MERCOLEDÌ DELLE CENERI, scritto e diretto da Valentina Esposito

foto di Ilaria Giorgi

con gli attori della compagnia FortApache Cinema Teatro

(Teatro Vascello – Roma, 31 marzo/4 aprile 2026)

Nella notte che separa la fine del Carnevale dall’inizio della Quaresima, un paese si riunisce per fare festa. E per rievocare quello che l’omertà ha seppellito nella dimenticanza. In (encomiabile) coproduzione con La Fabbrica dell’Attore, è in scena al teatro Vascello il nuovo spettacolo di FortApache Cinema Teatro (FACT), Mercoledì delle ceneri. Un gesto di fiducia della sala di via Carini al lavoro di Valentina Esposito, da oltre un ventennio impegnata nella formazione e nel collocamento di artisti – oggi professionisti affermati – che hanno trascorso parte della loro vita in detenzione.

Dopo aver indagato i nodi complessi delle relazioni generazionali in Famiglia (2019) e la precarietà dell’esistenza, oggetto di Destinazione non umana (2021), Valentina Esposito torna a scuotere le coscienze, affrontando una delle piaghe più incancrenite e attuali della nostra società: il femminicidio. In questa nuova prova, la regista e autrice compie un miracolo di sublimazione teatrale. Il dramma di cronaca è calato nell’immagine macabra di un Carnevale vestito a lutto. La violenza sociale si traduce nel dirompente simbolismo di uno spettacolo dal potente linguaggio visivo. A collaborare nell’allestimento, come in altri lavori passati, Mari Caselli (costumi), Luca Novelli (musiche), Alessio Pascale (luci).

L’apertura è affidata ad Alessandro Bernardini, volto storico della compagnia, che introduce uno scenario dove il confine tra festa e pentimento si fa sottile. Al centro della scena troviamo Caporale – il personaggio interpretato da un sempre intenso Giancarlo Porcacchia (Lallo) – che, come ogni anno, arriva in paese trasportando la pupazza destinata al rogo del martedì grasso. La ciclicità dell’atto, diventato ormai tradizione, ha sospeso il tempo, incastrandolo tra le maglie di un doloroso ricordo: il fattaccio. È lui l’artefice del simulacro, sorvegliato da “sacerdotesse” destinate al martirio del divertimento sessuale di una comunità di maschi disposta a pagare per appagare la propria arroganza. Costruita in memoria di Rosa, la donna amata, abbandonata e infine travolta da un destino brutale nei pressi di un fiume nero e melmoso, il fantoccio fatto di fili di metallo (opera di Edoardo Timmi) è figura di ogni donna ingabbiata dalla prepotenza maschile.

Il fiume che scorre sul proscenio a dividere il palco dalla platea è, invece, una barriera morale. Lo spettatore si trasforma in testimone omertoso, un turista del dolore. O, peggio, il guardone di una violenza che la retorica quotidiana ha reso tristemente normale.

A trascinare il carretto è Ciuccio (Giulio Maroncelli), emblema della diversità che diventa umanità degradata e vilipesa quando incontra la tracotanza maschile. Lo stesso destino che tocca alle donne, protagoniste della festa.

Lo spettacolo mette a nudo la “maschera criminale” che attraversa i nostri giorni. Un copione che si ripete all’infinito, senza mai essere davvero compreso. Tutti sanno, ma tutti dimenticano. È più facile il giudizio spietato e il pettegolezzo anonimo. I pupazzi realizzati dai Gemelli Magrì, figure grottesche e tutte uguali, sono proprio lo specchio di questa società che nasconde la propria indifferenza dietro malelingue senza volto.

Sempre originali le scritture della Esposito. Elaborate insieme al gruppo di attori formatosi tra le pareti della Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso, da anni impegnato, insieme ad altri artisti professionisti provenienti da diversi ambiti formativi, in un percorso professionale. Un’esperienza unica in Italia, da sostenere e applaudire, che ha lo scopo di reinserire nel mondo del lavoro – piuttosto che semplicemente contenere – cittadini che hanno scontato la pena. Sul palco, con i già citati artisti, Fabio Camassa, Matteo Cateni, Chiara Cavalieri, Christian Cavorso, Viola Centi, Massimiliano De Rossi, Roberto Fiorentino, Sofia Iacuitto, Gabriella Indolfi, Claudia Marsicano, Cristina Vagnoli e Camila Urbano.

data di pubblicazione:03/04/2026


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