È L’ULTIMA BATTUTA? di Bradley Cooper, 2026

È L’ULTIMA BATTUTA? di Bradley Cooper, 2026

Una bella sorpresa! È L’Ultima Battuta? è un buon film, delicato, toccante e realista. Una cronaca sincera e singolare con la capacità di rendere leggera ed universale una situazione particolare: la separazione non conflittuale di una coppia dopo 20 anni di vita in comune.

Alla sua terza prova dietro la cinepresa Cooper si conferma autore sensibile, dotato e capace di saper coniugare profondità narrativa ed accessibilità emotiva. La sincerità del suo sguardo sempre abile anche nell’evitare gli stereotipi ne fa un cineasta a parte nel grande mare del cinema americano. Ancora una volta torna a parlarci di una coppia e dell’amore. Questa volta dell’usura di una relazione trasformando delicatamente il racconto di una separazione coniugale in una bella storia di cinema. Una riflessione agrodolce sugli effetti del tempo che passa con i dubbi, i rimpianti, gli slanci passionali ed i condizionamenti che limitano le aspirazioni profonde. Un racconto che riesce a parlare a tutte le coppie senza avere le pretese di analizzare le situazioni fino alle profondità di un Bergman ed ha semmai il gusto della commedia amara in cui alla fine la domanda essenziale sembra essere: è meglio essere infelici insieme o separatamente?

Fin qui nulla di particolarmente innovativo. La bella idea è invece soffermarsi sulla parola come mezzo di guarigione, sul bisogno terapeutico di raccontarsi e da qui l’intuizione della Stand Up Comedy come rifugio/sfogo. Elemento catartico per la coppia e occasione per inventarsi nuovi orizzonti. Il racconto può così alternare lo humour delle scene dello Stand Up con il pudore sincero e disarmante dello sconcerto dei due separati.

Cooper si appropria dei toni della Commedia, vi aggiunge un pizzico di mélo e ci restituisce un film ben strutturato, realistico e misurato, leggero e profondo. Alla base di tutto un’ottima sceneggiatura, dialoghi autentici e soprattutto due eccezionali protagonisti. Il troppo poco conosciuto Will Arnett con una recitazione misurata in un ruolo toccante ricco di sfumature e l’ottima Laura Dern. Intorno a loro un eccellente Cast di supporto.

La regia asciutta e nervosa regge saldamente il timone e gioca con un montaggio serrato molto efficace. Filma in modo lineare ma con una cinepresa in costante movimento, talora in spalla e con primi piani insistiti quasi fosse un film indipendente.

È L’Ultima Battuta? È dunque un film inatteso, un buon prodotto dal taglio quasi più europeo che americano. Un lavoro che regala momenti di cinema emozionanti e che ci offre buoni spunti per riflettere. Si esce con un sorriso un po’ pensieroso ma convinti che certe rotture non sono necessariamente delle “fini”.

data di pubblicazione:01/04/2026


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RENDEZ-VOUS   XVI Festival del Nuovo Cinema Francese

RENDEZ-VOUS XVI Festival del Nuovo Cinema Francese

Dal 7 all’ 11 Aprile a Roma al cinema Nuovo Sacher ed all’Institut Français Centre Saint-Louis riparte la Kermesse del Rendez-Vous Festival del Nuovo Cinema Francese. L’iniziativa è giunta alla XVI Edizione. Si ripropone quindi l’occasione, anzi l’opportunità per gli appassionati di Cinema e di quello Francese in particolare, di scoprire gli sviluppi più recenti di una cinematografia che sappiamo bene essere vitalissima per produzioni, pubblico, qualità, incassi e riconoscimenti internazionali. Un cinema quello d’Oltralpe che, pur in un’annata condizionata da fattori congiunturali internazionali particolari quale è stato il 2025, ha totalizzato ben 156,7 Mln. di spettatori, quasi 2,5 volte in più rispetto all’Italia (68,3 Mln.) nonostante un numero di abitanti quasi simile. È evidente che la cinematografia francese gode di una potenzialità di mercati distributivi e di uno stato di salute per noi invidiabili. Dietro ci sono indiscutibilmente anche valide e consolidate politiche governative di sostegno che dovremmo imitare.

Il Festival è ormai una realtà consolidata e in crescita costante per partecipanti, qualità e varietà. Oltre che vetrina per le produzioni più recenti e significative e per le nuove tendenze è divenuto negli anni anche un osservatorio sulla società francese attuale. Vero e proprio ponte culturale fra i due Paesi. Nutrita infatti come sempre la presenza di registi e attori che parteciperanno a dibattiti per un confronto di idee su come combinare intelligentemente consapevolezza artistica e contenuti con la capacità di interagire con i gusti del pubblico. Due giurie di studenti universitari e di liceali assegneranno rispettivamente il Premio Giuria Giovani per la miglior Opera Prima ed il Prix Palatine ad un film presentato dal Festival stesso. Significativa ancora una volta la presenza di registe e attrici, a sottolineare quanto la rilevanza dei ruoli femminili nel cinema francese sia una costante più che apprezzata e consolidata.

Complessivamente saranno proposti (in V. O. con sottotitoli) 14 film che attraversano tutti i generi cinematografici. Alcuni già presentati a Cannes ‘25 ma tutti ancora inediti in Italia.

Segnaliamo fin d’ora Dossier 137 un poliziesco asciutto ed inquietante, attesissimo dopo il successo in Francia; Partir un jour un esordio brillante ed apprezzato con cui è stato aperto Cannes l’anno scorso; Coutures con Angelina Jolie e Louis Garrel visto anche alla Festa di Roma ’25; Love me tender un’opera intensa sulla libertà affettiva con Vicky Krieps.

Inaugurerà il Festival La femme la plus riche du monde con la presenza della protagonista Isabelle Huppert che sarà la madrina d’onore dell’intera iniziativa.

Dopo le giornate a Roma, il Festival proseguirà con delle Sezioni Speciali a Torino, Milano, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo. Tutti i dettagli (programma, orari, biglietti) si possono trovare sul sito dell’Institut Français Italia.

data di pubblicazione:25/03/2026

THE MADISON di Taylor Sheridan – Serie PARAMOUNT+ 2026

THE MADISON di Taylor Sheridan – Serie PARAMOUNT+ 2026

Non è tutto oro quel che riluce! Anzi, diciamolo subito, in The Madison di oro ce ne è molto meno di quel che ci si poteva aspettare…

La prima stagione di The Madison (in 6 puntate) attrae per i protagonisti: Michelle Pfeiffer e Kurt Russell e soprattutto perché ideata da Taylor Sheridan. Un autore il cui universo creativo cinematografico e televisivo ha raggiunto dimensioni mitiche, sempre e comunque baciato dal successo. Saghe spettacolari con cast di livello e con storie in equilibrio fra realismo ed eccessi drammatici. Un mix ricorrente che consente, quale che sia lo spunto narrativo, di mantenere sempre vivi e costanti tensione ed interesse.

The Madison benché collocato in parte nel pittoresco Montana e ricco di stilemi western non ha però nulla a che vedere con le precedenti Saghe. È una storia a sé stante in cui Sheridan sembra voler uscire dai suoi abituali sentieri e provare a raccontare in un’altra maniera. Un approccio più intimo ed introspettivo, con meno azione e tensione, nessun nemico da combattere e con un conseguente diverso tipo di coinvolgimento dello spettatore.

In un alternarsi di luoghi e di flash back fra le pianure del Montana e la ricca e sofisticata New York la vicenda ruota attorno ad un unico fil rouge. Il lutto, il dolore e la revisione della propria vita da parte della Pfeiffer dopo la morte del marito Russell durante una delle sue fughe per pescare nel ranch in Montana. Due opposti universi: la vita agiata a New York e quella essenziale nelle praterie. Ricordi, rimpianti e scoperte fanno emergere contraddizioni, egoismi e riflettere su quali siano i veri valori. Uno shock esistenziale anche per gli altri componenti della famiglia resi per quel che sono con i difetti del privilegio ma in una cornice un po’ troppo semplicistica.

La contrapposizione fra mondo rurale piacevole ed autentico e città caotica ed ambigua e l’auspicio di un ritorno ad una vita più semplice sono temi cari all’Autore, ma questa volta il mondo rappresentato manca di verosimiglianza. La raffigurazione sembra finta, mai appassionante. La scrittura poi fatica a trovare una linea, è come stagnante, maldestra e soprattutto prevedibile. Pur tra splendidi panorami la narrazione è infatti lenta, priva di profondità e spesso banale. I due protagonisti sono all’altezza del loro passato e convincenti ma attorno a loro c’è il vuoto, solo personaggi piatti e superficiali, meri clichè.

Il risultato finale di The Madison e di questo nuovo approccio più intimistico ed introspettivo è ahinoi deludente. Mancano il tocco magico, la dinamica, la tensione, le emozioni! Poteva essere intrigante ma non riesce purtroppo a decollare perché privo di respiro, mal sviluppato, poco coinvolgente. Mai autentico e a tratti noioso.

data di pubblicazione:24/03/2026

MUSEO del PRECINEMA a Padova

MUSEO del PRECINEMA a Padova

Parigi, 28 Dicembre 1895, Boulevard des Capucines. Nel Salon Indien du Grand Café i fratelli Lumiére tengono la prima proiezione pubblica a pagamento che mostra la realtà quotidiana in movimento… Sarà l’inizio del Cinema come lo conosciamo noi ma anche l’esito di un ben più lungo, affascinante e semisconosciuto percorso: il… PRECINEMA!

Il PRECINEMA è tutto quell’universo immaginario, disarticolato e composito di forme di spettacolo ottico, di visioni e di intrattenimento popolare che nel corso dei secoli ha affascinato il pubblico di qualsiasi livello utilizzando il gioco illusorio delle immagini proiettate al tenue bagliore di una fonte luminosa.

A questo fascinoso mondo è dedicato un piccolo gioiello: il Museo del Precinema fondato nel 1998 ed ospitato in un palazzo nobiliare nella splendida piazza di Prato della Valle nel centro storico di Padova. Assolutamente un unicum nel panorama museale italiano e non.

Fin dal 1650 la Lanterna Magica offriva al pubblico la proiezione di immagini dipinte su vetro incantandolo con suggestive animazioni e dissolvenze che anticipavano alle platee allibite le future emozioni del Cinema. Il Museo fra scienza e fantasia consente agli appassionati o anche ai curiosi di scoprire e comprendere l’evoluzione delle “magiche visioni”, delle immagini proiettate, dalle antiche ombre che accennano movimenti fino agli albori del primo cinematografo.

Un percorso esperienziale nel senso pieno del termine. L’occasione rara di ammirare ed anche fruire di una ricca raccolta di lanterne magiche, vedute ottiche, pantoscopi, teatri d’ombre, vetri dipinti, giochi ottici e camere oscure che costituiscono una vera raccolta di reperti della Preistoria del Cinema. Tutti oggetti e strumenti originali che dal ‘700 e soprattutto dall’800 testimoniano in maniera multiforme il desiderio umano di rendere in movimento le immagini fisse ed unidimensionali per creare varie forme di spettacolo: drammatiche, romantiche, avventurose o solo didascaliche. Nulla di nuovo sotto il sole, diversi solo gli strumenti.

Veramente un breve e strabiliante viaggio in un mondo di illusioni ottiche che per originalità, particolarità e completezza giustifica pienamente la visita al piccolo Museo.

Un motivo in più oltre agli splendidi affreschi di Giotto, al Santo, all’antica Università, ai caffè settecenteschi, alle gustose delizie dei bacari cittadini per visitare Padova e scoprire che… c’era già un cinema prima del Cinema!

data di pubblicazione:20/03/2026

OSCAR 2026: Una corsa aperta fino all’ultimo respiro

OSCAR 2026: Una corsa aperta fino all’ultimo respiro

Finalmente l’Academy ha consacrato Paul T. Anderson!!! Il regista, tra i più dotati e versatili della nuova generazione, ha trionfato con sei importantissime statuette.

La notte più lunga di Hollywood si è conclusa. Per la 98ma volta l’Industria del Cinema ha celebrato sé stessa con l’assegnazione dei premi più ambiti: gli OSCAR. I premi che sanciscono i successi artistici di una Stagione e soprattutto aprono o rilanciano opportunità di ulteriore sfruttamento commerciale per i Vincitori.

Il 2025 è stata un’annata decisamente felice per il Cinema. Tanti gli ottimi film sia a giudizio della Critica che del grande pubblico. Validissimi poi tutti quelli ammessi alla competizione finale per le categorie più significative. In altri anni ognuno di loro avrebbe potuto meritare di vincere. Quest’anno la corsa è stata infatti più aperta del solito. Una competizione come sempre agguerrita in cui è parso dominare l’equilibrio. Un equilibrio elettrizzante. Già dalle iniziali nomination è stata una battaglia dopo l’altra senza esclusione di colpi fra le prime file dei concorrenti ed i Front Runner che di volta in volta si sono succeduti. Il ranking cambiava infatti di continuo rendendo difficile fare una previsione attendibile. L’incertezza è rimasta di fatto fino agli ultimi giorni quando di solito si delinea già lo scenario più probabile. Il testa a testa è andato avanti fino all’ultimo istante.

Nel rush finale ha giustamente prevalso Una Battaglia dopo l’altra mentre l’outsider I Peccatori ha ridimensionato le aspettative create dalle 16 nomination, ottenendo solo quattro statuette. L’Oscar a Jessie Buckley è stata fin dall’inizio l’unica certezza e consente al bellissimo Hamnet di non tornare a casa a mani vuote. Grande sconfitto T. Chalamet. Giustissimo il riconoscimento a Sean Penn alla sua terza statuetta. Lo splendido Sentimental Value meritatamente prevale fra i film stranieri.

Ecco i verdetti dei più di 10mila membri dell’Academy per le principali categorie:

Miglior Film:                                                          

Una Battaglia dopo l’altra

Miglior Regista:

Paul T. Anderson    –   Una Battaglia dopo l’altra

Miglior Film Internazionale:

Sentimental Value  –  Norvegia

Miglior Attore:                                                                       

Michael B. Jordan –  I Peccatori                                                                         

Miglior Attrice: 

Jessie   Buckley  –  Hamnet

Miglior Attore Non Protagonista: 

Sean Penn  –  Una Battaglia dopo l’altra     

Miglior Attrice Non Protagonista:

Amy Madigan –  Weapoms     

data di pubblicazione:16/03/2026