ANCHE IN CASA SI POSSONO PROVARE EMOZIONI FORTI di Caterina Filograno, 2026

(immagine tratta da cartella stampa)

Regia e drammaturgia di Caterina Filograno – con Gloria Busti, Caterina Filograno, Francesca Porrini, Simona Senzacqua, Maria Grazia Sughi- Una produzione Sardegna Teatro/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale/Teatri di Bari

(Teatro India – Roma, 8/11 ottobre 2026)

Originale, e quanto mai impressiva, pièce scritta e interpretata dalla Filograno che inaugura la stagione del Teatro India con una esplorazione surreale delle dinamiche matriarcali. Un’analisi attenta, solo apparentemente superficiale, per interrogarsi sulle incognite che la vita prospetta, in un intreccio tra passato e presente, tra ricordi e emozioni…

La scena si svolge all’interno del villino Tajani, nella imprecisata località balneare di Speronetta, costruito dall’ormai defunto Gabriele all’inizio dello scorso secolo. Lo spettacolo si inserisce in una scenografia suggestiva, interamente dominata dal rosso. Drappi scarlatti cadono costantemente sulla scena per indicare una metafora cromatica di passioni, legami di sangue e tensioni latenti. Al centro della narrazione si sviluppano le dinamiche di una famiglia al femminile, una microsocietà domestica con a capo l’anziana Maddalena, pilastro immobile della memoria. Sotto di lei, con atteggiamento rispettoso, si muovono le figlie Mina e Simonetta, e le affettuose nipoti, Caterina e Rebecca.

Tra le due si innesca un continuo e brillante gioco di provocazioni e dispute verbali. In questo spazio sospeso, isolato dal mondo esterno, le protagoniste ricordano episodi del passato. Frammenti di esistenze dove ognuna, a modo suo, sta ancora cercando la propria esatta collocazione. Dall’esterno si percepisce il suono rabbioso delle onde del mare e il garrito assordante di una numerosa colonia di pappagalli che alimenta un fastidio costante. Elemento cardine della drammaturgia è la totale assenza fisica degli uomini sulla scena. La casa si trasforma cosi in un alveare perfettamente strutturato secondo le ferree regole di un’ape regina e delle sue api operaie.

Qui il ruolo maschile subisce una radicale destrutturazione. Gli uomini vengono esplicitamente paragonati a stelle o comete. Corpi celesti dotati di una propria temporanea e indipendente luminosità che, tuttavia, è destinata a spegnersi rapidamente nel tempo. Senza scivolare in un manifesto prettamente femminista o ideologico, il teatro della Filograno riesce a rimarcare il ruolo fondamentale e autonomo delle donne nella società. Le protagoniste dimostrano una capacità straordinaria di organizzazione e di indipendenza, riducendo la figura maschile a una funzione puramente marginale. Un esordio di stagione intenso e visivamente potente, capace di trasformare le mura domestiche in un luogo di universale riflessione psicologica. Un lavoro potente, ben sorretto dalla straordinaria bravura delle interpreti.

data di pubblicazione:09/10/2026


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