da Antonio Jacolina | Set 11, 2025
Di Gregorio è un agiato professore in pensione. Vive come desidera: da solo, tranquillo senza obblighi, ha una bella casa in Trastevere, è accudito da un domestico efficiente, ha degli amici ed anche un’opportunità sentimentale con Giovanna (I. Forte). Questa tranquillità viene però sconvolta dall’improvviso rientro dalla Germania della figlia (G. Scarano) che in crisi coniugale gli piomba in casa con i due irrequieti figli. Il professore dovrà affrontare il Caos. Scoprirà però che…
Dal folgorante esordio nel 2008 con Il Pranzo di Ferragosto Di Gregorio si è ormai guadagnato all’interno del Cinema Italiano un proprio spazio autoriale di eccellenza per stile e qualità. Un Cinema il suo quasi d’altri tempi: garbato, delicato, ben scritto e ben diretto. Sempre leggero e semplice, mai furbo o banale, il regista continua ad osservare con il suo sguardo distaccato e dolcemente ironico la piccola gente e quella romanità di una volta: placida, bonaria ed arguta. La commedia umana nel quotidiano, le tante sfaccettature e la poesia della Normalità.
Con Come ti muovi sbagli l’autore ci racconta una nuova bella storia di gente normale con toni educati e con una delicatezza tale che i suoi echi ci restano dentro a lungo. Un gioiellino teneramente malinconico ed ironico, fatto non tanto per ridere ma per accennare un sorriso affrontando i temi seri al centro della vicenda. Un ritratto sensibile della Terza Età in cui si può trovare ancora un’occasione per cogliere sia le opportunità che le responsabilità della Vita. Le riflessioni di un uomo dal cuore puro e consapevole dei propri limiti che non cerca affatto risposte dogmatiche ma che inaspettatamente ritrova proprio nel Caos in cui è precipitato le ragioni per rivalutare alcune sue scelte pregresse. Vivere una vita serena in solitudine o piuttosto una vita condivisa, ansie e gioie comprese, con chi si ama (famiglia, nipoti o futura compagna che sia). Non c’è nessuna idealizzazione delle scelte. Ognuna, con il cambiamento che comporta, è connessa proprio all’ineluttabilità della riscoperta dell’amore la cui forza, pur nelle sue varie forme, restituisce un senso ad una vita.
Di Gregorio non aspira a grandi narrazioni o al Dramma, vuole solo evidenziare con levità come una circostanza possa arrivare ad incidere sull’esistenza, fin lì equilibrata, di una persona qualunque. È molto bravo ad evitare con la sua tipica arguzia di scadere nel sentimentalismo ed usa i toni della Commedia non come fuga dalla Realtà ma come elemento di analisi della Realtà stessa.
Pur nella semplicità il suo è un piccolo film perfetto: storia, regia e interpreti principali. I secondi ruoli e la trama secondaria, quasi una fiaba, servono poi ad amplificare ulteriormente i temi e le emozioni al centro della vicenda. Come ti muovi sbagli è ancora una volta un prodotto tanto leggero quanto apprezzabile e ben fatto. Un buon film di sentimenti e di emozioni.
Ad averne di piccoli autori come Di Gregorio!
data di pubblicazione:11/09/2025
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da Antonio Jacolina | Set 8, 2025
Theo (B. Cumberbatch) e Ivy (O. Colman) sono inglesi. Lui è un architetto ambizioso, lei una cuoca creativa. Colpo di fulmine, si sposano, si trasferiscono in California in cerca di successo. Hanno due gemelli e tutto, apparentemente, sembra andare bene. Una tempesta però capovolge la situazione e le loro vite…
La Guerra dei Roses di D. DeVito con M. Douglas e K. Turner nello splendore della loro bravura, bellezza e sensualità fu, nel 1989, un successo planetario di critica e di pubblico. Amato e odiato in pari misura è e resterà un cult movie inimitabile! L’attuale I Roses non è affatto un remake ma piuttosto una rivisitazione ed attualizzazione nel contesto valoriale e sociale presente e nelle problematiche dei nostri giorni. Il film diretto da un cineasta di medio mestiere come J. Reach pur ispirandosi allo stesso romanzo lo destruttura e lo ricostruisce infatti concentrandosi sulla evoluzione della Coppia, sulla sua involuzione e molto meno sulla rottura e sulla lotta per il possesso della casa familiare. Più che sulle conseguenze del fallimento della relazione coniugale ne esamina le cause.
Una rivisitazione che di originale e di interessante ha però solo l’utilizzo di una salsa inglese, vale a dire: attori e protagonisti britannici trasferiti in California, un filo di British Humour misto a molto cinismo e sarcasmo caustico ed intellettuale in contrasto con la “semplicità americana”. E in più alcune riflessioni, molti dialoghi e duelli verbali con battute perfide e pungenti, qualche scena paradossale e divertente, un gioco di contrasti fra le mentalità inglesi e americane ed un pizzico di follia quanto basta.
Purtroppo, pur volendo prescindere dal confronto con il precedente film, un risultato inferiore alle aspettative. Una commedia mordace promessa, accennata ma non realizzata! La sceneggiatura di T. McNamara (La Favorita e Povere Creature) prova a fondere l’arte del dialogo e dell’ironia con la cattiveria e la brutalità per realizzare una Dark Comedy per adulti ma non ci riesce fino in fondo. La narrazione è lineare, il ritmo e il montaggio sono incisivi, le location splendide. Il Cast tutto, compresi i ruoli di supporto, è buono. I due protagonisti sono bravi ed in sintonia e la loro recitazione è scientemente distaccata, molto british, per rendere il senso culturale dell’understatement. Però… però il film per carenze di regia appare tuttavia schematico, meccanico e discontinuo, sembra non avere un’anima precisa. Non riesce a creare l’alchimia voluta, la profondità emotiva necessaria e quel quid che lo faccia volare alto. Resta quindi sospeso, trattenuto, indeciso fra la Commedia ed il Dramma, disconnesso dalla concretezza della Realtà.
In sintesi I Roses è solo un film discreto con molte buone intenzioni e che aspirava a dare qualcosa di più. Peccato non ci sia riuscito!
Non è un caso che i nostri Distributori (che la sanno lunga) lo abbiano fatto uscire in sala a fine Agosto.
data di pubblicazione:08/09/2025
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da Antonio Jacolina | Set 4, 2025
Inghilterra. Una nobile magione di campagna è una residenza di lusso per anziani. Quattro pensionati (H. Mirren, P. Brosnan, B. Kingsley e C. Imrie) tutti ancora brillanti, si dilettano, ogni giovedì ad esaminare vecchi casi di omicidi insoluti. Quando alcuni delitti turbano la quiete della residenza potranno finalmente indagare su un caso attuale e …
Il Club dei Delitti del Giovedí è un Cluedo in versione britannica, ambientato in modo originale in una casa di riposo di lusso e centrato sull’ingegnosità intuitiva di un gruppo di anziani “ex qualcosa”. Un giallo alla Agatha Christie alla ricerca del colpevole corredato di tutto il possibile fascino inglese. Il Murder Mistery è un Genere mai tramontato, anzi è tornato di gran moda sia in campo letterario che cinematografico. Netflix cogliendo il successo di un fenomeno letterario di oltre otto milioni di copie, punta, riadattandolo sullo schermo, a farne anche un fenomeno cinematografico ed un probabile nuovo Franchise.
Il film di Columbus, collaudato sceneggiatore e regista di diversi successi, è una gradevole e classica commedia poliziesca senza particolari fronzoli che non prova a innovare nè tantomeno osa uscire dagli schemi del Genere Whodonnit. Palese erede dei romanzi popolari della Christie rende anzi omaggio proprio ai classici del Genere secondo i canoni della tradizione tutta britannica del Murder Mistery. Ne riprende e ripropone infatti i codici tipici: unità di luogo, location di gran classe, eleganza, understatement, ironia, autoironia, plot poco complesso ed il ricorso alle piccole mistificazioni per smascherare alla fine il colpevole. Il Club dei Delitti del Giovedí è proprio un english movie con il suo tipico charme leggero, i suoi personaggi provinciali ed uno humour sottile. L’inchiesta è tradizionale ed inserita in contesti molto old style. Lo scenario è semplice e privo di grandi sorprese e violenze efferate. Il regista è bravo inoltre a dare all’intera vicenda un’atmosfera fuori del tempo.
La vera carta vincente che rende interessante e piacevole una storia semplice è però il Cast stellare! La crema della crema del Cinema Inglese! L’alchimia, il carisma ed il talento dei quattro protagonisti è palese in ogni loro gesto, sguardo e ammiccamento. Esperienza, bravura e sintonia reciproca! Un quartetto di grandi attori supportati da uno stuolo di comprimari tutti di alta qualità. Su tutti eccelle J. Price!
C’è ovviamente anche qualche difettuccio: i personaggi sono un po’ stereotipati, la vicenda è convenzionale e non c’è di certo molta azione. Ma non è detto che sia una colpa perché così sono anche gli stessi modelli letterari. L’insieme resta purtuttavia molto gradevole e tiene vivo l’interesse dello spettatore fino alla fine. Il film è quindi proprio ciò che vuole essere: un Cozy Mistery, un giallo classico, garbato, elegante, coinvolgente, intelligente, ben interpretato e molto, molto british.
data di pubblicazione:04/09/2025
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da Antonio Jacolina | Ago 29, 2025
Russell Crowe è un ex detective congedato anzitempo per ubriachezza. Affetto da incipiente Alzheimer è sottoposto a cure sperimentali. Si trova a dover riesaminare, o meglio, vista la perdita di memoria, a esaminare ex novo un caso di omicidio di dieci anni prima, il cui responsabile sta per essere giustiziato…
In attesa che dopo Venezia, a settembre riparta la stagione cinematografica, Sleeping Dogs appena uscito su Prime offre l’opportunità di tornare ad apprezzare R. Crowe in un ruolo finalmente eccellente e di scoprire un più che discreto poliziesco che si riallaccia ai piccoli buoni noir duri e puri di una volta. Film che pur non puntando all’eccellenza hanno sempre il merito di essere ben costruiti, ben interpretati e ottenere il risultato di far passare dei buoni momenti di cinema agli appassionati del Genere.
Sleeping Dogs, prima regia di Cooper finora solo apprezzato sceneggiatore, è un thriller psicologico teso, cupo e intrigante costruito tutto sulle atmosfere, le incertezze, le ambiguità e la confusione mentale del protagonista. Tormentato dalla malattia e dall’ansia di riesaminare il vecchio omicidio, mano a mano che rivede i fatti e recupera frammenti di memoria inizierà ad avere sempre meno certezze sulle conclusioni cui era giunto dieci anni prima. Dunque non un film d’azione ma un poliziesco mentale, un thriller introspettivo ma accattivante, attraversato da dubbi, false piste, ripensamenti e da una sottile, inquietante domanda sotterranea: l’errore, se c’è stato, è nelle indagini o solo nella memoria di chi ha risolto il caso? Un vero tuffo nei meandri della memoria vacillante e dei traumi subiti. Una dimensione insolita che, pur con le debite differenze, ricorda subito Memento di C. Nolan.
Il neo regista, supportato da una discreta sceneggiatura si interroga sul rapporto fra memoria e reale e gioca sulle incertezze, sui frammenti di verità con una messa in scena volutamente crepuscolare. La narrazione è lineare con un uso, forse eccessivo, di flashback e con qualche svolta narrativa di troppo. Il ritmo resta però sempre vivace e la tensione narrativa è costante fino al finale in cui le tessere del puzzle si ricompongono. Il vero punto di forza del film è certamente la buona performance di Crowe. Impressionante nella sua mole fisica gioca con gli sguardi ed esprime fragilità contenuta ed oscillante fra lucidità, ingenuità e confusione. L’attore dà vera profondità emotiva a tutta la storia. Gli fanno da buon contrappunto gli altri coprotagonisti.
Sleeping Dogs, pur con qualche incoerenza narrativa è dunque un thriller più che discreto, ben confezionato e intrigante. Il bravo Crowe offre poi un motivo in più per godersi il film fino alla fine.
data di pubblicazione:29/08/2025
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da Antonio Jacolina | Lug 29, 2025
Il Parco di Yosemite è il contesto selvaggio di una morte misteriosa su cui indaga l’agente Turner (E. Bana) assistito dalla giovane recluta Naya (L. Santiago). La sua inchiesta farà riemergere i torbidi segreti del Parco ed anche quelli del suo stesso passato e degli altri protagonisti…
Misterioso, singolare e spaesante UNTAMED è un polar asciutto e naturalistico firmato da M. Smith cosceneggiatore di The Revenant. La Serie si distingue soprattutto per la stupefacente ambientazione nell’incontaminato Yosemite. L’intrigo è coinvolgente e portato avanti sobriamente. Ciò che importa veramente sono i personaggi, gli sguardi, i silenzi e la durezza del quotidiano confronto con una Natura magnifica e brutale splendidamente filmata. Il paesaggio da semplice cornice ambientale assume progressivamente una dimensione del tutto diversa. E’ un personaggio a sé stante che sembra quasi agire ed interagire. Il modo con cui i protagonisti si confronteranno con la Natura circostante diverrà infatti essenziale nel corso dei sei episodi.
Sulla carta UNTAMED è un’idea originale. Si è già visto di tutto sugli agenti dell’FBI o della CIA, ma è la prima volta che al centro ci sono quelli dell’ISB, il corpo federale che indaga sui crimini commessi nei Parchi Nazionali statunitensi. Il punto di partenza è interessante, la vicenda e la location sanno poi catturare rapidamente lo spettatore. Si assiste così a due indagini parallele: la prima nel vasto territorio selvaggio di cui le inquadrature panoramiche ci restituiscono tutto l’aspetto incontaminato. La seconda, ben più profonda, esplora invece sia la psiche dell’investigatore, la sua ricerca di una pace interiore ed il fardello del suo passato, sia il tema più generale delle relazioni familiari, del dolore e della vendetta.
La serie fonde più Generi con abilità: percorre le atmosfere dei vecchi western, cita i Buddy Movie ed i Family Drama evitando sempre di cadere nei cliché. La storia è classica e la messa in scena è lineare ma la sceneggiatura ben scritta garantisce il giusto ritmo narrativo, tiene viva la curiosità e dosa abilmente suspense e colpi di scena fino alla fine. Dialoghi di qualità, mistero ed azione che si alternano con equilibrio danno infine alla serie, al di là dell’intrigo poliziesco, il giusto tocco di veridicità e intensità. Il cast è più che buono, Eric Bana senza eccedere in manierismi riesce a trasmettere le proprie emozioni interiori. Fra i ruoli di supporto spicca Sam Neil.
Non mancano certo i difetti propri della serialità: troppe sottostorie che confondono lo spettatore, spunti suggestivi che vengono troppo presto abbandonati e una lunghezza eccessiva. Pur con questi peccati veniali UNTAMED è però una Serie che merita di essere vista per la sua qualità ed originalità e … per Yosemite.
data di pubblicazione:29/07/2025
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