INTRATTENIMENTO VIOLENTO di e con Eleonora Danco

INTRATTENIMENTO VIOLENTO di e con Eleonora Danco

(Teatro Vascello – Roma, 28/30 aprile 2026)

Eleonora Danco arriva al Teatro Vascello con un’antologia di spettacoli che attraversano oltre vent’anni di ricerca e produzione artistica: dEVERSIVO, Sabbia e Intrattenimento Violento. Il 28, 29 e 30 aprile è stata la volta di Intrattenimento Violento, diretto e interpretato dalla stessa Danco, uno spettacolo-performance, tragicomico e viscerale, con racconti di strada, condizioni e stati d’animo, ricordi.

Eleonora Danco è un fenomeno di culto, come scrittrice e interprete di scrittura d’immagini di grande impatto evocativo.

In Intrattenimento Violento condensa e assembla frammenti di storie di personaggi estremi, pezzi di vita. Ecco allora che l’inquietudine della narrazione si muove tra gli alti e i bassi delle giornate, lo sguardo nostalgico all’infanzia perduta, i riflessi ed i condizionamenti dell’educazione ricevuta nella condizione di adulto. Attraverso monologhi, dialoghi, poesie, i personaggi raccontati sono tutti invischiati in conflitti ma sono intrisi di vitalità, hanno bisogno di affermarsi, ma non sanno scegliere in che direzione andare.

Personaggi estremi, folli, drammatici e divertenti, animati da un’energia provocatoria e fisica, senza reticenze, una galleria di ologrammi che anima la Capitale, le strade, gli angoli, le stazioni della metropolitana. Una performance intensa, vitale e trascinante che arriva allo stomaco ed al cuore dello spettatore.

data di pubblicazione:01/05/2026


Il nostro voto:

SABBIA di e con Eleonora Danco

SABBIA di e con Eleonora Danco

(Teatro Vascello – Roma, 25/26 aprile 2026)

Eleonora Danco arriva al Teatro Vascello con un’antologia di spettacoli che attraversano oltre vent’anni di ricerca e produzione artistica: dEVERSIVO, Sabbia e Intrattenimento ViolentoIl 25 e 26 aprile è stata la volta di Sabbia, diretto e interpretato dalla stessa Danco, una performance solitaria e corale insieme, che dà voce a uomini, donne, adolescenti che, combattuti tra attrazione e rifiuto, vergogna e liberazione, hanno bisogno di esplicitare i propri desideri istintivi.

Alcune ragazze, schierate sul proscenio, immobili e presenti, scrutano lo sguardo degli spettatori prima di introdurli nell’oscurità della narrazione, aprendosi e lasciando lo spazio a Eleonora Danco, che entra occupando uno spazio metafisico popolato da sola sabbia.

Così inizia Sabbia, scritto anni fa per Garofano Verde e ora riproposto a distanza di 21 anni nella sua attualità senza tempo.

Lo spettacolo alterna diverse interviste audio a ragazzi e ragazze, che raccontano i problemi contingenti legati alla propria omosessualità ad altrettanti personaggi, uomini e donne, tutti interpretati da Eleonora Danco, che parlando tra sé, o interagendo con un partner, un amico, un qualcuno, rivelano morbosità, fissazioni, sogni e necessità di una sessualità diversamente vissuta.

Una spiaggia notturna e intrigante ed una sabbia che appiccica, nasconde, ingoia, di cui poi ci si può liberare.

Un coro di corpi e voci erranti che la Danco riesce a interpretare, con intelligenza ed efficacia, incarnandoli e mettendo a disposizione se’ stessa. Paure, ansie, resistenze interiori e istinti repressi confluiscono in un linguaggio fisico e destabilizzante, dal quale emergono figure tormentate, in lotta con la propria identità erotica.

Una partitura che disegna la personalità di ognuno dei personaggi attraverso alternanze musicali di parole, pause, esitazioni, movimenti di un linguaggio esasperato ma vitale.

Una voce congiunta che diventa però una bruciante denuncia delle ipocrisie della società di cui facciamo tutti parte e che rivendica non l’accettazione del diverso, ma l’accettazione della sessualità in tutte le sue sfaccettature e con tutti i suoi conflitti, in quanto parte la stessa natura umana.

data di pubblicazione:28/04/2026


Il nostro voto:

dEVERSIVO di e con Eleonora Danco

dEVERSIVO di e con Eleonora Danco

(Teatro Vascello – Roma, 22/24 aprile 2026)

Eleonora Danco arriva al Teatro Vascello con un’antologia di spettacoli che attraversano oltre vent’anni di ricerca e produzione artistica: dEVERSIVO, Sabbia e Intrattenimento Violento. Scrittrice, regista, drammaturga e performer, Danco è una figura iconica nel panorama teatrale italiano per la sua capacità di sperimentare nel continuo, di lavorare su corpo e parola, con un linguaggio audace, autentico, innovativo. L’Antologia si apre con dEVERSIVO, diretto e interpretato dalla stessa Danco, un tentativo estremo di rappresentare l’essenza del teatro e dei suoi molteplici abitanti.

Lo spettacolo, da cui è tratto il suo ultimo film N-EGO, narra le vicende tragicomiche di una regista, autrice e performer che lotta per la conquista della sua identità in palcoscenico. È un intreccio di situazioni e stati d’animo, in cui la performer è combattiva, la scrittrice è in crisi, la regista è scarsamente concreta. In un contesto grottescamente metropolitano, la protagonista si aggira senza pace, nei luoghi a tutti noti della Capitale, da San Giovanni a Piazza del Popolo e poi fino a Tor Bella Monica alla ricerca del suo testo e forse anche di sé stessa. Ricordi di un’infanzia passata al paese si mescolano con quelli di Roma, città polimorfa, invadente e divertente. La spinge una volontà spasmodica di essere e di scrivere, di finire in tempo un copione da consegnare.

dEVERSIVO usa la poesia e lo slang, è urlato e sussurrato; è il viaggio in una Capitale caotica, nelle tante sue contraddizioni, nei suoi vicoli, nei suoi personaggi, nei suoi mezzi affollati, nella sua bellezza e sporcizia, nei suoi aspri contrasti.

Uno spettacolo sfrontato e tagliente, e, allo stesso tempo, profondamente intimo, dal ritmo serrato in cui la Danco è in perenne divenire, nel movimento e nella parola. Le sedie sparse sul palco diventano le tappe di questo percorso, come se ogni postazione fosse un pensiero diverso. Le luci la seguono, isolano momenti, accendono e spengono pezzi di memoria.

La musica accompagna tutto questo viaggio: suoni elettronici, scuri, senza respiro.

E poi, nel finale, arriva il messaggio estremo: essere artista indipendente significa lottare, spesso senza mezzi e senza sostegno: lo afferma con forza, rompendo ogni indugio e ogni barriera.

data di pubblicazione:24/04/2026


Il nostro voto:

LE SERVE di Jean Jenet

LE SERVE di Jean Jenet

con Eva Robin’s, Matilde Vecchione, Beatrice Vigna

(Teatro Spazio Diamante – Roma, 12/15 marzo 2026)

In scena allo Spazio Diamante di Roma Le Serve, capolavoro di Jean Genet, liberamente ispirato a un fatto di cronaca che scosse l’opinione pubblica francese negli anni Trenta; siamo di fronte ad un perfetto esempio di teatro nel teatro che mette a nudo la non verità della scena, in un continuo ribaltamento tra essere e apparire, tra immaginario e realtà.

Le sorelle Solange e Claire prestano servizio presso Madame, la loro padrona che amano e odiano al tempo stesso. Le serve hanno denunciato il suo amante con delle lettere anonime. Una volta venute a sapere che l’amante sarà rilasciato per mancanza di prove e che il loro tradimento sarà scoperto, tentano di assassinare Madame, ma falliscono per mancanza di efficacia; provano allora a uccidersi a vicenda ed una di esse si dà la morte.

Jenet racconta le due sorelle nel loro devastante vissuto quotidiano, nell’alternarsi fra fantasia e realtà, fra delirio costruito e delirio reale. A turno giocano ad essere Madame e ad essere l’altra sorella, esprimendo così il loro desiderio di essere la Padrona ed esasperando adorazione, servilismo, violenza, odio. La rivolta delle serve non è una rivolta sociale e rivoluzionaria, è una frustrazione, una incapacità di sentirsi esse stesse Madame. La bravissima regista Veronica Cruciani ambienta la vicenda in un contesto contemporaneo, arredato con numerosi flight case che aprendosi e muovendosi nello spazio scenico vuoto, creano armadi, letto e comodini o piccoli giardini di fiori. Le sezioni del racconto sono scandite dagli intenti delle due sorelle riportati da frasi scritte (“Proteggimi da ciò che voglio”, “Nel deserto del reale” e “Saremo libere?”) frammenti di coscienza che affiorano e che rimandano ai temi attualissimi del potere, delle classi sociali, della devianza psichica.

Il ruolo di Madame è affidato ad una superba ed ironica Eva Robin’s, mentre ad interpretare le due sorelle sono due giovani e vitalissime attrici: Beatrice Vecchione e Matilde Vigna.

La rivisitazione della traduzione del testo dà attualità e ritmo ad un testo già molto profondo ed amaro, curato nei dettagli, che strappa convinti applausi.

data di pubblicazione:16/03/2026


Il nostro voto:

LA PRINCIPESSA DI LAMPEDUSA di Ruggero Cappuccio

LA PRINCIPESSA DI LAMPEDUSA di Ruggero Cappuccio

diretto e interpretato da Sonia Bergamasco

(Teatro India – Roma, 11/15 febbraio 2026)

In scena al Teatro India Sonia Bergamasco in veste di regista ed interprete de La Principessa di Lampedusa, tratto dall’omonimo romanzo di Ruggero Cappuccio, che dà voce e anima a Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa autore de Il Gattopardo. Dopo la morte, Beatrice scopre di poter ancora sognare. E in quel sogno riaffiorano profumi, musiche, ricordi, fantasmi di famiglia, desideri e segreti. La vita torna come un flusso emotivo impetuoso che non vuole spegnersi.


Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, principessa di Lampedusa, dopo la morte scopre che la sua coscienza è ancora presente unitamente alla capacità di sognare. La percezione del ricordo della vita terrena è dentro di lei così come il profumo di rosmarino, la sensazione della seta, l’odore delle rose e dei cavalli, il sapore dei dolci, la freschezza dell’acqua, il piacere della musica. I fantasmi della sua esistenza tornano a materializzarsi intorno a lei: suo figlio Giuseppe, autore del Gattopardo, le sorelle, il marito, le cameriere, la giovane amica Eugenia, in un misto di sensualità, allegria e nostalgia.

Il romanzo di Cappuccio racconta il ritorno della principessa a Palermo nel maggio 1943 sino al dopoguerra e ricostruisce tutti i suoi incontri nella città devastata e nel suo palazzo sventrato dai bombardamenti, dove darà un ultimo grande paradossale ballo in maschera con tutta l’aristocrazia siciliana.

Nella versione teatrale, la principessa, già sepolta nella Chiesa dei Cappuccini, entra in scena come un’ombra in controluce, che poi prende a muoversi volteggiando e dialogando con un’altalena che va avanti e indietro, luogo sospeso che è la porta dell’aldilà.

La scena è essenziale, luminosa. Al centro c’è solo lei e la sua voce. Ma quella voce si moltiplica, canta, sussurra, si scompone. E la scrittura di Cappuccio diventa ritmo, danza, musica. Beatrice è una donna forte, indipendente, ferita dalla vita eppure amante della stessa. Così la principessa di Lampedusa apre uno squarcio della sua esistenza per dar vita a fantasmi, ricordi, sogni e confrontarsi con la propria coscienza e con la propria identità.

Sonia Bergamasco, con la grande ricchezza espressiva di cui è dotata, restituisce la modernità e il coraggio della madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, tra le macerie di una Palermo ferita dai bombardamenti per sviscerare passioni, memorie e follie di una intera generazione, tematiche centrali della scrittura di Ruggero Cappuccio, con una rilettura potente ed onirica, densa e sospesa, che incanta.

data di pubblicazione:13/02/2026


Il nostro voto: