L’ENIGME VELAZQUEZ di Stéphane Seriat, 2025

L’ENIGME VELAZQUEZ di Stéphane Seriat, 2025

(20ª FESTA del CINEMA di ROMA 2025)

Velàzquez (1599/1660) pittore dei Re e degli umili pur universalmente apprezzato è però ai margini della memoria e dell’immaginario collettivo. Come mai questa anomalia della cultura di massa per un artista che ha influenzato generazioni di pittori fino ai nostri giorni?…

Diciamolo subito non è un Biopic ma un documentario! O meglio un dialogo sull’Arte. Terzo capitolo del trittico di documentari su tre Maestri “particolari” presenti nel Museo del Prado: H. Bosch, F. Goya ed appunto Velàzquez. Tre artisti che hanno in comune, oltre alla genialità, l’alone di mistero che nasconde le loro personalità dietro lo schermo della loro arte.

Come tutti i grandi anche l’artista spagnolo fugge ad ogni possibile definizione. È proprio questo il mistero che guida la ricerca del film e ne definisce i contorni. Analizzare l’estetica del pittore, riflettere sulla particolarità di molti dei suoi quadri e mettere in evidenza la sua influenza su generazioni di grandi artisti: Manet, Dalì, Picasso e Bacon. Il regista prova a trovare una risposta con un approccio sensibile ed erudito ma mai astruso avviando un viaggio, una passeggiata nel Tempo e fra le opere di Velàzquez. Evidenzia le influenze che il pittore ha ricevuto e quelle che ha esercitato sugli altri. Ci illustra il contesto storico, sociale e culturale in cui l’artista è vissuto e ci fa ascoltare i pareri di storici, antiquari, artisti, registi e restauratori. Perché piacque e piace ancora? Perché fu collezionato? Perché dimenticato e poi rivalorizzato? Quale la prospettiva morale dei suoi lavori? Quali le tecniche usate e l’evoluzione della sua opera?

Un viaggio destrutturato ma coinvolgente al cuore di un artista, esaltandone la modernità ed il taglio quasi cinematografico nella messa in scena delle sue realizzazioni, il senso della composizione e l’abilità di giocare con gli sguardi. In particolare proprio l’attualità del suo uso cosciente del Potere dello Sguardo, della collocazione dei punti focali dei suoi dipinti e di saper cogliere la verità dei soggetti ritratti

L’énigme Velàzquez è un viaggio interessante, una rappresentazione senza fronzoli, un documentario di fattura classica. Ha qualche momento di incertezza fra i possibili diversi approcci: reportage? film pedagogico? o solo promozionale per il Museo madrileno? ma è tipico dei documentari d’arte. Un lavoro apprezzabile che certo non rivoluzionerà il sottogenere ma che ha il merito di consentire agli appassionati di rivisitare le opere di un grande Maestro e per tutti gli altri di scoprire o riscoprire uno dei pittori più significativi della Storia dell’Arte.

data di pubblicazione:18/10/2025








L’ENIGME VELAZQUEZ di Stéphane Seriat, 2025

EDDINGTON di Ari Aster, 2025

(20ª FESTA del CINEMA di ROMA 2025)

Eddington immaginaria cittadina nel New Mexico. Nella drammatica fase iniziale del Covid lo sceriffo J. Phoenix è in contrasto con il sindaco uscente P. Pascal. La loro rivalità, arricchita da vecchi rancori per E. Stone moglie dello sceriffo, sfocerà in un conflitto che coinvolgerà tutti…

Presentato già a Cannes ’25 dove ha diviso critica e pubblico ecco alla Festa la quarta opera del giovane idolo del Cinema Indie. Aster dopo aver rielaborato i codici dell’horror onirico e del dramma psicologico lascia il Fantastico per affrontare di petto la Realtà: l’angoscia dell’America attuale. Non c’è infatti alcun bisogno di ricorrere ai mostri, l’orrore è già tutto nella bestialità umana, nella società stessa e nel suo quotidiano. Un’America ripiegata su di sé, legata al culto delle armi, polarizzata fra opposte fazioni, Trumpismo, teorie complottiste, verità alternative, tensioni raziali, Wokismo e fautori del M.A.G.A. Un film sulla paura. Paura dell’altro, della verità e della realtà. Il Covid è solo un pretesto narrativo per evidenziare la paranoia di una nazione sul punto di implodere oppressa dalla violenza, dalla diffidenza e dall’ipocrisia ed appena sorretta ancora da una labile apparenza di ordine.

Il regista inquadra la vicenda nella maniera di un Neo-Western. Si destreggia infatti con i codici classici del Genere, evoca il mito fondativo della conquista dell’Ovest e restituisce con amarezza ciò che il Grande Paese è divenuto oggi. Il Sogno Americano trasformatosi in un incubo. Un western che si rifà ai Coen ed anche a Tarantino segnato come è da un feroce humour nero e dalla violenza. Una satira politica, una commedia nera che poi deborda in un thriller allucinante. Un mero pretesto per rappresentare, senza fare diagnosi o offrire soluzioni, il collasso di una Democrazia minata dalla sfiducia e da una violenza congenita.

Nessun personaggio è gradevole, nei panni dell’antieroe Phoenix è ottimo e porta tutto il film sulle sue spalle, gli altri attori, pur bravi, sono sacrificati in ruoli marginali. Eddington è certo un lavoro ambizioso ed anche interessante che sviluppa troppi temi ed alla fine pur mantenendo costante la tensione resta però schiacciato sotto il proprio stesso peso. La narrazione si fa incoerente, diviene caotica e sembra priva di una visione d’insieme. Il film risulta infatti troppo lungo, disordinato e intricato sia visivamente sia narrativamente. Peccato! Un’idea interessante, un gran lavoro ma il risultato è opinabile ed avrebbe di sicuro guadagnato con una maggiore concisione ed un miglior montaggio. Un’occasione non sfruttata in pieno.

data di pubblicazione:16/10/2025







A HOUSE OF DYNAMITE di Kathryn Bigelow, 2025

A HOUSE OF DYNAMITE di Kathryn Bigelow, 2025

Il conto alla rovescia per la catastrofe è iniziato! Un missile nucleare di provenienza ignota, forse Nordcoreano, colpirà Chicago. Occorre decidere come reagire entro diciotto minuti prima dell’impatto…

Presentato in concorso a Venezia ’25 A House of Dynamite esce ora in sala per passare poi su Netflix. In linea con i suoi ultimi film la Bigelow ripropone un thriller politico/militare che illustra le dinamiche del potere negli USA.

Questa volta non siamo più sul campo di battaglia ma direttamente nelle centrali operative fra vertici militari, esperti e lo stesso Presidente. Nel mirino della regista sono i processi decisionali di chi è chiamato a valutare cosa fare nelle emergenze. La cineasta ci immerge infatti letteralmente all’interno di più cellule di crisi chiamate ad affrontare il problema e prendere una decisione sotto la spada di Damocle di un’esplosione atomica imminente. La regista ha l’astuzia narrativa di frammentare l’azione in tre parti riproponendo gli stessi attimi cruciali da differenti punti di vista: analisti, militari e Governo. Ogni visione conferma e rinforza l’ineluttabilità dell’evento. L’urgenza lascia poco spazio per sentimenti personali o sprazzi di umanità. Nulla e nessuno è nei fatti pronto ad affrontare la tragica realtà con lucidità, nemmeno il Presidente degli Stati Uniti.

Sembra un film distopico o di fantascienza, ma al contrario più il film procede più il suo realismo ci colpisce, avvolge e sconvolge e ravviva vecchie e sopite paure degli inizi dell’era atomica. Il pericolo incombe in effetti oggi più di ieri eppure nessuno ne parla o ci pensa come se vivessimo spensieratamente in una casa piena di esplosivo instabile in cui l’impensabile ma pur sempre possibile non debba mai avvenire.

A House of Dynamite è un film più che discreto, interessante e ben diretto con una regia dinamica ed incisiva, un ritmo ed un montaggio incalzanti e frenetici. Il cast di tutta efficacia rende credibile l’azione. Una denuncia sofisticata. Un thriller politico mozzafiato che solletica lontani ricordi del Dottor Stranamore, ma non c’è più da sorridere!

data di pubblicazione:13/10/2025


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UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA di Paul Thomas Anderson, 2025

UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA di Paul Thomas Anderson, 2025

Bob (L. DiCaprio) vive sotto falsa identità con la figlia adolescente Wilma (C. Infiniti) in un posto sperduto. Sedici anni prima militava in un gruppo rivoluzionario con la compagna Perfidia (T. Taylor). Il gruppo è stato però sbaragliato dai soldati del colonnello Lockjaw (S. Penn). Perfidia è scomparsa nel nulla e lui fuggito con la figlia neonata. Lockjaw è però di nuovo sulle loro tracce. Bob pur imbolsito da alcool e droga dovrà tornare in battaglia…

T. Anderson, a poco più di 50 anni e con soli 10 film all’attivo, è un Grande Maestro del Cinema. In assoluto uno dei migliori autori del Nuovo Cinema Americano! Nei suoi quasi 30 anni di successi non ha mai cessato di diversificarsi confrontandosi ogni volta con nuovi temi e generi. Con Una battaglia dopo l’Altra il regista si cimenta con un film che sembra quasi un Blockbuster e affronta con dovizia di mezzi ed “approccio commerciale” territori inesplorati. Diciamolo subito: Una scommessa vinta! PTA sa quello che vuole e lo sa fare. Fonde più generi: il Pamphlet Politico, l’Action Movie, il Road Movie, il Revenge Movie, il Dramma Familiare e la Commedia. Li amalgama poi in uno spettacolo e in un genere completamente nuovo. Stupefacente ed audace. Vero Cinema!

Una riflessione sull’America di oggi, sull’involuzione della democrazia, uno sguardo su una Società spaccata fra utopie generose ed un crescente riflusso repressivo. Un militarismo strisciante, i Suprematisti Bianchi e le problematiche degli immigrati. Intelligentemente PTA si serve di questo amalgama solo come scenario di fondo per intrecciarvi una storia/messaggio tenera ed ironica sull’amore padre-figlia, sulla trasmissione degli ideali, sul suo Antieroe. Un ex rivoluzionario sballato come un Grande Lebowsky redivivo che torna con difficoltà in azione per sottrarre la figlia dalle grinfie del Colonnello e delle sue truppe. Così facendo l’Autore crea un corto circuito temporale: il Passato si integra con il Presente per preparare la via ad un Futuro di nuove battaglie però con uno spirito rivoluzionario più maturo.

Tre ore di spettacolo fluido senza mai un calo di qualità, ritmo e tensione. Quasi un doppio film. Una prima parte che descrive a velocità battente gli antefatti, le azioni rivoluzionarie, la storia d’amore e militanza fra Bob e Perfidia, le ambiguità. Poi come in un lungo flashforward siamo 16 anni dopo in un angolo sperduto nel nulla ed il film corre verso il suo vero obiettivo centrandosi tutto sulla relazione tra padre e figlia e sul necessario ritorno all’azione. La narrazione è sempre lineare, il ritmo ed il montaggio sono incalzanti e la messa in scena perfetta. Splendidi i piani sequenza ed i virtuosismi tecnici delle riprese che danno uno spessore di assoluta autenticità.

Una battaglia dopo l’altra è visualmente sublime. Girato in Vista Vision esalta la fotografia e le riprese. Resterà negli annali la splendida sequenza dell’inseguimento in auto in un saliscendi continuo fra le colline ondulate. Un alternarsi di piani ravvicinati ove la strada appare e scompare in un crescendo di tensione da Hitchcock redivivo. Geniale!  Il cast è solido e perfetto. Eccezionale la caratterizzazione da parte di Penn, bravo B. Del Toro.

Pur sotto le vesti di un prodotto commerciale Una battaglia dopo l’altra non deroga affatto dalle caratteristiche di qualità ed autorialità dei lavori di PTA. Ancora una volta un risultato splendido! Un film di un grande Autore e di buoni attori destinato in assoluto alla gioia degli amanti del Vero Cinema. E… sicuramente a farsi spazio, una battaglia dopo l’altra, nella corsa per gli Oscar.

data di pubblicazione:25/09/2025


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COME TI MUOVI SBAGLI di Gianni Di Gregorio, 2025

COME TI MUOVI SBAGLI di Gianni Di Gregorio, 2025

Di Gregorio è un agiato professore in pensione. Vive come desidera: da solo, tranquillo senza obblighi, ha una bella casa in Trastevere, è accudito da un domestico efficiente, ha degli amici ed anche un’opportunità sentimentale con Giovanna (I. Forte). Questa tranquillità viene però sconvolta dall’improvviso rientro dalla Germania della figlia (G. Scarano) che in crisi coniugale gli piomba in casa con i due irrequieti figli. Il professore dovrà affrontare il Caos. Scoprirà però che…

Dal folgorante esordio nel 2008 con Il Pranzo di Ferragosto Di Gregorio si è ormai guadagnato all’interno del Cinema Italiano un proprio spazio autoriale di eccellenza per stile e qualità. Un Cinema il suo quasi d’altri tempi: garbato, delicato, ben scritto e ben diretto. Sempre leggero e semplice, mai furbo o banale, il regista continua ad osservare con il suo sguardo distaccato e dolcemente ironico la piccola gente e quella romanità di una volta: placida, bonaria ed arguta. La commedia umana nel quotidiano, le tante sfaccettature e la poesia della Normalità.  

Con Come ti muovi sbagli l’autore ci racconta una nuova bella storia di gente normale con toni educati e con una delicatezza tale che i suoi echi ci restano dentro a lungo. Un gioiellino teneramente malinconico ed ironico, fatto non tanto per ridere ma per accennare un sorriso affrontando i temi seri al centro della vicenda. Un ritratto sensibile della Terza Età in cui si può trovare ancora un’occasione per cogliere sia le opportunità che le responsabilità della Vita. Le riflessioni di un uomo dal cuore puro e consapevole dei propri limiti che non cerca affatto risposte dogmatiche ma che inaspettatamente ritrova proprio nel Caos in cui è precipitato le ragioni per rivalutare alcune sue scelte pregresse. Vivere una vita serena in solitudine o piuttosto una vita condivisa, ansie e gioie comprese, con chi si ama (famiglia, nipoti o futura compagna che sia). Non c’è nessuna idealizzazione delle scelte. Ognuna, con il cambiamento che comporta, è connessa proprio all’ineluttabilità della riscoperta dell’amore la cui forza, pur nelle sue varie forme, restituisce un senso ad una vita.

Di Gregorio non aspira a grandi narrazioni o al Dramma, vuole solo evidenziare con levità come una circostanza possa arrivare ad incidere sull’esistenza, fin lì equilibrata, di una persona qualunque. È molto bravo ad evitare con la sua tipica arguzia di scadere nel sentimentalismo ed usa i toni della Commedia non come fuga dalla Realtà ma come elemento di analisi della Realtà stessa.

Pur nella semplicità il suo è un piccolo film perfetto: storia, regia e interpreti principali. I secondi ruoli e la trama secondaria, quasi una fiaba, servono poi ad amplificare ulteriormente i temi e le emozioni al centro della vicenda. Come ti muovi sbagli è ancora una volta un prodotto tanto leggero quanto apprezzabile e ben fatto. Un buon film di sentimenti e di emozioni.

Ad averne di piccoli autori come Di Gregorio!

data di pubblicazione:11/09/2025


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