da Rossano Giuppa | Set 23, 2026
Presentato nella sezione Orizzonti a Venezia 83 ed al Toronto International Film Festival, Una storia è il riuscitissimo esordio alla regia di Anna Foglietta che ne è anche sceneggiatrice con Tania Pedroni e Matteo Ferri e che vede la partecipazione di Alba Rohrwacher e Guido Caprino, in uscita nelle sale italiane il 24 settembre.
Una storia di Erika e Mauro, lei cassiera in un supermercato e lui elettricista nella ditta del padre, che abitano nella provincia umbra, dove la quotidianità fatta di piccoli gesti e abitudini rassicuranti è scandita dagli orari di lavoro e da incombenze non sempre necessarie. Tutto è a posto ed ogni cosa ha un suo posto. Gli affetti, le crostate, i panni stesi, le pentole, i detersivi. Un tempo lento e umido, in cui tutto scorre, un susseguirsi di stagioni in cui manca l’irrequietezza della primavera. Ma la loro unica figlia è appena andata a studiare in un’altra città e pian piano quel debole castello di equilibri comincia sgretolarsi. Erika, abituata a prendersi cura degli altri, si scopre apatica e senza direzioni, mentre Mauro è incapace di affrontare le proprie fragilità emotive. La crisi si manifesta attraverso una dolorosa incapacità, senza che la stessa generi rancore o violenza, difficile da affrontare perché profonda e inattesa. “Un anno di merda” lo battezza Erika, che porta alla fine entrambi a confrontarsi con le proprie ferite e desideri dimenticati e che li spinge a esplorare la possibilità di rinnovarsi insieme e individualmente.
Un film profondo e delicato in cui Anna Foglietta ha il merito di descrivere legami familiari e domestici con grande autenticità. Un dramma intimista di persone comuni, privo di superflui colpi di scena, ma con elevatissime sfumature. É il motivo per ci si affeziona da subito a tutti i personaggi, onesti nella loro dignità, e a quella casa ingombrante, alla terribile spalliera di ottone del letto matrimoniale, alle mattonelle della cucina. Tutto è reale ed ha un sapore nostalgico, di quella provincia alla quale tutti siamo legati, almeno nei ricordi.
Straordinari gli attori, Alba Rohrwacher, Guido Caprino, Elio De Capitani, Caterina Casini, guidati con affetto e delicatezza dalla Foglietta che ha avuto anche l’intelligenza di affidarsi a collaboratori in totale sintonia con il progetto come il direttore della fotografia Andrea Benjamin Manenti e l’operatore alla macchina Alain Parroni.
Il racconto si dipana attraverso primi e primissimi piani dei protagonisti, sondandone gli sguardi ed il non detto, con delicatezza e forza. I silenzi sono battute dal valore drammaturgico, come la ripetizione di certi gesti e di certe atmosfere. Una storia in cui i buchi neri di Erika e Mauro diventano i silenzi di una casa e di una vita che improvvisamente perde il baricentro personale e sociale, una vita di giochi di ruolo, di routine depressiva.
Un grandissimo film di relazione, in cui la vera protagonista è l’interiorità, le inquietudini silenziose che spesso scegliamo di non affrontare, ma anche il coraggio di ascoltarsi e di ritrovarsi.
data di pubblicazione:23/09/2026
Scopri con un click il nostro voto: 
da Rossano Giuppa | Set 10, 2026
(Auditorium Conciliazione – Roma, 8 settembre 2026)
La quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival si è aperta sotto il segno delle nuove eccellenze del nostro paese. Sofia Nappi, tra le voci più sorprendenti e riconosciute della coreografia contemporanea internazionale, cofondatrice e direttrice artistica della compagnia Komoco. ha presentato in prima nazionale la nuova produzione CHORA – Il vuoto all’origine, un’opera che invita a tornare all’origine del movimento e dell’esistenza, esplorando ciò che precede il linguaggio e la forma. La serata è stata aperta da DODI, prima coreografia firmata da Sofia Nappi, un breve duetto che esplora il tormento e la poesia nascosta nel rapporto con l’altro.
Il lavoro della coreografa italiana dal forte respiro internazionale, formatasi alla Alvin Ailey School di New York, esplora il vuoto come presenza tangibile attorno e dentro di noi. Attraverso l’ascolto del respiro e della gravità, nasce il movimento: gesti leggeri che si ampliano, pause che si dilatano ed allora ciò che sembrava vuoto si rivela relazione, racconto.
Con CHORA Sofia Nappi approfondisce la sua ricerca sulla natura del movimento e sulle condizioni stesse dell’esistenza. Silenzio, pause, sospensioni e gesti minimi diventano la materia viva da cui emergono volumi, relazioni, traiettorie. Il vuoto diventa presenza: contiene memoria, tensione, vita.
CHORA si inserisce nella linea poetica che contraddistingue l’opera della coreografa, costruita su un lavoro essenziale, ricco di ascolto, precisione e intensità fisica. Un linguaggio potente e riconoscibile, che le è valso premi prestigiosi e che le ha permesso di firmare creazioni per importanti compagnie internazionali come Staatsballett Hannover, Scottish Dance Theater, Göteborg Opera, NDT 2.
CHORA non descrive il vuoto: lo rende presenza. Fragilità e potenza convivono mentre il gesto cresce, si amplifica, diventa relazione. É l’istante in cui tutto può accadere, quando dallo spazio emergono corpi e forme che parlano di passato e futuro.
Il disegno luci straordinario di Alessandro Caso ed i sette danzatori magmatici dalla decisa personalità hanno fortemente contribuito alla creazione di un racconto ipnotico con momenti di pura poesia, accolto dai convinti applausi del numeroso pubblico presente.
data di pubblicazione:10/09/2026
Il nostro voto: 
da Rossano Giuppa | Mag 21, 2026
Accolto dagli applausi e dal calore del pubblico della Croisette, Amarga Navidad segna il ritorno di Pedro Almodóvar al Festival di Cannes, nelle sale italiane a partire dal 21 maggio. Il film racconta lo stretto legame tra realtà e finzione, tra ispirazione e vita, e apre una riflessione sui limiti dell’autofinzione.
Due storie che si muovono su binari paralleli. La prima ha per protagonista Elsa, una regista di spot pubblicitari, nel 2004, durante il lungo ponte festivo prenatalizio. Soffre di emicranie devastanti accompagnate da crisi di panico. Il suo compagno, Bonifacio, vigile del fuoco e spogliarellista part time, la accudisce con amore. Elsa prova a sostenere una sua amica e collaboratrice più volte abbandonata ed umiliata da suo marito che non riesce a lasciare, mentre compare Natalia, una giovane madre che non riesce ad elaborare il lutto del figlio morto.
La seconda storia si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raúl, uno sceneggiatore e regista alle prese con una lunga crisi creativa e che prova a scrivere un copione. Gli sono accanto il suo compagno, in una relazione dominata dal silenzio e Monica, la sua assistente, indispensabile ma ermetica. Solo in via successiva si intuisce che la bozza di sceneggiatura che Raúl sta scrivendo è la storia di Elsa, del suo compagno e delle sue amiche, con evidenti richiami alla sua stessa vita ed a quella di Monica. Mescolata alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raúl, che ricorre all’autofinzione come soluzione al momento di aridità creativa. Raúl è un regista di successo ma che per tutta la sua vita è stato fagocitato dal fare cinema. E, alla fine, dovrà fare i conti con l’accusa di essersi appropriato della vita degli altri.
Amarga Navidad è una riflessione sull’atto creativo e sul suo rapporto con la realtà e con la vita. Esistono dei limiti per la scrittura creativa, che a volte la si trova solo impregnandosi di tutto ciò che lo circonda, compreso il dolore degli altri?
Il regista spagnolo mette in scena un sofisticato gioco di specchi. Le storie si intersecano, si sovrappongono e si contraddicono. Come tutte le incertezze di un processo creativo. Ne viene fuori un’opera affascinante, drammatica e di difficile definizione fino all’ultimo fotogramma, in quanto alterna sequenze concluse a frammenti in divenire.
Straordinaria la fotografia, elegante e pittorica, intensa la colonna sonora nelle composizioni di Alberto Iglesias, melodrammatica quando ritrova Amaia Romero, Grace Jones e Amanda Lear, rigorosi e perfetti tutti gli attori.
Raul, il protagonista è abulico, ha perso il fuoco sacro della scrittura e si appropria delle vite degli altri ed proprio la sua assistente Monica con una devastante discussione ad aprirgli un’altra prospettiva di scrittura. Elsa e Natalia, nella bella villa di Lanzarote che guardano direttamente in macchina, continueranno ad essere nella storia o svaniranno nella sua nuova finzione?
data di pubblicazione:21/05/2026
Scopri con un click il nostro voto: 
da Rossano Giuppa | Mag 1, 2026
(Teatro Vascello – Roma, 28/30 aprile 2026)
Eleonora Danco arriva al Teatro Vascello con un’antologia di spettacoli che attraversano oltre vent’anni di ricerca e produzione artistica: dEVERSIVO, Sabbia e Intrattenimento Violento. Il 28, 29 e 30 aprile è stata la volta di Intrattenimento Violento, diretto e interpretato dalla stessa Danco, uno spettacolo-performance, tragicomico e viscerale, con racconti di strada, condizioni e stati d’animo, ricordi.
Eleonora Danco è un fenomeno di culto, come scrittrice e interprete di scrittura d’immagini di grande impatto evocativo.
In Intrattenimento Violento condensa e assembla frammenti di storie di personaggi estremi, pezzi di vita. Ecco allora che l’inquietudine della narrazione si muove tra gli alti e i bassi delle giornate, lo sguardo nostalgico all’infanzia perduta, i riflessi ed i condizionamenti dell’educazione ricevuta nella condizione di adulto. Attraverso monologhi, dialoghi, poesie, i personaggi raccontati sono tutti invischiati in conflitti ma sono intrisi di vitalità, hanno bisogno di affermarsi, ma non sanno scegliere in che direzione andare.
Personaggi estremi, folli, drammatici e divertenti, animati da un’energia provocatoria e fisica, senza reticenze, una galleria di ologrammi che anima la Capitale, le strade, gli angoli, le stazioni della metropolitana. Una performance intensa, vitale e trascinante che arriva allo stomaco ed al cuore dello spettatore.
data di pubblicazione:01/05/2026
Il nostro voto: 
da Rossano Giuppa | Apr 28, 2026
(Teatro Vascello – Roma, 25/26 aprile 2026)
Eleonora Danco arriva al Teatro Vascello con un’antologia di spettacoli che attraversano oltre vent’anni di ricerca e produzione artistica: dEVERSIVO, Sabbia e Intrattenimento Violento. Il 25 e 26 aprile è stata la volta di Sabbia, diretto e interpretato dalla stessa Danco, una performance solitaria e corale insieme, che dà voce a uomini, donne, adolescenti che, combattuti tra attrazione e rifiuto, vergogna e liberazione, hanno bisogno di esplicitare i propri desideri istintivi.
Alcune ragazze, schierate sul proscenio, immobili e presenti, scrutano lo sguardo degli spettatori prima di introdurli nell’oscurità della narrazione, aprendosi e lasciando lo spazio a Eleonora Danco, che entra occupando uno spazio metafisico popolato da sola sabbia.
Così inizia Sabbia, scritto anni fa per Garofano Verde e ora riproposto a distanza di 21 anni nella sua attualità senza tempo.
Lo spettacolo alterna diverse interviste audio a ragazzi e ragazze, che raccontano i problemi contingenti legati alla propria omosessualità ad altrettanti personaggi, uomini e donne, tutti interpretati da Eleonora Danco, che parlando tra sé, o interagendo con un partner, un amico, un qualcuno, rivelano morbosità, fissazioni, sogni e necessità di una sessualità diversamente vissuta.
Una spiaggia notturna e intrigante ed una sabbia che appiccica, nasconde, ingoia, di cui poi ci si può liberare.
Un coro di corpi e voci erranti che la Danco riesce a interpretare, con intelligenza ed efficacia, incarnandoli e mettendo a disposizione se’ stessa. Paure, ansie, resistenze interiori e istinti repressi confluiscono in un linguaggio fisico e destabilizzante, dal quale emergono figure tormentate, in lotta con la propria identità erotica.
Una partitura che disegna la personalità di ognuno dei personaggi attraverso alternanze musicali di parole, pause, esitazioni, movimenti di un linguaggio esasperato ma vitale.
Una voce congiunta che diventa però una bruciante denuncia delle ipocrisie della società di cui facciamo tutti parte e che rivendica non l’accettazione del diverso, ma l’accettazione della sessualità in tutte le sue sfaccettature e con tutti i suoi conflitti, in quanto parte la stessa natura umana.
data di pubblicazione:28/04/2026
Il nostro voto: 
Pagina 1 di 6112345...102030...»Ultima »
Gli ultimi commenti…