con Eva Robin’s, Matilde Vecchione, Beatrice Vigna
(Teatro Spazio Diamante – Roma, 12/15 marzo 2026)
In scena allo Spazio Diamante di Roma Le Serve, capolavoro di Jean Genet, liberamente ispirato a un fatto di cronaca che scosse l’opinione pubblica francese negli anni Trenta; siamo di fronte ad un perfetto esempio di teatro nel teatro che mette a nudo la non verità della scena, in un continuo ribaltamento tra essere e apparire, tra immaginario e realtà.
Le sorelle Solange e Claire prestano servizio presso Madame, la loro padrona che amano e odiano al tempo stesso. Le serve hanno denunciato il suo amante con delle lettere anonime. Una volta venute a sapere che l’amante sarà rilasciato per mancanza di prove e che il loro tradimento sarà scoperto, tentano di assassinare Madame, ma falliscono per mancanza di efficacia; provano allora a uccidersi a vicenda ed una di esse si dà la morte.
Jenet racconta le due sorelle nel loro devastante vissuto quotidiano, nell’alternarsi fra fantasia e realtà, fra delirio costruito e delirio reale. A turno giocano ad essere Madame e ad essere l’altra sorella, esprimendo così il loro desiderio di essere la Padrona ed esasperando adorazione, servilismo, violenza, odio. La rivolta delle serve non è una rivolta sociale e rivoluzionaria, è una frustrazione, una incapacità di sentirsi esse stesse Madame. La bravissima regista Veronica Cruciani ambienta la vicenda in un contesto contemporaneo, arredato con numerosi flight case che aprendosi e muovendosi nello spazio scenico vuoto, creano armadi, letto e comodini o piccoli giardini di fiori. Le sezioni del racconto sono scandite dagli intenti delle due sorelle riportati da frasi scritte (“Proteggimi da ciò che voglio”, “Nel deserto del reale” e “Saremo libere?”) frammenti di coscienza che affiorano e che rimandano ai temi attualissimi del potere, delle classi sociali, della devianza psichica.
Il ruolo di Madame è affidato ad una superba ed ironica Eva Robin’s, mentre ad interpretare le due sorelle sono due giovani e vitalissime attrici: Beatrice Vecchione e Matilde Vigna.
La rivisitazione della traduzione del testo dà attualità e ritmo ad un testo già molto profondo ed amaro, curato nei dettagli, che strappa convinti applausi.
data di pubblicazione:16/03/2026
Il nostro voto: 






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