da Antonio Jacolina | Set 14, 2026
Diciamolo subito, si tratta di un appena discreto Crime Movie di medio budget con toni di Commedia. Una Crime Comedy. Un film commerciale che grazie all’appeal di Russel Crowe potrà trovare una più giusta collocazione sulle Piattaforme TV. Gli amanti del Genere potranno apprezzarne alcuni momenti.
Borte è un regista e sceneggiatore americano con dietro le spalle alcuni film di un certo apprezzamento. Con La Vendetta Perfetta cerca di fondere il Crime-Noir, l’Action Thriller e la Dark Comedy in una storia di gangster, poliziotti corrotti, ladri e tradimenti incrociati. Sulla carta potrebbe risultare un gradevole Crime Caper molto pulp, pieni di doppi giochi e suspense. Se ci aggiungiamo un protagonista come Crowe ed un Cast discreto potrebbero esserci elementi per un risultato più interessante. Il regista prova a evocare le atmosfere e le situazioni dei film di Guy Ritchie ma gli mancano l’arguzia, il ritmo, la genialità e la confidenza necessaria per portare a termine in modo equilibrato un progetto così ambizioso. Il Plot più che intrigante ed intrigato risulta spesso solo ingarbugliato.
Al centro c’è ovviamente Crowe: proprietario di un night di successo a Los Angeles che funge anche da lavanderia di denaro sporco per un cartello messicano. Per motivi di salute ha deciso di uscire dal giro e godersi la vita in un’isola remota. Facile a dirsi difficile a farsi. Da lì in poi tutto si complica sia nella vicenda sia nella sua realizzazione cinematografica.
Borte rende bene visualmente le atmosfere cupe di violenza e cinismo ma si trova a dover affrontare un eccesso di storie secondarie, di personaggi, di colpi di scena e doppi giochi senza riuscire ad amalgamarli in modo coerente e fluido. Ogni sviluppo sembra mancare del necessario respiro ed appesantisce la narrazione e la tensione reale. Gli elementi ed i toni leggeri della Comedy non si integrano correttamente con i toni violenti della Crime Story. La Scrittura è superficiale e non definisce le motivazioni reali dei troppi personaggi ed il Ritmo è fiacco senza tensione ed intensità adrenalinica.
Crowe fa quel che può ed anche di più. La sua performance è più che apprezzabile e sempre carismatica ed il resto del Cast è di buona professionalità.
La Vendetta Perfetta risulta discontinuo e sembra soffrire di identità come se Regista ed Autori avessero difficoltà a trovare il giusto tono fra Drama, Action Movie e Satira di un certo mondo criminale. Come fosse un film costretto a contenere in sé altri film male assortiti fra loro.
Un film che mantiene a malapena le aspettative generate dai troppi Ingredienti e si salva grazie ad un certo appeal generale, a momenti apprezzabili e soprattutto alla buona recitazione generale. Giusto per le Piattaforme TV.
data di pubblicazione:14/09/2026
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da Antonio Jacolina | Set 11, 2026
Ad appena sei mesi dall’ultimo ecco già un nuovo Statham Movie pronto a massimizzare il più possibile la redditività del Genere. Un discreto piccolo film d’azione. Un B Movie dichiarato. Una realizzazione classica senza grandi pretese o sorprese. Nel suo tipo sufficientemente gradevole e ben realizzato pur se costretto nel solito mare di cliché.
Che fa Jason? Jason fa Statham! Sono ormai lontanissimi i tempi e le interpretazioni sotto la direzione del geniale Guy Ritchie. Con la sua inespressività granitica Statham è ormai fuori del Tempo ed è sempre uguale a sé stesso. È convincente, ha carisma e raramente delude i suoi fan. Gli Stathamofili non si pongono infatti alcun problema, preferiscono la rassicurante familiarità delle vicende all’originalità. L’importante è che si rispettino i soliti codici dei suoi film. L’uomo solitario, taciturno ed ex qualche cosa che agirà solo per proteggere un innocente, per vendetta o per riparare un torto. Attesa, suspense, evento, azione, caccia ai cattivi, scontri fisici e successo finale del giustiziere solitario. Questa la ricetta, questo è ciò che ci si aspetta.
Dopo Jason capo cantiere (A Working Man), apicultore (The Beekeeper), eremita in un’isola deserta (Mission Shelter) eccolo questa volta imbarcato su un cargo porta container. Location insolita e di gran fascino. Un ambiente chiuso in cui ogni camminamento può trasformarsi in una Trappola in alto mare (1992). Sulla carta un’idea molto interessante, nei fatti lo spunto è sottoutilizzato e non genera nulla di nuovo.
Il regista francese Richet ha trovato da tempo la sua realizzazione nei B Movie d’azione girati però all’antica. Si conferma con Mutiny a suo agio nel Genere. Dirige con professionalità, esalta il personaggio, padroneggia bene il necessario ritmo incalzante degli eventi. Sa tenere alta la tensione e riesce senza troppi sforzi a divertire gli appassionati. Una buona fotografia, camera sempre in movimento, belle riprese aeree e alcuni flash forward valorizzano la messa in scena. La sceneggiatura però è molto convenzionale e procede in automatico secondo i consueti canoni. Un prodotto ben confezionato ma volutamente convenzionale nella sostanza.
Al centro c’è ovviamente Statham ex poliziotto riconvertitosi in capo della sicurezza di un ricco Thailandese che viene ucciso in un complotto. Accusato ingiustamente il nostro eroe si imbarcherà clandestinamente su un cargo e scoprirà i colpevoli e un traffico di esseri umani. Farà giustizia da solo in un crescendo sempre ben coreografato di combattimenti con tutte le armi possibili.
Mutiny è quello che vuole essere. Nulla di più di un onesto e discreto film commerciale ben calibrato ed orchestrato. Costruito su misura per Statham e destinato ai suoi fan.
data di pubblicazione:11/09/2026
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da Antonio Jacolina | Set 9, 2026
Una piccola gradevole commedia che in buon equilibrio fra humour, fantasia e dramma intrattiene, diverte e fa riflettere affrontando con intelligenza ed eleganza la questione identitaria. Una galleria di situazioni paradossali e di personaggi pieni di contraddizioni interpretati con gusto e piacere...
Visto alla Festa di Roma ’25 l’esordio più che apprezzabile del cineasta franco algerino Adjina sembra uno dei piccoli gioielli del filone della Commedia Gastronomica Francese. Quei lavori che legano l’amore per la cucina con la trasmissione delle tradizioni e delle identità culturali. In realtà, pur riprendendo con ironia lo spunto della passione culinaria il film è molto di più. Un viaggio divertente in un labirinto di sotterfugi e false rappresentazioni. Un viaggio nella vita di un giovane di famiglia algerina convintamente inserito nella società e cultura francese che però, per affetti e dipendenze familiari è costretto a mentire ed a vivere come può a cavallo delle due culture.
Mehdi è un apprezzato cuoco in un bistrot di Lione. Con il sostegno dei genitori della fidanzata francese si appresta a rilevare l’attività. La sua famiglia è però governata da una madre vedova, manipolatrice e tradizionalista e non sa nulla della sua vita professionale e sentimentale. Costretto a presentare la madre alla ragazza ed ai suoi genitori si inventerà una madre fittizia. Una finzione che genererà conseguenze incontrollabili.
Con una sceneggiatura molto teatrale, da questo spunto la vicenda, in un esilarante crescendo di equivoci, arriverà al punto di rottura ove tutto sembrerà rovinare per poi ricomporsi. Si sa che i cliché più evidenti sono quelli che divertono di più. Il regista non li sfugge. Anzi, proprio per sottolineare le contraddizioni personali e collettive, li usa a man bassa destrutturandoli però con finezza dando la priorità in pari misura agli aspetti caricaturali dei due versanti algerino e francese.
In equilibrio fra profondità e leggerezza Adjina utilizza in pieno i codici della Commedia e dirige in modo quasi classico ma con tratti di malizia e qualche memorabile sequenza surreale (la scena della danza collettiva sul treno). Il ritmo è sostenuto ed i dialoghi sono intelligenti, veri e cesellati alla perfezione.
La vera forza del film è però il Cast. I ruoli di supporto sono bravi ed autentici. Su tutti splendono i due protagonisti: Younes Boucif con un forte senso della presenza scenica e del ritmo recitativo; e… l’eccezionale Hiam Abbass che si rivela anche ottima commediante incarnando con un’energia fantasiosa ed esilarante la disinibita madre fittizia.
La piccola cucina di Mehdi è senza dubbio un film semplice e delicato ma non banale che diverte, intenerisce e coinvolge. Senza grandi pretese riesce ad intrattenere e a far anche riflettere.
data di pubblicazione:09/09/2026
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da Antonio Jacolina | Set 7, 2026
Una bella sorpresa! Una realizzazione migliore di quel che ci si poteva aspettare. Una piccola commedia brillante, efficace e garbata di fattura e qualità superiore ai tanti discreti prodotti dello stesso Genere che il Cinema d’Oltralpe ci propone da tempo.
Fammi il Piacere è il quarto film della regista ed attrice francese Kherici. Ispirandosi molto liberamente alle vere vicende di una coppia tedesca la regista fonde con fantasia, ironia e garbo una simpatica cronaca coniugale con spunti e riflessioni sul piacere sessuale femminile. Un tema un po’ tabù o, per lo meno poco trattato al cinema.
I due protagonisti Fanny e Tom sono felicemente sposati da più di venti anni. Fanny non ha mai raggiunto l’orgasmo, ha sempre finto e ora, su consiglio di una sessuologa lo comunica al marito. L’equilibrio della relazione vacilla ma presto e con complicità cercheranno insieme di trovare in vari modi una soluzione, prima diretta poi anche indiretta ricorrendo alla creatività ingegneristica del marito inventando un appagante e rivoluzionario sex toy.
In altre mani la vicenda sarebbe potuta scadere in un succedersi di situazioni e battute pesanti. La Kherici ha invece un approccio pudico ed elegante e sa trovare il giusto equilibrio fra Humour garbato e contenuti seri o piccanti senza mai scivolare nel pedante o nel volgare. Un abile gioco fra l’intimo, l’assurdo ed il sentimentale. Così, senza alcuna ambizione di voler reinventare il Genere, la regista ci regala una piccola commedia romantica molto classica nella fattura che ci offre diversi momenti di cinema gradevoli e divertenti. La scrittura è un po’ convenzionale e segue sentieri prevedibili ma è efficace e, pur senza grandi sorprese o emozioni riesce a creare un’atmosfera leggera che scorre con i giusti ritmi e tempi comici. Merito della regia, della messa in scena generale ma soprattutto del talento degli interpreti. Alexandra Lamy e François Cluzet sono perfetti e bravi. L’alchimia fra loro funziona e attraversa lo schermo. Li contorna una galleria di secondi ruoli maschili e femminili tutti ben caratterizzati, credibili e gradevolmente divertenti.
Fammi il Piacere è quindi un film fluido, efficace, garbato e divertente. Non certo un capolavoro ma una piccola buona commedia che si guarda bene, simpatica, che non annoia e fa passare dei buoni momenti.
data di pubblicazione:07/9/2026
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da Antonio Jacolina | Set 2, 2026
Un futuro prossimo venturo in cui gli umani dipendono sempre più dai robot. Max (Blanche Gardin), refrattaria alla tecnologia, tira avanti con la figlia grazie a piccoli espedienti. Vuole rapire un robot di ultima generazione e venderne i pezzi. Tutto però le sfugge di mano. Inizia così un’avventura rocambolesca…
Un Mondo Meraviglioso realizzato nel 2024 e visto in anteprima italiana in occasione del XV Rendez Vous del Nuovo Cinema Francese nel 2025 arriva solo oggi, in questo caldo scorcio di fine Estate, sui nostri schermi.
Il giovane regista Callegari ci propone il suo primo lungometraggio, una commedia audace, una favola moderna che immagina un futuro in cui l’Umanità è ormai in continua interazione con i robot. Una storia in cui si fondono la critica sociale e la ricerca di una propria dimensione personale. Occasione per una riflessione leggera e coinvolgente sul rapporto del singolo con la modernità e gli esseri umani che lo circondano. Al centro una ex professoressa, madre single, in lotta contro la tecnologia ormai dominante, costretta a cooperare con un robot per il bene della figlia. La dinamica fra l’attrice e il robot, tra il serio e il satirico, dà luogo a una serie di contrappunti, scenette e gag che costituiscono lo spunto comico centrale del film. Quasi un Buddy Movie futuristico in cui l’automa diviene specchio dei dilemmi umani davanti all’avanzare inarrestabile dell’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie strabordanti. Una storia eccentrica e bizzarra che gioca abilmente con i codici del reale e dell’assurdo.
In sintesi, Un Mondo Meraviglioso è una discreta commedia distopica, accessibile e stimolante con un’idea originale e un casting promettente. Leggero ma mai banale, con il suo mix di satira sociale e humour potrà piacere a un pubblico sensibile alle tematiche futuristiche e alle vicende umane. Di sicuro non un grande film ma pur sempre un piccolo racconto scorrevole, simpatico e stimolante, sospeso garbatamente fra ironia e riflessioni sull’avvenire e le non poche preoccupazioni sul futuro dell’Umanità.
data di pubblicazione:02/09/2026
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