con Lino Musella, Iaia Forte, Tania Garribba, Giorgio Pinto, India Santella e Matteo De Luca, regia di Mario Martone
(Teatro Vascello – Roma, 14/19 aprile 2026)
Lino Musella interpreta il compositore, protagonista del dramma scritto da Fabrizia Ramondino nel 1993. Finalmente è in scena a Roma al Teatro Vascello, dopo aver debuttato al San Ferdinando di Napoli tre anni fa. La regia è di Mario Martone, che insieme alla scrittrice sceneggiò Morte di un matematico napoletano. Il titolo, Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo, descrive gli elementi che andranno a caratterizzare l’azione. Si avvicina molto ai nomi che si danno alle composizioni pittoriche. Così anche per gli altri componimenti drammatici dell’autrice, tutti composti nei primi anni Novanta, e ora pubblicati da Einaudi (2025). La cura del volume è di Ippolita Di Majo, che qui collabora all’adattamento del testo per la scena.
Il proscenio a teatro è il lembo di palcoscenico più prossimo agli spettatori. Quel sottile spazio che precede lo strabordante sipario rosso che Mario Martone, regista e autore delle scene, sceglie di tenere chiuso in apertura di spettacolo. Se fossimo nei grandi teatri d’opera, il punto più vicino al pubblico sarebbe quello occupato dal direttore d’orchestra, figura centrale e primo tra gli artisti.
Proprio di un compositore e direttore musicale tratta il dramma di Fabrizia Ramondino — autrice apolide e poliglotta scomparsa nel 2008 — qui interpretato da Lino Musella. L’attore napoletano conferma ancora una volta di essere un eccellente interprete, capace di una recitazione misurata e sempre aderente alla complessa psicologia del personaggio. La scelta registica di spostare l’azione verso la ribalta, utilizzando un divano ora come panchina e ora come letto, proietta immediatamente la platea in un ruolo da protagonista. Il pubblico è chiamato a testimoniare e a soppesare il racconto che il compositore, uomo decadente e segnato dall’alcol, fa dei propri fallimenti artistici e privati.
Al centro di questo bilancio esistenziale si stagliano le dinamiche familiari. Nell’intimità di una stanza arredata con raffinati mobili d’antiquariato, il protagonista conduce un’analisi introspettiva profonda, scandagliando ogni pensiero, soppesando ogni parola. A interrompere il suo flusso monologante intervengono i familiari, evocati come elementi di un’orchestra disordinata e difficile da dirigere. È la mente stessa del compositore a tentare di ricomporli in una melodia stridente e dolorosa, specchio dei ricordi a cui sono legati.
In questa partitura umana, la madre (Iaia Forte) incarna la voce acuta di soprano e violino, mentre la madre della figlia (Tania Garribba) è il timbro grave di contralto e viola. Infine la figlia (India Santella), mezzosoprano e violoncello, si unisce al ragazzo (Giorgio Pinto), voce baritonale e contrabbasso, per completare un quartetto d’archi e di vite.
L’azione del dramma si risolve interamente in un processo di svuotamento, che coinvolge tanto la scena quanto il personaggio, fino alla loro totale riduzione al nulla. Una metafora insita nel testo che l’allestimento di Martone sa cogliere pienamente. Il confronto con le figure del passato è scandito in tre tempi, intervallati dalla chiusura del sipario. A ogni riapertura, un frammento dell’arredamento svanisce, portato via da un factotum (Matteo De Luca). Insieme agli oggetti, esce di scena anche il protagonista del confronto appena terminato, lasciando al proprio posto soltanto la sagoma metallica dello strumento musicale a cui era stato associato.
Man mano che la stanza si spoglia, rimangono solo le ombre di questi strumenti e la figura del direttore, rimasto solo con la sua bacchetta. L’orchestra è ormai composta: lo spazio domestico si è trasfigurato in una buca d’orchestra. Il golfo mistico ha finalmente raggiunto quell’oscurità e quel vuoto necessari che precedono l’esecuzione di ogni opera. «Suono e sono solo per voi, cari amici». Con questa consapevolezza si chiude l’analisi della sua esistenza e terminano così i suoi tormentati ragionamenti.
data di pubblicazione:18/04/2026
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