da Antonio Jacolina | Mar 10, 2025
Un futuro prossimo venturo in cui gli umani dipendono sempre più dai robot. Max (B. Gardin), refrattaria alla tecnologia, tira avanti con la figlia grazie a piccoli espedienti. Vuole rapire un robot di ultima generazione e venderne i pezzi. Tutto però le sfugge di mano. Inizia così un’avventura rocambolesca…
Il giovane regista Callegari presenta una commedia audace, una favola moderna che immagina un futuro in cui l’Umanità è in continua interazione con i robot. Una storia in cui si fondono la critica sociale e la ricerca di una propria dimensione personale. Occasione per una riflessione leggera e coinvolgente sul rapporto del singolo con la modernità e gli esseri umani che lo circondano. Al centro una ex professoressa, madre single, in lotta contro la tecnologia ormai dominante, costretta a cooperare con un robot per il bene della figlia. La dinamica fra l’attrice e il robot, tra il serio e il satirico, dà luogo a una serie di contrappunti, scenette e gag che costituiscono lo spunto comico centrale del film. Quasi un Buddy Movie futuristico in cui l’automa diviene specchio dei dilemmi umani davanti all’avanzare inarrestabile dell’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie strabordanti. Una storia eccentrica e bizzarra che gioca con i codici del reale e dell’assurdo.
In sintesi, Un Monde Merveilleux è una discreta commedia distopica, accessibile e stimolante con un’idea originale e un casting promettente. Con il suo mix di satira sociale e humour potrà piacere a un pubblico sensibile alle tematiche futuristiche e alle vicende umane. Non un grande film ma un piccolo racconto simpatico e stimolante, sospeso fra ironia e riflessioni sull’avvenire con al centro delle preoccupazioni l’Umanità.
data di pubblicazione:10/03/2025
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da Antonio Jacolina | Mar 8, 2025
Un carismatico insegnante di Francese e Teatro (J. Garcia) aiuta un liceale timido e balbuziente (J. Arseguel) a integrarsi e a superare le sue paure interpretando il Cyrano davanti a tutta la scuola…
Si sa, i film sul mondo della Scuola sono un genere assai delicato da gestire e da portare sullo schermo senza scadere nei cliché e nella banalità. Proprio con un lungometraggio su questo tema si è aperto il XV Francofilm Festival. Va subito detto, presentato fuori concorso e in anteprima nazionale Le Panache della sceneggiatrice e regista Devoldère riesce ad affrontare l’argomento con un risultato apprezzabile. Il merito va al suo talento, a un buono script, alla collaborazione di un gruppo di giovani promettenti e al grande carisma interpretativo di Garcia. Le Panache è un’equilibrata fusione dei due modelli fondamentali: L’attimo fuggente di P. Weir e Billy Elliot di S. Daldry. Sorprende piacevolmente grazie a una messa in scena intelligente, ben ritmata e fluida. La mano della regista sfiora senza insistere e con finezza temi non banali quali handicap, divorzio dei genitori, problematiche di genere, bullismo, tolleranza, solidarietà e impegno. Lo fa con tono leggero e agrodolce, reale empatia e sguardo acuto sull’insieme delle dinamiche relazionali e sociali dei giovani. Al centro di questa gradevole commedia iniziatica il ritratto luminoso di un adolescente problematico e balbuziente che riesce a emergere e a trovare nel teatro l’autostima, grazie all’impegno e alla passione coinvolgente del suo insegnante. Una storia ben pensata e ben realizzata che certamente non innova né rivoluziona il Genere e nemmeno intende farlo. L’argomento è stato visto e rivisto al cinema e l’Autrice corre infatti il rischio di toccare più di un cliché ma riesce intelligentemente a non farsi mai catturare dalla banalità. Come detto la sostiene la buona sceneggiatura e l’ottima qualità di dialoghi arguti e autentici, mai retorici. L’interpretazione sincera dei giovani attori e la performance di Garcia e Arseguel ne fanno uno spettacolo interessante e coinvolgente. Una storia piena di vita e di buone intenzioni, diretta e recitata con passione. Le Panache è quindi una commedia sociale toccante e sensibile. Un cinema ottimista e gioioso, commovente e realistico. Un cinema di buoni sentimenti.
data di pubblicazione:08/03/2025
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da Antonio Jacolina | Mar 7, 2025
Nella piccola comunità di Providence, due poliziotti inetti (J. Gordon Levitt e H. Patel) provocano accidentalmente la morte di una concittadina. Trovano nel suo salotto un milione di dollari. Si accordano per inscenare una rapina finita male e poi spartirsi il malloppo. L’avidità però genererà una serie di eventi tragicomici…
Per coloro che apprezzano i fratelli Coen, Greedy People potrebbe sembrare molto familiare: un film alla Coen. Un intrigo convenzionale che si muove con lo sguardo ai suoi modelli e ambisce essere una Crime Comedy. La storia ne avrebbe la potenzialità ed è comprensibile che quello sia l’obiettivo. Ma il modello Coen è troppo alto. Mancano le necessarie caratteristiche vincenti e il regista non raggiunge i livelli di eccellenza richiesti. Eppure il film inizia in modo vivace, cattura e promette bene con una coppia di poliziotti simpatici, una piccola città con personaggi eccentrici, situazioni grottesche e ricche di humour nero. Si mantiene in equilibrio fra commedia e thriller. Ad un certo punto però Ponciroli sembra voler sorprendere gli spettatori saltando di registro per farli riflettere sull’illusione della tranquillità, sui segreti nascosti dietro l’apparente serenità e sugli effetti della generale cupidigia. La vicenda si trasforma allora in un thriller serio e amaro senza più traccia dell’iniziale leggerezza. L’improvvisa variazione di tono, priva della necessaria coerenza narrativa, lascia sconcertati, con un senso di incompiutezza. Una più accurata sceneggiatura avrebbe consentito di amalgamare meglio i due momenti, rendendo più fluido lo sviluppo dell’idea iniziale.
Peccato, perché la messa in scena è gradevole, la realizzazione curata, il ritmo e il montaggio buoni, le location perfette e l’intrigo classico ma efficace. I due protagonisti poi caratterizzano con talento i loro personaggi circondati da un coro di buoni secondi ruoli. Le varie componenti del film in sé e per sé non sono quindi sbagliate. La loro giusta combinazione potrebbe rendere la loro dinamica interessante ed è proprio qui che si fa sentire la carenza dello script. Quella che poteva essere un’intrigante commedia noir sembra invece procedere per automatismi. Ponciroli non è riuscito a trovare il giusto equilibrio tra le sue differenti ambizioni. In sintesi, pur con questi difetti, Greedy People è un film paradossale e abbastanza piacevole che tiene viva l’attenzione del pubblico fino alla fine, una discreta commedia degli equivoci con tratti di originalità di cui però ci si dimentica poco dopo averla vista.
data di pubblicazione:07/03/2025
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da Antonio Jacolina | Mar 5, 2025
Big Nick (G. Butler) vola a Nizza per cercare Donnie (Jackson Jr) volatilizzato con il bottino della precedente rapina. Lo ritrova coinvolto in un furto di diamanti e …
Con questo sequel Gudegast sembra voler creare un nuovo filone di Heist movie. Nella Tana dei Lupi (2018) era un film testosteronico ed efficace, ispirato a grandi polizieschi come Heat e I soliti sospetti. Questa volta da Los Angeles l’azione si sposta in Costa Azzurra, fra Nizza e Marsiglia (ricostruite a St. Cruz di Tenerife). La struttura narrativa si ripropone seguendo gli schemi del Genere: prologo con furto, presentazione dei personaggi, pianificazione della rapina, la rapina vera e propria, fuga e sorpresa finale. Se il primo film aveva un gradevole aroma alla M. Mann, questo seguito vorrebbe invece avvicinarsi ai film di rapina eleganti, ricordare la saga di Ocean’s Eleven con una strizzatina d’occhio a Fast & Furious. E, suspense nella suspense, giocare con il dubbio dell’effettivo ruolo di Butler nel gruppo dei malviventi. Tanto il primo si calava immediatamente nell’azione, tanto questo si prende i suoi tempi optando per un lento crescendo, a conferma della volontà di realizzare un prodotto più sofisticato. Gudegast ha sicuramente affinato la sua regia. Il miglioramento della tecnica non ha trovato però il supporto dell’affinamento dello Script. La narrazione si rivela infatti un po’ superficiale, poco elaborata e dinamica e si disperde in inutili ridondanze. L’intrigo stesso appare meno padroneggiato e la direzione artistica inciampa a volte su scelte interpretative discutibili. Si resta quindi un po’ perplessi davanti alla scarsa tensione drammatica degli eventi ed alla poca coerenza della sceneggiatura. Sono proprio queste debolezze a frenare nei fatti la realizzazione delle ambizioni del regista che mette sul fuoco troppi elementi irrisolti. Il gioco di coppia dei due protagonisti non è poi così interessante come si sperava perché non si crea mai la giusta alchimia fra loro. Butler, più massiccio e volgare che mai è carismatico al massimo, fa infatti scomparire la prestazione di Jackson Jr che appare non possedere lo spessore per il suo ruolo ed essere spesso fuori ritmo. Nella tana dei lupi 2 risulta quindi un film un po’ discontinuo, con intrigo e personaggi talora poco credibili, appesantito dalle sue stesse eccessive ambizioni. Un lavoro dalle alte potenzialità che non riesce a raggiungere i livelli cui ambiva. Peccato! Piacerà comunque a chi ama il Genere o cerca un facile svago o apprezza inseguimenti di auto con sparatorie.
data di pubblicazione:05/03/2025
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da Antonio Jacolina | Mar 5, 2025
(Roma,7/14 marzo 2025)
Come tutti gli anni in occasione degli eventi connessi con la Giornata Internazionale della Francofonia, si svolgerà a Roma presso la sala cinematografica dell’Institut Français Centre Saint- Louis, il FRANCOFILM FESTIVAL 2025.
Finalità dell’iniziativa è promuovere e diffondere oltre alla Cinematografia di Francia e Belgio – che abbiamo già modo di conoscere e apprezzare – anche le produzioni di quei Paesi “più marginali” che utilizzano come lingua veicolare il Francese ma hanno meno opportunità di distribuzione.
D’altronde, lo stesso claim dell’iniziativa è “Il Cinema cresce quando viaggia!”
Questa quindicesima edizione avrà luogo dal 7 al 14 marzo e prevede la presentazione di 14 film e documentari provenienti dai Paesi membri della Francofonia: Armenia, Belgio, Bulgaria, Canada Québec, Costa d’Avorio, Francia, Lussemburgo, Marocco, Romania, Ruanda, Svizzera e Tunisia.
I film in concorso sono 12 e al termine dell’Evento verranno conferiti tre Premi: il Premio della Giuria da personalità dell’industria cinematografica; il Premio del Pubblico che voterà dopo ogni proiezione; il Premio Sapienza da parte di sei studenti dell’Università Romana.
Tra questi film segnaliamo i due già recensiti da Accreditati: La sindrome degli amori passati e Amerikatsi.
Il programma dei film e delle altre attività è disponibile sul sito.
L’accesso alle proiezioni (in versione originale con sottotitoli in italiano) è gratuito e senza prenotazione.
Il film di apertura il 7 marzo, fuori concorso, sarà Le Panache, alla presenza degli Autori e degli Interpreti.
data di pubblicazione:05/03/2025
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