con Anahì Traversi e Pietro De Pascalis
(Teatro Diego Fabbri – Forlì, 24 settembre 2025)
Prima nazionale al Teatro Fabbri di Forlì nell’ambito della vetrina di teatro contemporaneo Colpi di scena di Accademia Perduta/Romagna Teatri per Bovary, nuova produzione del progetto artistico MTM (Manifatture Teatrali Milanesi). Dopo Le notti bianche, ispirato al racconto di Dostoevskij, il regista Stefano Cordella e la drammaturga Elena C. Patacchini rivisitano un altro classico della letteratura: Madame Bovary di Gustave Flaubert. La riscrittura trasporta la relazione di Emma e Charles Bovary nell’epoca attuale, facendo emergere le divergenti caratteristiche di una coppia contemporanea.
L’inizio di una relazione porta sempre con sé una particolare bellezza. Lo spazio di vita davanti è vuoto, intatto, pronto per essere riempito. È un foglio di carta, candido e immacolato, su cui cominciare a scrivere una nuova storia. Di quel bianco è anche la parete che domina lo sfondo della scena: un muro su cui si proietta, ingombrante e inafferrabile, l’ombra di Emma Bovary.
Emma (Anahì Traversi) è una donna assetata di vita e nuove esperienze. Spera sempre in un cambiamento. Non trova appagamento né nella casa né nel lavoro di correttrice di bozze. E neanche nel marito, Charles (Pietro De Pascalis), che pure la ama alla follia. Di lui odia l’esuberanza e il protagonismo, quando invece è solo un uomo soddisfatto di quello che ha. Del suo lavoro di medico di base, di una pizzata con gli amici ogni tanto. Nella semplicità che lo distingue, tiene tutti i suoi ricordi chiusi in una scatola che la moglie vorrebbe gettargli via a ogni trasloco.
Da un lato, quindi, c’è la voglia incessante di Emma di cambiare tutto; dall’altro, il legame di Charles con il passato e con quanto è riuscito a guadagnare. Questo contrasto profondo tra loro è il cuore del rapporto e la scintilla che alimenta i litigi nella coppia. Nessuno dei due si sente pienamente nel posto giusto e le cose vanno avanti da sé perché forse è così che deve essere. Emma ha scelto Charles consapevole che lui avrebbe sempre chiesto scusa, che sarebbe stato un uomo “normale”, rassicurante. In una parola, sacrificabile.
Giunti nella nuova casa, Emma appende al muro un suo ritratto in abito scuro. Si intuisce che è l’immagine ottocentesca dell’originale flaubertiana Madame Bovary. L’eroina che muore suicida diventa così figura paradigmatica e simbolo di tutte le altre Emma che verranno dopo di lei. Anche della nostra Emma che, indossando l’abito nero del ritratto, ammetterà che il mondo sarebbe più bello senza di lei.
La regia è pulita e ben calibrata, anche nell’utilizzo delle luci. La bravura degli attori evidenzia perfettamente le differenze tra i due caratteri. L’inquietudine di Emma sbatte come contro un muro sulla pacata inerzia di Charles, mantenendo accesa la tensione narrativa. Lo spettacolo è atteso in scena l’11 e il 12 novembre al NEXT – Laboratorio delle Idee di Milano.
data di pubblicazione:21/10/2025
Il nostro voto: 






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