OLTRE FINISTERRE

la squadra al completo di Oltre Finisterre

REPORTAGE DA UN TEATRO AI CONFINI DEL MONDO

Sasso di Castalda – Potenza

È battuta frequente nell’ironia nazionale che il primato delle regioni italiane dimenticate, o addirittura inesistenti, spetti al Molise. Ma anche la Basilicata ha un posto di riguardo in tale classifica. Fatta eccezione forse per Matera che, sì, si trova in Lucania, altro nome storico della regione che solo i veri intenditori conoscono. Se al nome Basilicata affianchiamo quello altrettanto poco frequentato di teatro, ecco che vi trovate a leggere un articolo che parla di un’attività di nicchia in una regione di nicchia.

Non è una novità – e l’ultimo rapporto SIAE sui numeri dello spettacolo dal vivo in Italia lo conferma – che il sipario si alzi più spesso in regioni come la Lombardia e il Lazio e molto meno al Sud, a cui fanno da traino aree più grandi come Puglia e Campania, ma non certo la Basilicata.

Il campo si restringe ulteriormente se nell’analisi al vetrino che stiamo proponendo andiamo a gettare lo sguardo non su Potenza (capoluogo di regione) né sulla già citata Matera, ma su un paesino di appena settecento abitanti: Sasso di Castalda.

Piccolo borgo di montagna situato a 950 metri sul livello del mare, Sasso di Castalda si sviluppa attorno a una rupe scoscesa — da cui prende il nome — nell’Appennino Meridionale, al confine con la provincia di Salerno. Ci si arriva lasciando la Salerno-Reggio Calabria all’altezza di Atena Lucana e percorrendo in salita la statale per circa 16 chilometri, tra curve dolci e campi coltivati.

Il paese è famoso per aver dato i natali a diverse figure illustri. Vi nacque nel 1898 don Giuseppe De Luca, illustre sacerdote fondatore delle Edizioni di Storia e Letteratura, il cui merito fu quello di mettere in dialogo la chiesa del suo tempo (è stato consigliere di papa Giovanni XXIII) con la cultura laica e l’Unione sovietica. Ma è anche il paese da cui veniva il papà di Mimmo Beneventano, medico e politico ucciso dalla camorra il 7 novembre 1980 a Ottaviano (NA), dove la famiglia si era trasferita.

Sassese era la famiglia di Rocco Petrone, l’ingegnere a capo della storica missione Apollo 11 che permise all’uomo di muovere i primi passi sulla Luna. A lui è dedicato uno dei due ponti tibetani attrazione del paese, il Ponte alla Luna, da cui si gode un panorama di sicuro fascino sulle colline circostanti. E infine da Sasso veniva la mamma di Mariele Ventre, celebre educatrice e musicista fondatrice dello storico Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna.

Il suo volto è dipinto sul murale firmato dall’artista partenopeo Jorit, che la ritrae con i caratteristici graffi sulle guance, simbolo di uguaglianza e appartenenza alla grande tribù umana e ai suoi valori. E prende il suo nome anche il teatro comunale gestito con tanta passione e cura da Oltre Finisterre, un progetto nato dalle ceneri di Le Valli del teatro, una rassegna teatrale che in passato aveva coinvolto i comuni della Valle del Melandro, di cui fa parte Sasso di Castalda.

L’associazione di promozione sociale è guidata da Gianmarco Pepe e Domenico Gaito (al centro nella foto) insieme a Rosanna Corleto (in alto a sinistra). Con loro collabora da poco Angela Viscardi (in alto a destra), laureata al DAMS e studentessa all’università di Salerno nel corso di Scienze della produzione multimediale e dello spettacolo, a cui l’associazione sta offrendo la possibilità di un primo significativo approccio come operatrice nel settore teatrale (nella foto anche Damiano e Lorenzo, figli di Gianmarco e Rosanna).

Gianmarco Pepe dice che l’idea di Oltre Finisterre viene da un gioco che faceva con altri bambini da piccolo. Finisterre era il nome che avevano dato al limite estremo del paese, il punto dove finiva il selciato e iniziavano i campi. La soglia che potevano oltrepassare solo i grandi. Poi grande lo è diventato anche lui e, con la maturità, è cresciuta anche la responsabilità nei confronti di una comunità che, a fronte della migrazione che ancora oggi colpisce i piccoli centri, ha deciso di rimanere.

Ma nel nome è chiaro anche il rimando al cammino compostellano, meta antica del mondo conosciuto oltre la quale era l’ignoto. E, se pensiamo al progetto portato avanti dall’associazione, ci viene da pensare che questa sia l’ultimo baluardo di una periferia artistica e culturale, dove nonostante tutto il teatro arriva. Una sorta di villaggio gallico di uderziano disegno, che si oppone alle barbarie e agli assalti di una società culturale interessata ai guadagni facili dei grandi centri. Gianmarco Pepe e Domenico Gaito, novelli Asterix e Obelix tra gli operatori teatrali, compiono infatti una fatica enorme a portare gli spettacoli in un luogo così decentrato dai soliti circuiti.

La proposta include e insieme va “oltre” lo svago e la distrazione. Non dimentica l’impegno, la riflessione e l’approfondimento, sempre di qualità, visto il programma della prossima stagione. La quinta da quando hanno preso in gestione il bellissimo teatro Mariele Ventre. Tra i nomi in cartellone spiccano quelli di Antimo Casertano e Daniela Ioia (Mare di ruggine), Michele De Paola e Marisa Grimaldo (Polmoni di Duncan Macmillan), Beatrice Fazi e Enzo Casertano (Chiamalo ancora amore), Manifatture Teatrali Milanesi (Bovary), Giuseppe Tantillo e Valentina Carli (Bianco), Salvatore Pinto (Miseria e nobiltà) e Antonio Grosso (al Massimo … Troisi).

Oltre Finisterre nasce con una motivazione semplice eppure, fra tutte, la più nobile: portare il teatro dove non c’è mai stato. Offrire un’alternativa di valore “al solito campetto da calcio” (di cui il paese è comunque fornito). Permettere a una piccola comunità di ritrovarsi e passare insieme ore di divertimento, certo, ma anche di riflessione, fuori dalle solite attività di svago.

E tutto questo è possibile grazie soprattutto alla lungimiranza del Comune, nella persona del sindaco Rocchino Nardo, primo finanziatore dell’associazione e all’entusiasmo dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Mariangela Laurino. Sua l’idea di ravvivare l’estate sassese con il lancio non dell’Apollo 11, stavolta, ma dell’edizione numero zero di InOrbita Comedy, un festival di stand up in due serate e quattro spettacoli con i migliori comedians del momento. Ne parleremo nel prossimo articolo.

data di pubblicazione:05/09/2026

1 commento

  1. Una recensione bellissima, che racconta con entusiasmo e sensibilità una realtà piccola solo nelle dimensioni, ma grandissima per passione, coraggio e visione. Portare il teatro dove “non c’è mai stato” è un’impresa straordinaria, e Oltre Finisterre dimostra che la cultura può davvero andare oltre ogni confine.

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