SENTIMENTAL VALUE di Joachim Trier, 2026

SENTIMENTAL VALUE di Joachim Trier, 2026

Sentimental Value è un film molto bello. Un lavoro sofisticato che conferma la sensibilità e la bravura di Trier. Un film di alta scrittura ed alta recitazione in una struttura solidissima che si pone a pieno titolo tra i favoriti agli Oscar.

Un dramma psicologico molto nordico ma altrettanto universale. Una riuscita rappresentazione di una vicenda familiare. Tre generazioni di non detti, risentimenti, sensi di colpa ed incapacità di esprimere le proprie emozioni confluiscono e si rispecchiano nella storia della casa di famiglia che ne custodisce i ricordi. Un tema caro alla tradizione artistica scandinava che rimanda ad Ibsen e a Bergman. Trier però ha una mano più lieve del suo Maestro, una visione meno cupa e una sensibilità più coerente con i nostri giorni. Gestisce la vicenda con i giusti tempi e i giusti toni e sa stemperare la tensione con una sapiente alternanza di dramma e leggerezza che ricorda a tratti anche Woody Allen.

Lo spunto è apparentemente convenzionale. Al funerale della madre due sorelle restano sconvolte nel rivedere il padre rinomato regista che le aveva abbandonate ancora piccole per dedicarsi tutto al Cinema. Intenderebbe ora usare la casa per ambientarvi un film autobiografico e proporre alla figlia maggiore, apprezzata attrice, la parte della protagonista. Tutto parte dal rifiuto della figlia che non riesce a perdonare il padre.

Pur nella prevedibilità degli sviluppi i protagonisti diventano materiale narrativo per Trier che li osserva, li rende vivi ed autentici ma non li giudica. Quattro personaggi (il padre, le figlie ed una giovane attrice americana) più un quinto che appare fin dall’inizio e che tutti li rispecchia: la Casa! Un luogo bello, amato e carico di vite vissute. Set cinematografico tramite il quale si dipanerà l’ammasso di incomprensioni perché il Cinema come l’Arte consente con la finzione di sublimare i traumi con funzione catartica e redentiva.

L’autore affronta i temi a lui cari: i rapporti familiari, la memoria, i tormenti dell’anima e del processo creativo. Ha un suo stile originale di scrittura, ritmo, scansione del racconto, uso dello spazio, del tempo, dei colori e della luce. I primi piani ed i piani sequenza non sono estetismo ma parte attiva della sua narrazione. Filma in modo classico ma gioca con un montaggio dai tagli netti e con ellissi narrative audaci. La direzione è eccezionale grazie anche ad un quartetto di interpreti bravissimi ed intensi. Su tutti Stellan Skargard e Renate Reinsve.

Sentimental Value è un lavoro profondo, raffinato, coinvolgente e con un finale splendido. Un film molto particolare per contenuti ma di gran qualità e talmente bello e fascinante da renderlo apprezzabile anche dal grande pubblico.

data di pubblicazione:07/02/2026


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OTTIMO

LAVOREREMO DA GRANDI di Antonio Albanese, 2026

LAVOREREMO DA GRANDI di Antonio Albanese, 2026

Lago d’Orta. Una sgangherata compagnia di amici – Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese – si ritrova per festeggiare l’uscita di prigione di Niccolò Ferrero, figlio di uno di loro. Tornando a casa in auto a tarda notte e alticci urtano qualcosa o qualcuno. Inizia una surreale deriva notturna fatta di eccessi, imprevisti, incontri e decisioni assurde…

Albanese si è guadagnato all’interno del Cinema Italiano un proprio spazio autoriale per stile, qualità e capacità di tenere insieme sorriso e malinconia. Un cinema, il suo, intelligente, garbato, ben scritto e ben diretto, mai banale e con al centro personaggi fragili e contraddittori ma pur sempre umani. Il regista continua ad osservare la realtà e con Lavoreremo da grandi ci racconta una nuova bella storia ambientata, questa volta, in un contesto lacustre. Un ambiente immobile, una realtà ancora semplice e bonaria, in cui non succede mai nulla. Un microcosmo isolato e immutabile su cui aleggia un lieve sentore di follia collettiva.

Con un approccio a tratti quasi teatrale per scenografie, unità di luogo e di tempo l’Autore racconta, tra colpi di scena, situazioni paradossali e personaggi bizzarri, la notte assurda vissuta dai quattro scombinati perdigiorno. La concezione del tempo si identifica con la durata del film, tutto avviene nell’arco della notte e la via d’uscita si paleserà con le prime luci dell’alba. Una storia surreale e imprevedibile, perfetta metafora ironica di una piccola umanità di inconsapevoli perdenti che, pur tutto cambiando, restano sempre uguali a sé stessi non sapendo o non volendo cogliere le occasioni per darsi una scossa. Forse ce la faranno ma un giorno…da grandi!

La sceneggiatura, i dialoghi, le location sono come dovrebbero essere. La messa in scena ci restituisce i vezzi, gli oggetti e le atmosfere di un piccolo mondo. Il ritmo è incalzante e il montaggio alterna sapientemente piccoli momenti di ilarità ad altri più seri e riflessivi. Albanese dirige con mano salda e si conferma attore di qualità, preciso nella sua interpretazione dolente ed ironica. Lo circonda un cast credibile di attori e caratteristi affermati, di volta in volta impacciati, stralunati, sempre sinceri. Un film corale in cui tutti sono giusti nei vari ruoli. Un lavoro ironico, piacevole e mai banale che ricorda le atmosfere dei libri di Piero Chiara e Andrea Vitali.

Lavoreremo da grandi è una commedia malinconica e divertente che si segue con piacere e usa il sorriso come elemento di analisi della realtà rappresentata. Un film ben fatto, dolceamaro ma che diverte, efficace e leggero ma che proprio nella sua leggerezza ha la sua forza.

data di pubblicazione:04/02/2026


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HAMNET- Nel Nome del Figlio di Chloé Zhao, 2026

HAMNET- Nel Nome del Figlio di Chloé Zhao, 2026

Diciamolo subito: Hamnet è un film molto bello e struggente supportato da una buona regia, da un’ottima sceneggiatura coscritta dalla regista e dall’autrice del romanzo da cui è tratto e soprattutto dalle superbe performance di Paul Mescal e Jessie Buckley. La Buckley è da Oscar!

La Zhao è di ritorno con un dramma storico ed è più brava che mai! Ci offre una vicenda epica e non convenzionale, una tenera meditazione su gioia e paura, dolore e perdita e sull’Amore che può distruggerci o salvarci. Una rivisitazione poetica sul processo creativo, la genesi di un grande capolavoro. Il fantasioso spunto iniziale è l’incontro, l’innamoramento ed il matrimonio di una giovane coppia nell’Inghilterra Elisabettiana. Agnes è una ragazza dei boschi eccentrica e legata al mondo magico della Natura, lui è… il giovane Shakespeare. Un inizio sensuale, forse troppo lungo ma dolce e a tratti lirico. Poi le ambizioni letterarie portano Shakespeare a Londra mentre la moglie resta a Stratford a crescere i tre figli. La tragedia incombe e porta via il piccolo Hamnet. La regista ci rende partecipi di un inimmaginabile dolore che arriva a minare il legame della coppia.

Zhao è un’acuta osservatrice della Natura e dell’Umanità sofferente. Lirismo e crudo realismo sono il suo tratto distintivo. È compassionevole ma anche attenta a non scadere nel dramma strappalacrime. Agnes precipiterà in una spirale di disperazione, Shakespeare invece, fra ambizione letteraria e dolore, talento e sensi di colpa creerà il suo capolavoro: Amleto!

Il senso del film è tutto qui. Non la rappresentazione della sofferenza ma una riflessione sul lutto che sottolinea la forza e la capacità dell’Arte. Trasformare un dolore personale in uno dei lavori artistici più universali. Una Catarsi terapeutica struggente. Un modo per un padre, non potendo riportare in vita il figlio di rendere eterna la sua memoria e farlo vivere per sempre nei suoi versi.

Un’idea intrigante con qualche eccesso di fantasia ma convincente. Zhao lavora per sottrazione e realizza un’eccezionale elegia visiva fortemente coinvolgente. Consente al pubblico di immedesimarsi nella storia e nelle passioni con intensi primi piani. Esalta con un lavoro di cesello fotografico gli ambienti poco illuminati per accentuare la cupezza degli animi addolorati. Porta così lo spettatore su un piano emotivo elevato. Un lavoro intelligente e complesso che sa ben toccare i sensi e le emozioni con immagini evocatrici e un’ottima direzione degli interpreti. La Burkley è il cuore pulsante del film, gli dà vita reale e con il suo magnetismo affascina, impressiona e commuove.

Un film più che ottimo. Già premiati con i Golden Globe e con 8 Nomination significative per gli Oscar, sentiremo sicuramente riparlare di Hamnet e della sua interprete nella notte del 15 Marzo.

data di pubblicazione:04/02/2026


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STEAL – La Rapina di Sotiris Nikias-Mini Serie PRIME VIDEO, 2026

STEAL – La Rapina di Sotiris Nikias-Mini Serie PRIME VIDEO, 2026

Londra. Alcuni rapinatori fanno irruzione nella sede di una Società di Investimenti che gestisce Fondi Pensione. Seminano il panico, costringono Sophia Turner, un’impiegata ed un suo collega, ad eseguire i loro ordini e rubano 4,5 miliardi di Sterline. Gli inquirenti cercheranno poi di scoprire chi ha progettato la rapina…

Un Thriller ben curato su un furto cyber-finanziario che decolla subito con i piedi sull’acceleratore. Steal è una Miniserie britannica di qualità (uscita il 21 Gennaio) che conferma che un Format Breve (6 puntate di 45’) può funzionare se ben pensato, ben sceneggiato e ben diretto con un Casting solido.

Il primo episodio teso e dinamico di un’audacia incredibile ed una semplicità sorprendente ci fa subito vivere in tempo reale più che un colpo perfetto una rapina dura e violenta piena di tensione. Pone così le basi per una narrazione efficace, coinvolgente e ricca di sorprese. La suspense resterà una costante mantenendo gli spettatori in ansia fino all’intrigante finale.

Sia ben chiaro, non è un furto alla Ocean’s Eleven né una serie d’azione, difatti dopo la dinamicità spettacolare e cinematografica iniziale la vicenda cambia ritmo e si centra tutta sulla gestione degli ostaggi, sulle manovre dei criminali e sulle inchieste degli inquirenti volte a scoprire mandanti e talpe. Sospetti, paure, tempi dilatati per sviluppare i fatti e spiegarne il meccanismo in un contesto complesso in cui nulla è semplice, nessuno è ciò che pretende di essere, molteplici gli interessi in gioco.

Al centro il tema del Denaro, del Potere e del Potere del Denaro con una protagonista che è un’antieroina fragile ma, all’occorrenza, sveglia e determinata. Lo stile narrativo è quello delle fruizioni seriali: un susseguirsi di eventi per mantenere sempre viva l’attenzione dello spettatore e ancorarlo di episodio in episodio. Questa volta però i sotto intrighi non disturbano, gli autori sanno evitare gli eccessi. La storia tiene grazie ad una buona scrittura, all’accuratezza dei dettagli, ad un ritmo incalzante, ad un montaggio accurato e ad una giusta alternanza di momenti tesi e momenti più calmi. La regia asciutta e nervosa regge saldamente il timone fino alla fine. La Turner sostiene la Serie con la sua bravura. Un’interpretazione più che convincente che dà spessore al suo personaggio di episodio in episodio.

Steal è senza dubbio un Thriller efficace girato con cura, il cui intrigo tiene col fiato sospeso fino alla fine. Un divertimento di qualità ben interpretato e ben realizzato. Un prodotto ambizioso che conquista rivedendo anche il Genere in chiave moderna e psicologica.

data di pubblicazione.01/02/2026

L’AGENTE SEGRETO di Kleber Mendonça Filho, 2026

L’AGENTE SEGRETO di Kleber Mendonça Filho, 2026

Brasile 1977. Wagner Moura ex ricercatore universitario è inseguito da due killer per aver resistito alle pressioni di un industriale colluso con il Regime. Si rifugia a Recife con altri oppositori. Rivedrà il figlioletto allevato dai nonni materni, cercherà di rifarsi una nuova vita…

L’Agente Segreto è un’opera densa, ambiziosa, complessa e talora dispersiva ma sempre di forte intensità visiva. Un’esperienza cinematografica significativa, una straordinaria immersione nel Brasile del regime militare degli anni ’70. Un film di grande virtuosità!

Giustamente premiato a Cannes ’25 per la Migliore Regia e per il Migliore Attore il film di Mendonça è un Thriller Politico paranoico, appassionante, poetico e stravagante. Una denuncia politica. Un tuffo vertiginoso negli anni cupi della dittatura in cui gli stilemi dei film di spionaggio si frappongono e si fondono anche con altri generi: satira, grottesco surreale, realismo magico e anche una strizzatina d’occhio al cinema hollywoodiano.

Un lavoro ad incastri e su più strati. La narrazione procede per ellissi narrative, alterna Passato e Presente, ricordi e testimonianze e flashforward. Un affresco affollato di vicende talora appena accennate che esplora come la Vita si organizzi sotto un regime e si interroga su come agire in una dittatura: resistere, sottomettersi, partecipare? Quando i valori generali sono annullati, come riuscire a vivere solo con i propri? Una vera ode alla Vita e alla resistenza: momenti di festa, serate fra amici in clandestinità, intermezzi amorosi e affettivi. Il film coglie ogni manifestazione di una vitalità che palpita più che mai nonostante l’atmosfera opprimente e la paura. Una riflessione su un Passato che è passato troppo facilmente e su una dittatura che si vuol fare sparire troppo velocemente dalla memoria collettiva. Un messaggio universale e al contempo una fede infinita da parte del regista nella capacità del Cinema di far rivivere ciò che non c’è più.

Moura poi è bravissimo, sostiene il film dall’inizio alla fine con una recitazione sobria, fluida e contenuta. Attorno a lui un coro di ottimi secondi ruoli.

L’Agente Segreto è un film fiume di 160 minuti che non annoia mai e ci invita a perderci in lui e a lasciarci trasportare dal suo flusso narrativo e viverne le tante vicende. A immergerci nella sua estetica accurata, nei tanti dettagli, nelle ambientazioni d’epoca, nei piani sequenza e nelle variazioni dei toni di colore della fotografia. Un ottimo lavoro di messa in scena, di regia e di sceneggiatura.

Un’opera certo complessa ma destinata a restare nel cuore tanto ottima è la sua qualità visuale e profonda la riflessione che genera.

Giustamente dopo Cannes ha riportato anche 4 significative Nomination per gli Oscar: Film, Attore, Film Internazionale e Casting. Non tornerà di sicuro a mani vuote!

data di pubblicazione:28/01/2026


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