SABBIA di e con Eleonora Danco

(Immagine tratta da cartella stampa)

(Teatro Vascello – Roma, 25/26 aprile 2026)

Eleonora Danco arriva al Teatro Vascello con un’antologia di spettacoli che attraversano oltre vent’anni di ricerca e produzione artistica: dEVERSIVO, Sabbia e Intrattenimento ViolentoIl 25 e 26 aprile è stata la volta di Sabbia, diretto e interpretato dalla stessa Danco, una performance solitaria e corale insieme, che dà voce a uomini, donne, adolescenti che, combattuti tra attrazione e rifiuto, vergogna e liberazione, hanno bisogno di esplicitare i propri desideri istintivi.

Alcune ragazze, schierate sul proscenio, immobili e presenti, scrutano lo sguardo degli spettatori prima di introdurli nell’oscurità della narrazione, aprendosi e lasciando lo spazio a Eleonora Danco, che entra occupando uno spazio metafisico popolato da sola sabbia.

Così inizia Sabbia, scritto anni fa per Garofano Verde e ora riproposto a distanza di 21 anni nella sua attualità senza tempo.

Lo spettacolo alterna diverse interviste audio a ragazzi e ragazze, che raccontano i problemi contingenti legati alla propria omosessualità ad altrettanti personaggi, uomini e donne, tutti interpretati da Eleonora Danco, che parlando tra sé, o interagendo con un partner, un amico, un qualcuno, rivelano morbosità, fissazioni, sogni e necessità di una sessualità diversamente vissuta.

Una spiaggia notturna e intrigante ed una sabbia che appiccica, nasconde, ingoia, di cui poi ci si può liberare.

Un coro di corpi e voci erranti che la Danco riesce a interpretare, con intelligenza ed efficacia, incarnandoli e mettendo a disposizione se’ stessa. Paure, ansie, resistenze interiori e istinti repressi confluiscono in un linguaggio fisico e destabilizzante, dal quale emergono figure tormentate, in lotta con la propria identità erotica.

Una partitura che disegna la personalità di ognuno dei personaggi attraverso alternanze musicali di parole, pause, esitazioni, movimenti di un linguaggio esasperato ma vitale.

Una voce congiunta che diventa però una bruciante denuncia delle ipocrisie della società di cui facciamo tutti parte e che rivendica non l’accettazione del diverso, ma l’accettazione della sessualità in tutte le sue sfaccettature e con tutti i suoi conflitti, in quanto parte la stessa natura umana.

data di pubblicazione:28/04/2026


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