BRIANZA di Simone Catania, 2026

(Immagine-ufficiale-Festa-Cinema-Roma-2026-Foto-di-Sergio-Strizzi)

(21ª FESTA del CINEMA di ROMA 2026)

Brianza, seconda opera del regista Simone Catania, è stato presentato in concorso nella Sezione Progressive Cinema della Festa del Cinema di Roma. Il film è un dramma noir ispirato a una storia vera e segue le vicende di Giorgio Farina, erede di una storica armeria. A causa di investimenti spericolati si ritroverà inevitabilmente sull’orlo del fallimento…

Il regista decide di ambientare il film in un contesto geografico, quello appunto della Brianza, dove i valori umani vengono spesso sacrificati. Tutto orientato verso un losco profitto e per il mantenimento di un certo status sociale. Una condizione mentale consolidata e dominata dall’ossessione per il denaro e dal raggiungimento di un eccessivo benessere economico, oltre il necessario. L’armeria storica di Giorgio Farina deve affrontare un fallimento che sta dissolvendo l’identità del suo stesso proprietario. Per evitare il disastro, l’uomo si troverà invischiato in affari poco leciti con l’eccentrico Alberto Fumagalli che gli proporrà soluzioni discutibili per uscire dai guai.

L’attività senza scrupoli in cui si lanciano li coinvolgerà in azioni criminali e in una spirale autodistruttiva con tragiche conseguenze. Questo spietato affresco sociale viene egregiamente interpretato dai due attori protagonisti. Fausto Russo Alesi veste i panni di Giorgio Farina e sa bene captare la drammaticità del personaggio, completamente preso dalla sua rispettabilità e dalla disperazione. Paolo Pierobon è Alberto Fumagalli, arrogante gestore di distributori di benzina, che con il suo cinismo si presenta come un uomo privo di qualsiasi scrupolo.

La regia di Catania è fatta di inquadrature e movimenti di macchina controllati che sembrano ampliare la trappola esistenziale da cui è difficile sfuggire. Il valore di Brianza supera così la semplice cronaca nera per offrire una considerazione morale su quanto si è disposti a sacrificare pur di difendersi. I personaggi non concedono sconti né risposte consolatorie ma spingono lo spettatore a riflettere sul prezzo della ricchezza. Si rileva come la prima parte del film sia potente e densa di atmosfera. Nella seconda parte il regista cade in alcuni schemi drammaturgici troppo pensati che tolgono lucidità alla narrazione. Nonostante queste cadute di ritmo, il giudizio complessivo del film è positivo. Simone Catania firma un dramma provinciale potente e visivamente coraggioso.

data di pubblicazione:16/10/2026








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