Dopo un’estate torrida, dal punto di vista cinematografico poi ancor più triste del solito a causa dell’assenza di film di qualità perfino sulle varie piattaforme, mi ha colpito una recente sorpresa.

La potente, ma già scricchiolante, Netflix ha appena deciso di proporre fra le sue tanto banali opzioni, ben 5 classici del Cinema! Cinque film di Renoir!! “Jean Renoir è il più grande cineasta del mondo” asseriva François Truffaut, uno che sapeva bene quel che diceva.

L’occasione mi ha dato quindi lo spunto per segnalarvi anche un Jean Renoir scrittore sensibile e delicato. Si tratta di un suo bel libro uscito non molto tempo fa per i tipi di Adelphi: Renoir mio padre. La vita quotidiana e familiare di Pierre Auguste Renoir il grande pittore impressionista raccontato con prosa arguta ed abili pennellate, quasi con taglio cinematografico, da uno dei più grandi registi: suo figlio.

Una biografia ed una testimonianza che fa rivivere con amore e pochi sapienti tocchi un uomo, un artista, un mondo, un’epoca e le tante atmosfere. Jean Renoir scrive come dirige, così come crea un film: con talento, con una grande raffinatezza stilistica e psicologica e, soprattutto, con leggerezza, ironia e gusto. Cioè con quello stesso stile rapido e delicato che sarà anche la cifra dei suoi film migliori. In ogni riga traspare l’amore e l’ammirazione per quel padre e per il suo genio artistico. Uno sguardo sensibile di un artista, che è cineasta, verso un altro artista, che è pittore. Due Maestri dell’Immagine, entrambi attenti a ciò che il loro occhio interiore vede ed a ciò che ne provano sensibilmente. Al centro del racconto c’è l’uomo, un uomo imperfetto con tante contraddizioni ma buono ed onesto. Un uomo che ha vissuto a cavallo di due Mondi: nato nel 1841, morirà nel 1919 dopo la carneficina della Grande Guerra, in una realtà già moderna, in un mondo che ormai correva verso la Società della produzione e dei consumi di massa.

Un artista ed un artigiano della pittura, un anticonformista la cui forte personalità e sensibilità umana e pittorica si è impressa fortemente sui suoi figli. Jean Renoir sa riproporre con lo stesso stile dei suoi film: una scrittura semplice ed a tratti stupefacente i vari ambienti familiari, gli aneddoti che vedono coinvolti anche gli amici di casa: Monet, Pissarro, Morisot, Degas … La sua penna è veramente come una cinepresa, scrive come se stesse dirigendo … ed ecco allora scorrere, come sullo schermo, i paesaggi, la vita pubblica, la Società, le vicende politiche, il padre, l’artista, l’effervescenza dell’ambiente artistico, i luoghi, le donne, le modelle.

Un libro piacevole da leggere che ci fa scoprire anche il gusto di un’epoca più lenta e più semplice ed il privato intimo di sommi artisti. Finito il libro avrete sicuramente voglia di gustarvi un buon vecchio film di Renoir figlio oppure di correre a rivedere i quadri di Renoir padre. Quale che sia la scelta, non male come effetto speciale per un piccolo libro.

data di pubblicazione:22/09/2022

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