Cechov , geniale autore russo, anche medico, per omaggiare attraverso le sue opere il personale sanitario impegnato in questa emergenza sanitaria; venerdì 1 maggio alle 16 Gabriele Portoghese ha presentato alcune composizioni poetiche di Juan Rodolfo Wilcock, accompagnato da un ritratto dell’artista argentino ad opera di Edoardo Camurri.

Ancora venerdì primo maggio ma alle ore 11Piero Gabrielli ha lanciato sul web il video clip Canta che ti passa, una canzone collettiva per raccontare, in musica e parole, le sensazioni degli oltre 140 ragazzi e famiglie che hanno partecipato alla creazione del testo tramite il tutorial online e i laboratori condotti dal regista Roberto Gandini.

Sempre il primo maggio alle ore 19 il dialogo di Giorgio Barberio Corsetti con il teatro sovversivo e poetico di Tiago Rodrigues, regista portoghese e direttore del Teatro Nazionale di Lisbona. Barberio Corsetti ha ricordato che il Teatro di Roma coproduce lo spettacolo Catarina che dovrebbe essere in programmazione al teatro Argentina a febbraio 2021. Come potrebbe cambiare lo spettacolo che è molto legato al tempo presente, al virus ed all’epidemia?

Siamo tutti molto preoccupati ed abbiamo un dovere ed una responsabilità in quanto direttori di teatri nazionali afferma Rodrigues. Catarina e la bellezza di poter uccidere fascisti nasce da aspetti concreti legati alla vicenda di un giudice portoghese che si era mostrato particolarmente indulgente verso crimini commessi da uomini verso le donne aggrappandosi alla Bibbia, specchio di un atteggiamento ultraconservatore, capace di una violenza perpetuata ed istituzionalizzata, residuo di 48 anni di dittatura in Portogallo, finita nel 1974 ma i cui strascichi sono ancora diffusi. È la piece di un gruppo di attori che pensano a come rapire il giudice, ispirandosi a I giusti di Camus o Le mani sporche di Sartre, visto che ciò che si porta in palcoscenico non illegale. La dimensione provocatoria dello spettacolo ha innescato reazioni forti da parte della stampa e della politica di destra per uno spettacolo solo annunciato e non ancora scritto e provato. Si era ancora alla primissima stesura ed alle prime prove poi sospese. Nel frattempo anche in Portogallo la destra populista sta crescendo. Ma è come rispondere presente quando la pandemia sta crescendo. E’ la storia di una famiglia di sole donne che una volta l’anno si trovano in casa per assassinare un fascista che hanno rapito. Ma l’ultima arrivata non vuole uccidere e scoppia la lite familiare. E’ arrivato il momento di prendere la distanza dalle cose, proiettando lo spettacolo nel 2024-2025: come diventerà la nostra società, con lo spettro della violenza politica nella crisi economica.

Riesce a provare ora, chiede Barberio Corsetti. Il lavoro iniziale è fortemente basato sulla collaborazione e interazione con gli attori ed ora non è possibile farlo, in questo periodo si è lavorato sul programma e sulle relazioni del teatro di cui è Direttore. Si è deciso di pagare tutti come se gli spettacoli fossero stati in scena con dispendio di risorse finanziarie. Con tanti rischi e incertezze sul futuro. Ci sono libri da leggere e progetti da scrivere, videoconferenze con gli attori ma si parla solo della situazione attuale. Unica cosa decisa è che ci saranno di sicuro nello spettacolo cantanti femminili e canzoni antifasciste dell’Emilia Romagna. Ha ricevuto sostegno dal Governo? La Ministra delle Attività Culturali è stata interpellata per avere un rimborso dei soldi spesi e dopo varie vicissitudini si è riusciti a ricevere le somme anticipate a tutti i lavoratori dei teatri che sono prima di tutto cittadini ed hanno problemi di sopravvivenza. Bisogna sostenere queste persone il più possibile. Come immagina la ripresa Tiago Rodrigues conclude Barberio Corsetti Come si posizionerà il teatro? Rodrigues ha il presentimento che cambierà ma non sa proprio come. Bisogna essere realisti. C’è voglia di reagire e partecipare, il web è stato assalito ma questo non è teatro. Davide Carnevali ha scritto un articolo esemplare su questo periodo, ma non ha ancora una idea chiara. Bisogna fermarsi e riflettere meglio. Ci vorrà tempo. Non si può più subire il nomadismo della velocità, vivendo tutto allo stesso modo. Nel mondo del teatro in cui si ruba il tempo alle persone, il nostro rapporto con il tempo dovrà essere più sensibile e intelligente.

Il 2 maggio alle ore 21 l’incontro di Giorgio Barberio Corsetti con il maestro della scena contemporanea, che va al cuore dell’identità politica e sociale del teatro, ovvero Thomas Ostermeier, regista tedesco e direttore della Schaubühne di Berlino.

Il regista esordisce porgendo le sue personali scuse per l’atteggiamento del governo tedesco nel non aver sostenuto gli eurobond. Lui stesso fa parte di un movimento europeista solidale con Italia e Spagna. Si considera cittadino europeo di cui condivide i valori sociali e culturali ma non quelli economici che anzi stanno portando ad una regressione per pregiudizi o luoghi comuni. I teatri europei sono chiusi e si è molto preoccupati della situazione, si sta sperando che i politici salvino il teatro e la cultura ma è molto difficile, soprattutto in Italia, visto i precedenti politici che hanno governato. Ostermeier ama l’Italia sin da quando ragazzino veniva dalla Baviera, un’Italia che resiste e spera, l’Italia di Dario Fo, Pasolini, Berlinguer. Nel lockdown pensava di poter leggere tutti i libri accumulati negli scaffali ma fa programmazione da più di tre settimane, raccogliendo materiale di autori, filosofi, scrittori e materiale di spettacoli tra gli altri di Milo Rau e Sasha Waltz, tutelando il diritto di autore ed evitando che finiscano in rete. Si comincerà con una interlocuzione con Annie Hernaux, si mostreranno i vari punti di vista su questa emergenza, perchè bisogna cambiare qualcosa, è una situazione eccezionale che può però permettere di migliorare tanto. Tornerà tutto come prima chiede Barberio Corsetti. Politici, industria ed economia dicono che siamo in bancarotta, dobbiamo dare più potere alle aziende e lavorare di più ma si sta usando la crisi per cambiare le leggi e togliere di mezzo attivisti ed ecologisti. Ci sarà la crisi del teatro indipendente e del lavoro delle maestranze, ritengono entrambi. E’ umiliante richiedere i sussidi sostiene Ostermeier, sarebbe più giusto e meno costoso utilizzare il lavoro intermettente. Riaprire gradualmente i teatri. E’ deprimente, l’esperienza di andare a teatro, l’energia e l’interazione con il pubblico è troppo importante. Altro genere di spettacoli? Bisogna in qualche modo riaprire ma non dipende dal teatro. Sarebbe meglio aspettare il vaccino, per tornare al teatro come ad una festa e celebrare la bellezza del teatro. Questa la sua idea di riapertura. C’è ovviamente il problema del lavoro, ma il pubblico avrebbe paura a tornare. L’ottimismo può però derivare da una lettura storica: ai tempi di Shakespeare ci fu la peste ma dopo mesi il tetro risorse e vennero scritte opere straordinarie.

Il palinsesto settimanale si è chiuso con gli appuntamenti domenicali: il secondo incontro di Luce sull’Archeologia sul tema Enea, Roma e il Tevere alle ore 11e l’ultima delle piccole lezioni di economia di Marco Cavalcoli con Scrooge’s digest alle ore 16. E’ giunto infine al termine il ciclo di favole serali Fiabe della Buonanotte, di teatrodelleapparizioni alle ore 21, fiabe che hanno fatto addormentare i più piccini.

data di pubblicazione:04/05/2020

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