MISSIONE SHELTER di Ric Roman Waugh, 2026

MISSIONE SHELTER di Ric Roman Waugh, 2026

Jason Statham is back again con un nuovo Action Thriller. Missione Shelter è un film più che discreto, vigoroso e coinvolgente anche se costruito su un mare di cliché, di archetipi e di inverosimiglianze. Una realizzazione vecchia scuola che evoca estetiche, temi ed atmosfere dei film d’azione degli anni ’90. Un apprezzabile B Movie di una volta. Un film d’azione all’antica ma, nel suo genere, ben fatto.

Statham con la sua inespressività granitica è ormai al di fuori del tempo ed è infatti sempre uguale a se stesso. Pur nei limiti della sua recitazione fa però bene quel che fa, è convincente e raramente delude i suoi fan. Ha un suo indubbio carisma e si è scavato una ben definita nicchia nel lucroso mercato di questo tipo di film. È divenuto ormai un genere di sé stesso, uno Statham Movie. Film con budget ragionevole ma con redditività massimizzata. Per gli appassionati non si pone alcun problema, preferiscono infatti la familiarità delle vicende all’originalità. L’importante è che si rispettino tutti i codici dei film. L’uomo solitario e taciturno che si scopre essere stato un ex qualche cosa: truppe speciali, servizi, mercenario, killer oppure, meglio ancora, essere un mix di tutto quanto. L’uscita dall’anonimato avverrà solo per proteggere un innocente oppure per vendetta: azione, suspense, caccia all’uomo, sparatorie, scontri fisici e successo finale del giustiziere solitario. Una ricetta approvata e comprovata e sempre riproposta.

Missione Shelter va quindi visto non pensando alla veridicità della vicenda ma apprezzando solo il susseguirsi ben coreografato delle sequenze d’azione: fughe, inseguimenti, scazzottate e combattimenti con tutte le armi possibili. Lo spunto narrativo è di una prevedibilità rassicurante e la prima mezz’ora lascia anche intravvedere un certo spazio ai sentimenti e all’interiorizzazione fra l’eroe dal passato tumultuoso e la giovane vivandiera salvata dalle acque, ma questo approccio insolito viene presto abbandonato per il susseguirsi dei canonici eventi tumultuosi.

Waugh è un regista veterano dei film d’azione e non apporta né intende nemmeno apportare nulla di nuovo al Genere. Il suo lavoro è un prodotto abbastanza convenzionale. Un film più che discreto che procede per automatismi senza sorprese ma, tutto sommato, ben confezionato con la giusta professionalità. Efficace, con un ritmo incalzante e con buona qualità delle inquadrature.

Missione Shelter è quindi un film commerciale efficace, ben calibrato, ben orchestrato e costruito su misura per Statham. Pur restando sui sentieri battuti e ribattuti coglierà senz’altro le aspettative degli amanti del Genere e delizierà i fan dell’attore.

data di pubblicazione:20/02/2026


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THE RIP – Soldi Sporchi di Joe Carnahan, 2026 – NETFLIX

THE RIP – Soldi Sporchi di Joe Carnahan, 2026 – NETFLIX

The Rip non è certo il massimo dell’originalità ma rispetto alle altre produzioni delle Piattaforme merita di essere visto ed apprezzato per la coppia Ben Affleck-Matt Damon e perché ha un apprezzabile taglio e respiro cinematografico. Un vero film da cinema e non da TV!

Un Thriller-Poliziesco solido, efficace e adulto che gioca fin da subito con la tensione e con un registro morale e visivo assai cupo. Uno di quei buoni film noir di medio budget ma con bravi interpreti e discreti registi che alcuni decenni fa tanto piacevano al pubblico ed agli appassionati.

Il lavoro di Carnahan non reinventa certo il Genere né pretende di farlo. Il suo vero merito è prendere una vicenda più che conosciuta e riempirla con equilibrio di situazioni ben disegnate: volti, tensioni, ferite morali e violenza incombente. Un cinema di Genere che percorre strade già battute ma lo sa fare con ritmo, abilità, protagonisti di livello, bravi secondi ruoli e sostenuto da una sceneggiatura ben scritta e ben articolata.

Lo spunto iniziale dell’uccisione del comandante della squadra narcotici di Miami e dell’inchiesta successiva apre all’ipotesi di corruzione nell’ambiente della polizia, ad accuse e sospetti di collusione. Un classico per il Cinema, il regista però sa farne uno studio su paranoia, cupidigia e fiducia di gruppo che si incrina. Trasforma la situazione in un gioco ove ci si domanda non tanto chi è il traditore ma quanto ci vorrà prima che la squadra si spezzi per la fascinazione di tenersi il malloppo del cartello della droga trovato inaspettatamente durante un sopralluogo. Il conflitto non sarà il denaro in sé e per sé ma ciò che il poterlo avere attiva nei meandri della mente di ciascuno. Ognuno ha un motivo per prendersi i soldi e per dubitare dell’altro compagno di squadra.

Lo Script non evita tutti i luoghi comuni ma Carnahan tiene il polso fermo e non perde di vista l’essenziale: gli effetti del dubbio. Con una direzione asciutta e priva di compromessi mantiene con efficacia ritmo e tensione. Restituisce senza fronzoli le atmosfere di paranoia sullo sfondo di una Miami periferica, cupa e notturna. Privilegia i chiaroscuri, gli ambienti chiusi e le vie buie. L’azione non manca ma è priva di spettacolarità e dosata in modo che abbia solo valore narrativo e non sia solo fine a sé stessa. Ancora una volta la coppia Affleck-Damon funziona, sostiene il film e recita in ottima sintonia in un gioco alternato di ambiguità, eccessi e sfumature. Buono il gruppo dei secondi ruoli.

The Rip pur con piccole incoerenze è dunque un Thriller che funziona fino alla fine. Un piccolo Poliziesco efficace, solido, ben interpretato e guidato con mano esperta. Un film che si lascia vedere e non deluderà gli appassionati.

data di pubblicazione:16/02/2026


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CRIME 101- La strada del crimine di Bart Layton, 2026

CRIME 101- La strada del crimine di Bart Layton, 2026

Crime 101 è un ottimo film di Genere, un eccellente Thriller-Poliziesco ad alta tensione, ritmato, asciutto, efficace, elegante, coinvolgente e visivamente impeccabile. Al contempo anche Cinema Commerciale di buona fattura e molto convincente

Tratto da un racconto di Don Wislow Crime 101 è il primo vero lungometraggio di Layton già collaudato sceneggiatore e documentarista. L’autore passando dietro la cinepresa conferma di possedere anche un’apprezzabile maestria tecnica e capacità di ben governare racconto ed azione. Siamo in un film fra il Poliziesco ed il Noir, un film adrenalinico, duro, diretto ed efficace con notevoli tratti di eleganza nella struttura e nella messa in scena. Layton non lascia nulla al caso, si ispira e si misura chiaramente con i Canoni del Genere, con la tradizione del noir americano e con le atmosfere di alcuni grandi classici polizieschi hollywoodiani degli anni ’90. Uno su tutti Heat di Michael Mann. Il regista sa però ben aggiornare gli archetipi adattandoli ad una sensibilità emotiva più attuale restituendoci anche le ambiguità del mondo del crimine tipiche dei romanzi di Wislow.

Un Noir Contemporaneo ove i confini fra Legge e Crimine sono molto tenui. L’autore miscela sapientemente le varie componenti, le fonde con gli schemi altrettanto popolari del sottogenere degli Heist Movie e il risultato è un cocktail molto gradevole con la ciliegina di un ottimo finale. Un percorso forse furbo ed ambizioso ma il risultato è efficace, non convenzionale, ricco di emozioni e coinvolgente. L’occasione per unire all’azione anche una riflessione psicologica ed esistenziale sulla fragilità dei protagonisti che per ambizione, sopravvivenza, sogni o delusioni sono tutti pronti a trasgredire. Tutti alla ricerca di una propria dimensione e di un’opportunità per rifarsi una vita.

Crime 101 ha certamente qualcosa in più rispetto ai film similari usciti negli ultimi anni: una sceneggiatura ben strutturata, una messa in scena molto accurata, un montaggio tagliente, un ritmo incalzante ed una Los Angeles insolita, notturna e spersonalizzata superbamente filmata. Il Cast poi fin nei ruoli più marginali è perfetto e professionale. Finalmente una buona opportunità recitativa per Chris Hemsworth fuori dagli stereotipi dei supereroi Marvel. Come lui anche un intenso Mark Ruffalo e Halle Berry. Fa loro da contraltare come una furia Barry Keogham ormai talento confermato.

Crime 101 è dunque un film che dà nuova vitalità al Genere. Un Thriller-Poliziesco Contemporaneo ambiguo fino al finale. Un prodotto di alta qualità che senza effetti speciali mantiene le promesse attese dagli appassionati e dal pubblico generico e li farà felici per le due ore di spettacolo.

data di pubblicazione:12/02/2026


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SENTIMENTAL VALUE di Joachim Trier, 2026

SENTIMENTAL VALUE di Joachim Trier, 2026

Sentimental Value è un film molto bello. Un lavoro sofisticato che conferma la sensibilità e la bravura di Trier. Un film di alta scrittura ed alta recitazione in una struttura solidissima che si pone a pieno titolo tra i favoriti agli Oscar.

Un dramma psicologico molto nordico ma altrettanto universale. Una riuscita rappresentazione di una vicenda familiare. Tre generazioni di non detti, risentimenti, sensi di colpa ed incapacità di esprimere le proprie emozioni confluiscono e si rispecchiano nella storia della casa di famiglia che ne custodisce i ricordi. Un tema caro alla tradizione artistica scandinava che rimanda ad Ibsen e a Bergman. Trier però ha una mano più lieve del suo Maestro, una visione meno cupa e una sensibilità più coerente con i nostri giorni. Gestisce la vicenda con i giusti tempi e i giusti toni e sa stemperare la tensione con una sapiente alternanza di dramma e leggerezza che ricorda a tratti anche Woody Allen.

Lo spunto è apparentemente convenzionale. Al funerale della madre due sorelle restano sconvolte nel rivedere il padre rinomato regista che le aveva abbandonate ancora piccole per dedicarsi tutto al Cinema. Intenderebbe ora usare la casa per ambientarvi un film autobiografico e proporre alla figlia maggiore, apprezzata attrice, la parte della protagonista. Tutto parte dal rifiuto della figlia che non riesce a perdonare il padre.

Pur nella prevedibilità degli sviluppi i protagonisti diventano materiale narrativo per Trier che li osserva, li rende vivi ed autentici ma non li giudica. Quattro personaggi (il padre, le figlie ed una giovane attrice americana) più un quinto che appare fin dall’inizio e che tutti li rispecchia: la Casa! Un luogo bello, amato e carico di vite vissute. Set cinematografico tramite il quale si dipanerà l’ammasso di incomprensioni perché il Cinema come l’Arte consente con la finzione di sublimare i traumi con funzione catartica e redentiva.

L’autore affronta i temi a lui cari: i rapporti familiari, la memoria, i tormenti dell’anima e del processo creativo. Ha un suo stile originale di scrittura, ritmo, scansione del racconto, uso dello spazio, del tempo, dei colori e della luce. I primi piani ed i piani sequenza non sono estetismo ma parte attiva della sua narrazione. Filma in modo classico ma gioca con un montaggio dai tagli netti e con ellissi narrative audaci. La direzione è eccezionale grazie anche ad un quartetto di interpreti bravissimi ed intensi. Su tutti Stellan Skargard e Renate Reinsve.

Sentimental Value è un lavoro profondo, raffinato, coinvolgente e con un finale splendido. Un film molto particolare per contenuti ma di gran qualità e talmente bello e fascinante da renderlo apprezzabile anche dal grande pubblico.

data di pubblicazione:07/02/2026


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OTTIMO

LAVOREREMO DA GRANDI di Antonio Albanese, 2026

LAVOREREMO DA GRANDI di Antonio Albanese, 2026

Lago d’Orta. Una sgangherata compagnia di amici – Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese – si ritrova per festeggiare l’uscita di prigione di Niccolò Ferrero, figlio di uno di loro. Tornando a casa in auto a tarda notte e alticci urtano qualcosa o qualcuno. Inizia una surreale deriva notturna fatta di eccessi, imprevisti, incontri e decisioni assurde…

Albanese si è guadagnato all’interno del Cinema Italiano un proprio spazio autoriale per stile, qualità e capacità di tenere insieme sorriso e malinconia. Un cinema, il suo, intelligente, garbato, ben scritto e ben diretto, mai banale e con al centro personaggi fragili e contraddittori ma pur sempre umani. Il regista continua ad osservare la realtà e con Lavoreremo da grandi ci racconta una nuova bella storia ambientata, questa volta, in un contesto lacustre. Un ambiente immobile, una realtà ancora semplice e bonaria, in cui non succede mai nulla. Un microcosmo isolato e immutabile su cui aleggia un lieve sentore di follia collettiva.

Con un approccio a tratti quasi teatrale per scenografie, unità di luogo e di tempo l’Autore racconta, tra colpi di scena, situazioni paradossali e personaggi bizzarri, la notte assurda vissuta dai quattro scombinati perdigiorno. La concezione del tempo si identifica con la durata del film, tutto avviene nell’arco della notte e la via d’uscita si paleserà con le prime luci dell’alba. Una storia surreale e imprevedibile, perfetta metafora ironica di una piccola umanità di inconsapevoli perdenti che, pur tutto cambiando, restano sempre uguali a sé stessi non sapendo o non volendo cogliere le occasioni per darsi una scossa. Forse ce la faranno ma un giorno…da grandi!

La sceneggiatura, i dialoghi, le location sono come dovrebbero essere. La messa in scena ci restituisce i vezzi, gli oggetti e le atmosfere di un piccolo mondo. Il ritmo è incalzante e il montaggio alterna sapientemente piccoli momenti di ilarità ad altri più seri e riflessivi. Albanese dirige con mano salda e si conferma attore di qualità, preciso nella sua interpretazione dolente ed ironica. Lo circonda un cast credibile di attori e caratteristi affermati, di volta in volta impacciati, stralunati, sempre sinceri. Un film corale in cui tutti sono giusti nei vari ruoli. Un lavoro ironico, piacevole e mai banale che ricorda le atmosfere dei libri di Piero Chiara e Andrea Vitali.

Lavoreremo da grandi è una commedia malinconica e divertente che si segue con piacere e usa il sorriso come elemento di analisi della realtà rappresentata. Un film ben fatto, dolceamaro ma che diverte, efficace e leggero ma che proprio nella sua leggerezza ha la sua forza.

data di pubblicazione:04/02/2026


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