Si preannuncia una nuova serie di polizieschi ambientati in Francia a firma di Pierre Martin. Dietro questo nome che più “francese” non può essere, si cela in realtà ancora una volta, un autore tedesco che con questo pseudonimo ha già firmato dieci gialli di gran successo in Germania. Tutti ruotano attorno alla figura di Madame le Commissaire, il Commissario Isabelle Bonnet, alla Provenza, alla Costa Azzurra ed alle indagini. Il vero “giallo” sarebbe in realtà poter scoprire se questo nuovo “nom de plume” nasconda sempre lo stesso scrittore tedesco che firmandosi Jean Luc Bannalec ha già inanellato successi e successi con le inchieste del Commissario Dupin in terra di Bretagna e di cui abbiamo già recensiti i primi tre volumi. Le affinità narrative sono veramente tante ed è quindi facile pensare a lui come primo sospettato, potrebbe però anche essere sua moglie che sviluppa il coté femminile di una ricetta vincente. Oppure un’altra scrittrice che si è inserita nel ricco filone? Vedremo. Sia quel che sia, la ricetta “indagini poliziesche, contesti ed atmosfere incantevoli e poi cucina e colore locale”, vale a dire “mistero e turismo” funzionano ancora molto bene, soprattutto se lo sfondo è quello francese, la Provenza in particolare, se le trame sono poi anche costruite con garbo, intelligenza, vivacità ed ironia e se ancor più l’io narrante ed indagante è una donna.

Al centro di questo primo romanzo (dei due appena pubblicati in italiano) è, per l’appunto, Isabelle Bonnet ex capo della squadra antiterrorismo di Parigi che, costretta ad un periodo di riposo per ritemprarsi dopo le ferite riportate nello sventato attentato al Presidente Francese, torna in un delizioso paesino provenzale, nell’entroterra della Costa Azzurra. Invece che riposarsi, si trova, per ordini superiori, coinvolta nelle indagini su un delitto avvenuto proprio nella piccola cittadina. Abituata a ben altro, sembrerebbe una temporanea sinecura per un banale delitto di provincia. La realtà si scopre essere ben diversa e l’inchiesta si fa intrigata e coinvolgente.

Questo primo capitolo ci presenta una protagonista tanto insolita e riluttante quanto altresì interessante e ben caratterizzata nelle sue sfaccettature e psicologie. Un’ancor giovane donna “vissuta”, brillante, volitiva e disinibita. Il libro ha il leggero fascino del poliziesco classico basato sul ragionamento investigativo piuttosto che sull’azione o sull’intreccio. Quasi un’inchiesta vecchia maniera ove l’interesse è tutto sui fatti, sulle deduzioni, sulle indagini e sui luoghi … la Provenza.

Come dicevo il “rimando” ai libri di Bannalec ed al suo commissario Dupin sorge spontaneo, stesso stile da buon vecchio giallo, indagine e lento processo di disvelamento della realtà frutto di logica ed intuizione. Però tanto il commissario Dupin è “maigrettianamente” serio e rigido, tanto è invece dinamica, duttile, intuitiva ed ironica madame le commissaire Bonnet.

Dunque un gradevole poliziesco con personaggi tutti ben caratterizzati e reali nelle loro sfaccettature ed azioni, un buon intrigo ed un’ottima ambientazione. Un piccolo polar ben scritto, un romanzo di puro intrattenimento a tratti anche ironico e dal ritmo pacato che, senza pretese particolari, mantiene le sue promesse: agganciare il lettore fino al finale brillante e non scontato ed offrire qualche ora di svago. Sarà interessante vedere come evolverà Madame le Commissaire.

data di pubblicazione:05/05/2022

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