NOMINATION OSCAR 2026 – CONSIDERAZIONI

NOMINATION OSCAR 2026 – CONSIDERAZIONI

La Grande Corsa è appena iniziata. Una corsa più aperta del previsto. Una competizione agguerrita perché quest’anno si contrappongono aspiranti al successo finale forti, solidi e appartenenti a generi molto diversi.

I recentissimi Golden Globe che in genere anticipano il percorso verso gli Oscar avevano delineato come Front Runner i due favoriti della vigilia: Una battaglia dopo l’altra e Hamnet e invece…

Invece, al termine della prima fase della dura e sotterranea lotta per sensibilizzare il voto degli 11mila membri della Academy si è delineato uno scenario ancora più aperto per il successo di un film fino a ieri considerato solo come un possibile outsider ma non certo come il favorito da battere.

Sono state infatti rese note le nomination per la 98° edizione degli Oscar che verranno assegnati il prossimo 15 Marzo. Con ben 16 candidature in quasi tutte le categorie chiave (il massimo mai raggiunto in un secolo di Cinema) l’horror folk black I Peccatori è divenuto inaspettatamente il potenziale film pigliatutto da contrastare nei giochi dietro le quinte nelle prossime settimane nel rush finale. Il film di Anderson lo tallona invece con 14 candidature mentre Hamnet segue con solo 8 nomination.

Quale che sia l’esito, l’annata 2025 è stata un’ottima annata che si distingue per la marcata pluralità artistica che unisce blockbuster spettacolari con lavori più intimisti. Produzioni hollywoodiane con prodotti indipendenti. Autori ed artisti affermati con talenti emergenti e una più che significativa presenza di forti film stranieri. Per gli appassionati di Cinema che amino o meno le storie visionarie, le performance magistrali o le innovazioni stilistiche, quest’anno si annuncia come un appuntamento più imperdibile che mai. Le ultime settimane potranno dar luogo a tutte le possibili sorprese. Vedremo chi vincerà fra Di Caprio e Chalamet o se ci sarà una sorpresa. Purtroppo anche quest’anno l’Italia che aveva candidato Familia è rimasta addirittura fuori dalle iniziali shortlist.

Ecco le Nomination per le principali categorie:

Miglior Film:                                                      

Bugonia;

F1;

Frankenstein;

Hamnet;

Marty Supreme;

Una battaglia dopo l’altra;

L’agente segreto;

Sentimental Value;

I Peccatori:

Train Dreams;

Miglior Regista:

Chloé Zhao – Hamnet          

Josh Safdie – Marty Supreme

P.Thhomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra

Joachim Trier – Sentimental Value

Ryan Coogler – I Peccatori

Miglior Film Internazionale:

L’agente segreto (Brasile)

Un semplice incidente (Francia)

Sentimental Value (Norvegia)

Sirat (Spagna)

La voce di Hind Rajab (Tunisia)

Miglior Attore:                                                                         

Leonardo Di Caprio (Una battaglia dopo l’altra)                                                                

Timothée Chalamet (Marty Supreme)                                                                                                       

Ethan   Hawke (Blue Moon)                                                                                                                                                                               

Michael B. Jordan (I Peccatori)                                                                      

Wagner Moura (L’agente segreto)

Miglior Attrice:

Jessie Buckley (Hamnet)

Rose Byrne (Se solo potessi ti prenderei a calci)

Kate Hudson (Song Sung Blue)                                                                         

Renate Reinsve (Sentimental Value)

Emma Stone (Bugonia)

data di pubblicazione:23/01/2026

MERCY: SOTTO ACCUSA di Timur Bekmambetov, 2026

MERCY: SOTTO ACCUSA di Timur Bekmambetov, 2026

Los Angeles. Un detective (Chris Pratt) si sveglia in un’aula di tribunale davanti ad una Intelligenza Artificiale Avanzata (Rebecca Ferguson) che fa da giudice. Accusato di aver ucciso la moglie avrà solo 90 minuti per discolparsi o essere giustiziato.

Cosa succederebbe se in un prossimo futuro la Giustizia fosse amministrata da una IA che in un’ora e mezza giudica, condanna e giustizia i colpevoli?

La prospettiva di un confronto fra Umanità e Tecnologia è l’idea intrigante alla base di Mercy. Un’idea che dà luogo a una pellicola che flirta con generi cinematografici diversi: Thriller Futuristico, Courtroom Drama, Science Fiction e Action Movie. Una riflessione che ci porta in una società interconnessa in cui ogni movimento è catturato da una telecamera. La Giustizia è ormai amministrata dalla IA in aule ove c’è solo una sedia, l’imputato, schermi interattivi e l’algoritmo che si fa giuria, giudice e carnefice.

Al cuore della vicenda ci sono un essere umano e una realtà digitale. Il primo nel tentativo di dimostrare la propria innocenza è costretto a guardare i propri demoni interiori e cercare nel contempo tra le tante immagini archiviate una chiave per arrivare alla verità dei fatti e salvarsi. La seconda – fredda e spietata – agisce sulla sola base dei propri modelli predittivi. Un conflitto che contrappone progressivamente la variabile dell’intuitività umana alla conseguenzialità algoritmica.

Uno sviluppo interessante e ricco di potenzialità. Una provocazione che pone l’IA al centro e lascia spazio a tutte le possibili interrelazioni tra umani e mondo digitale. È palese il rimando a Minority Report ma realizzare un film anche solo sulla scia di Spielberg non è però cosa facile. Il regista ci ha provato e fino ad un certo punto sembra anche riuscirci. L’incipit faceva infatti sperare bene ma lungo il percorso i personaggi risultano troppo semplificati e la narrazione diviene troppo banale. Lo spettatore si ritrova poi sconcertato e inaspettatamente trasportato da un intrigante mondo fantascientifico in un Action Movie del tutto convenzionale: azione, rapimento, inseguimenti adrenalinici e catastrofici, scontri fisici, sparatorie e banale happy end.

Peccato! Lo spunto iniziale era intrigante, il regista ha anche un suo tocco interessante ed è abile nell’uso della tecnologia visuale dello Screenlife Style ma purtroppo il salto narrativo di genere rende il film un ibrido sconcertante che lo appiattisce. In ogni caso Mercy resta un film discreto, degno di attenzione per l’idea originaria, Un risultato parziale che sarà comunque apprezzato dagli appassionati che non badano alla logicità e conseguenzialità della vicenda narrativa.

data di pubblicazione:21/01/2026


Scopri con un click il nostro voto:

CINEMA ITALIANO: Bene, non benissimo, le cifre parlano

CINEMA ITALIANO: Bene, non benissimo, le cifre parlano

Secondo i recentissimi dati Cinetel nel 2025 il mercato cinematografico italiano ha confermato la stabilità della linea di tendenza verso un progressivo ritorno alla normalità dopo la Pandemia. C’è ancora molto da fare, ma conforta il trend costante.

Nel 2025 i nostri cinema hanno registrato ca.497 mln di incasso (493,9 mln nel ’24) e ca.68,3 mln di spettatori (69,7 mln nel ’24). Un risultato che conferma la stabilizzazione strutturale del mercato ma con luci e ombre. Gli incassi sono cresciuti complice l’aumento del prezzo dei biglietti e gli spettatori sono invece diminuiti (sarebbe stato peggio senza il ciclone natalizio di Zalone). La leggera flessione è stata determinata soprattutto da fattori congiunturali esterni: un anno cinematografico condizionato dalla mancanza di prodotti internazionali vincenti e dal ridotto numero di grandi produzioni americane.

Comunque sia, nello scenario europeo il comparto cinematografico italiano è l’unico che ha performato meglio degli altri paesi di riferimento. L’invidiatissima Francia dopo anni positivi ha incredibilmente perso il 13,6% di spettatori (156,7mln rispetto ai 181,5 mln del 2024), la Spagna ha registrato un calo dell’8%, Gran Bretagna e Germania sono rimaste quasi stabili.

L’Italia si conferma “un grande paese di Cinema” in cui andare al cinema è rimasta una pratica culturale e sociale indipendentemente dalle fasce di età. Si sono aperte nuove sale e sono anzi tornate le monosale. Le cosiddette Monosale di Continuità che garantiscono la presenza diffusa nei territori con una programmazione costante, sono fattore di aggregazione culturale e permettono una vita più lunga ai film. Soprattutto sono tornati al cinema i giovani (la fascia 15- 24 anni) ed il pubblico over 60.

Il Cinema Italiano raggiunge il 33% della quota di mercato (24,5% nel 2024) grazie ad un paio di titoli di successo e al calo della presenza americana scesa al 39,4% (54,2 del 2024).  Come detto c’è stato il fenomeno Zalone in soli 6 giorni di programmazione, ma nel resto dell’anno ci sono state giuste alternanze di film di qualità e di discreta fattura commerciale che hanno diversificato l’offerta e consentito di raggiungere ogni tipo di spettatore.

I migliori risultati del 2025 sono stati: Buen camino (4,4mln spettatori), Lillo & Stich (3,1mln spettatori), Follemente (2,4mln spettatori), Avatar 3 (1,9mln spettatori), Zootropolis 2 (1,8mln spettatori).

I migliori film italiani oltre a Buen Camino e Follemente sono stati Diamanti (1,3mln spettatori), Io sono la fine del mondo (1,2mln spettatori), Oi vita mia (1,1mln spettatori).

La sfida per il 2026 sarà mantenere le quote di mercato e fidelizzare il pubblico migliorando le strategie per rendere continua l’offerta di qualità, trasformare l’andare al cinema in una abitudine e allungare la vita dei film in sala.

data di pubblicazione:20/01/2026

GOLDEN GLOBE 2026: quasi tutto come previsto

GOLDEN GLOBE 2026: quasi tutto come previsto

Quasi tutto come previsto anche per noi di Accreditati!

Si è aperta la Stagione dei Grandi Premi che avrà il suo culmine il prossimo 16 Marzo con l’assegnazione dei prestigiosissimi OSCAR. Anche il 2025 è stata Un’Ottima Annata per il Cinema e quindi tutto il mondo dello spettacolo aveva occhi, cuore e soprattutto portafogli puntati sulla 83ma edizione dei GOLDEN GLOBE perché consolidati indicatori dei trend e buon viatico verso i successivi Oscar, il vero obiettivo per valenza economica di tutta l’industria cinematografica.

I premi, come si sa, sono conferiti dai poco meno di cento giornalisti della stampa estera dal 2024 iscritti alla Golden Globe Foundation. A differenza degli Oscar votati dai quasi dieci mila membri dell’Academy e centrati con criteri più tradizionalisti e con categorie omnicomprensive solo sul Cinema, i Golden Globe valutano sia Cinema che Televisione e dividono i Premi Principali nei due generi: Drammatico e Commedia.

I Premi hanno confermato le sensazioni della vigilia, le valutazioni degli esperti e l’accoglienza del pubblico. Come previsto nel Genere Commedia domina il gran favorito Una battaglia dopo l’altra di P.T. Anderson con quattro Globe prestigiosi sulle nove candidature. Così pure nel Genere Drammatico si affermano Hamnet di Chloé Zhao e L’Agente Segreto di Kleber Mendonça: entrambi con due Globe significativi ciascuno sulle quattro rispettive nomination.

Meritatissimi i premi alla sensibile ed intensa Jessie Buckley di Hamnet e al bravo Wagner Moura de L’Agente Segreto già premiato anche a Cannes ’25.  Unica vera sorpresa, per così dire, invece che al favoritissimo Di Caprio è stato il riconoscimento, dopo anni di delusioni, al giovane Timothée Chalamet per la sua intensa interpretazione dell’egocentrico, narcisista ed ingestibile campione di tennis da tavolo/ping-pong degli anni’50 in Marty Supreme. Un buon segnale, salvo imprevisti sul rush finale, per la notte del 16 Marzo.

Inaspettato invece, rispetto alla concorrenza delle forti candidature di Sean Penn e Benicio del Toro, il Globe come attore non protagonista al bravo Stellan Skarsgard nel ruolo del regista e “cattivo” padre in Sentimental Value.

La 83ma edizione dei Golden Globe ha così premiato nelle categorie principali:

Miglior Regia                                   :  P. Thomas Anderson  –  Una battaglia dopo l’altra

Migliore Sceneggiatura                    :  P. Thomas Anderson  –  Una battaglia dopo l’altra

Miglior Film   Drammatico              :  Hamnet                                                                        

Miglior Film   Commedia                 :  Una battaglia dopo l’altra 

Miglior Attore  in film Drammatico  :  Wagner Moura          ( L’agente segreto)                                                                       

Miglior Attore  in film Commedia    :  Timothée Chalamet   ( Marty Supreme)                                                                      

Miglior Attrice in film Drammatico  :  Jessie Buckley            ( Hamnet )

Miglior Attrice in film Commedia     :  Rose Byrne                 ( If I had legs I’d Kick you)

Miglior secondo ruolo Maschile        :  Stellan Skarsgard      ( Sentimental Value)

Miglior secondo ruolo Femminile     :  Teyana Taylor             ( Una battaglia dopo l’altra)

Miglior Film in Lingua Straniera      :  L’agente segreto          ( Brasile)

Miglior Performance al Box Office   :  I Peccatori

Migliore Serie Tv Drammatica          :  The Pitt

Migliore Serie Tv Commedia            :  The Studio

data di pubblicazione:12/01/2026

THE RESIDENCE di Paul William Davies, 2026 – Serie NETFLIX

THE RESIDENCE di Paul William Davies, 2026 – Serie NETFLIX

Cordelia Cupp “la miglior detective del mondo” indaga su un crimine nell’ala privata della Casa Bianca. Tutti sono sospettati: il Presidente, i suoi consiglieri, gli ospiti ed il personale. Tutti hanno qualcosa sulla coscienza, tutti mentono…

Un crimine durante una cena di Stato, una detective eccentrica, appassionata di birdwatching e dai metodi poco ortodossi e la dimora del Presidente americano vista sotto una luce inedita: il dietro le quinte del Potere, i piani bassi ed i piani alti.

Un ambiente chiuso insolito ed una situazione intrigante. Un cadavere, 132 stanze e 157 sospetti potenziali. Tensione, colpi di scena, ribaltamenti delle situazioni. Questo ci offre Netflix con The Residence la nuova serie di 8 episodi di ca. 50 minuti ciascuno.

Un elegante black humour che gioca con l’assurdo, momenti esilaranti, dialoghi pungenti e risvolti coinvolgenti. Una detective enigmatica, flemmatica ma brillante e perspicace. La Casa Bianca ed i suoi meandri ove prosperano a tutti i piani inimicizie e personaggi singolari.

Una fiction poliziesca dai toni tipici della commedia. Un giallo alla Agatha Christie, un Cluedo, un Whodunnit assurdo e caustico. Un genere Evergreen che coinvolge l’intuito degli spettatori in un gioco a tratti intellettuale.

The Residence ha le chiavi per un divertimento perfettamente oleato. La narrazione è infatti facilitata da un’ottima scrittura, da una messa in scena curata, vivace e attenta ai dettagli con dialoghi pungenti. Tecnicamente poi è impreziosita da una cinepresa che gioca con gli spettatori in lunghe carrellate e angolature particolari negli ambienti della Residenza. Splendido il lavoro di montaggio che dà ritmo ed energia ad un incisivo alternarsi delle scene. Una Serie quindi ben confezionata su una storia valida, supportata da un cast di classe. Uzo Aduba la detective è irresistibile; Giancarlo Esposito la vittima è ottimo. Li circonda una miriade di attori e caratteristi uno più bravo dell’altro. Da segnalare poi l’autoironico cameo di Kylie Minogue.

Non tutto però è perfetto, purtroppo la durata della Serie è eccessiva. Superato l’effetto novità si sente il peso della ripetitività delle situazioni. Il Format su 8 episodi risulta infatti troppo lungo e le tante digressioni danno la sensazione di voler allungare il brodo. Alla fine il puzzle bello e intrigante risulta avere troppi pezzi.

Pur con queste note negative The Residence resta una commedia poliziesca di qualità, originale, con un intrigo credibile, coinvolgente e ben strutturata che sa destreggiarsi nelle sue varie linee narrative. Contenuta in meno episodi poteva essere un colpo di fulmine. Gli appassionati del Genere saranno comunque contenti.

data di pubblicazione:09/01/2026