Per la gioia dei suoi innumerevoli appassionati, Adelphi prosegue con la pubblicazione dei “Romanzi Duri” di Simenon. Ecco quindi fresco di stampa e di una nuova traduzione un bel romanzo del 1939. Un “Roman-Roman” come amava definire i propri lavori l’autore stesso, appartenente, come abbiamo già avuto modo di scrivere, per periodo, ispirazione e qualità proprio alla feconda prima stagione creativa dello scrittore belga. Quindi, ancora una volta, un’opportunità per l’autore di osservare come solo lui sa fare, le umane vicende, la pena dell’esistere, tutta la durezza della realtà anche quando essa, a prima vista, appare tutt’altro che dura, per raccontarci cosa sia avvenuto e, soprattutto, cosa ciò che è già avvenuto ancora causi e determini nell’esistenza delle persone da lui osservate. Gli intricati fili del Destino segnano sempre la vita degli uomini. Un Potere ineluttabile cui, per Simenon, per quanto si possa lottare, è ben difficile e ben raro riuscire a sottrarsi.

La Fattoria del Coup de Vague è un romanzo rurale, centrato su quella piccola società provinciale apparentemente rispettabile e serena dalle cui regole non scritte ancora una volta uscirà il male della vicenda senza che ci siano né veri carnefici né veri innocenti, ma in cui tutti, con i loro segreti ed i loro non detti, sono vittime e protagonisti quasi per inerzia, e in cui gli odi degli uni per gli altri affiorano senza mai esplicitarsi. “Le Coup de Vague” è una fattoria sul mare, non lontano da La Rochelle sulla costa atlantica della Francia. Lì vive il ventottenne Jean con le sue 2 zie nubili, benestanti, temute e detestate dalla comunità, che con lui governano sia la fattoria sia un avviato allevamento e commercio di mitili. Tutto è regolato dalle due donne come su uno spartito musicale e Jean è, ben volentieri, al centro di questo nido protetto. Una vita facile e senza sorprese fra il lavoro, la sua moto, le partite di biliardo e le ragazze. Ma ecco che la monotonia serena viene travolta dalla prima “ondata”, le coup de vague del Destino: Marta la giovane vicina con cui Jean amoreggia resta incinta! Per mera pavidità Jean ne parla con le zie che prendono subito il controllo della situazione senza che i due giovani abbiano modo di opporsi alle decisioni drastiche che via, via vengono loro imposte per non aprire spiragli ai segreti ed ai sospetti fino ad allora tenuti nascosti dalle zie stesse e dal villaggio in cui tutti sanno tutto di tutti. La morsa delle 2 donne soffoca, stringe ed annienta la giovane coppia fino ad una nuova definitiva “ondata”. Quando Jean ne riemergerà, tutto è già accaduto! la vita della fattoria impone le sue esigenze, il lavoro deve riprendere, e … riprende! cancellando piano, piano i ricordi ed anche il villaggio avrà recuperato il suo volto impassibile. Il cerchio si è così richiuso!

Nulla e nessuno può permettersi di alterare gli equilibri.

Una trama cupa come mai, in cui il talento di Simenon delinea, senza concessione alcuna, ritratti che ci illuminano sul reale sentire dell’essere umano: vigliaccheria, pavidità, amore per il denaro, orgoglio, disprezzo, amore carnale e morte. Una descrizione amara dell’umana miseria e dei vincoli familiari che non risparmia nessun personaggio sebbene siano tutti vittime delle loro storie.

Un romanzo duro, coerente con la visione del mondo di Simenon, scritto con il suo stile asciutto ed essenziale, un affresco vivace, intrigante ed affascinante come e più del solito.

Un ottimo libro che si divora e ci lascia, come vuole l’autore: con il gusto amaro di un’”ondata”, un coup de vague, di malessere sulla miseria dell’Umanità, che sembra voler sommergere anche noi!

data di pubblicazione:18/02/2021

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