L’AGENTE SEGRETO di Kleber Mendonça Filho, 2026

L’AGENTE SEGRETO di Kleber Mendonça Filho, 2026

Brasile 1977. Wagner Moura ex ricercatore universitario è inseguito da due killer per aver resistito alle pressioni di un industriale colluso con il Regime. Si rifugia a Recife con altri oppositori. Rivedrà il figlioletto allevato dai nonni materni, cercherà di rifarsi una nuova vita…

L’Agente Segreto è un’opera densa, ambiziosa, complessa e talora dispersiva ma sempre di forte intensità visiva. Un’esperienza cinematografica significativa, una straordinaria immersione nel Brasile del regime militare degli anni ’70. Un film di grande virtuosità!

Giustamente premiato a Cannes ’25 per la Migliore Regia e per il Migliore Attore il film di Mendonça è un Thriller Politico paranoico, appassionante, poetico e stravagante. Una denuncia politica. Un tuffo vertiginoso negli anni cupi della dittatura in cui gli stilemi dei film di spionaggio si frappongono e si fondono anche con altri generi: satira, grottesco surreale, realismo magico e anche una strizzatina d’occhio al cinema hollywoodiano.

Un lavoro ad incastri e su più strati. La narrazione procede per ellissi narrative, alterna Passato e Presente, ricordi e testimonianze e flashforward. Un affresco affollato di vicende talora appena accennate che esplora come la Vita si organizzi sotto un regime e si interroga su come agire in una dittatura: resistere, sottomettersi, partecipare? Quando i valori generali sono annullati, come riuscire a vivere solo con i propri? Una vera ode alla Vita e alla resistenza: momenti di festa, serate fra amici in clandestinità, intermezzi amorosi e affettivi. Il film coglie ogni manifestazione di una vitalità che palpita più che mai nonostante l’atmosfera opprimente e la paura. Una riflessione su un Passato che è passato troppo facilmente e su una dittatura che si vuol fare sparire troppo velocemente dalla memoria collettiva. Un messaggio universale e al contempo una fede infinita da parte del regista nella capacità del Cinema di far rivivere ciò che non c’è più.

Moura poi è bravissimo, sostiene il film dall’inizio alla fine con una recitazione sobria, fluida e contenuta. Attorno a lui un coro di ottimi secondi ruoli.

L’Agente Segreto è un film fiume di 160 minuti che non annoia mai e ci invita a perderci in lui e a lasciarci trasportare dal suo flusso narrativo e viverne le tante vicende. A immergerci nella sua estetica accurata, nei tanti dettagli, nelle ambientazioni d’epoca, nei piani sequenza e nelle variazioni dei toni di colore della fotografia. Un ottimo lavoro di messa in scena, di regia e di sceneggiatura.

Un’opera certo complessa ma destinata a restare nel cuore tanto ottima è la sua qualità visuale e profonda la riflessione che genera.

Giustamente dopo Cannes ha riportato anche 4 significative Nomination per gli Oscar: Film, Attore, Film Internazionale e Casting. Non tornerà di sicuro a mani vuote!

data di pubblicazione:28/01/2026


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LA SCELTA DI JOSEPH di Gilles Bourdos, 2026

LA SCELTA DI JOSEPH di Gilles Bourdos, 2026

Vincent Lindon ingegnere edile sposato e padre di due figli è uomo affidabile sul lavoro e nella vita. Eppure una notte, alla vigilia di un momento professionale impegnativo, dopo una telefonata sul lavoro, lascia d’un tratto il suo cantiere e sale in macchina da solo, destinazione Parigi…

Un film inconsueto, minimalista, teso e avvincente interpretato da un Lindon straordinario al massimo della sua abilità interpretativa! La scelta di Joseph remake francese di Locke (2013) e già presentato alla Festa di Roma 2024 esce finalmente in sala.

È notte, nel cantiere l’attività è al culmine. A breve ben 130 betoniere effettueranno una delicatissima e contestuale colata di cemento. Il Responsabile riceve una telefonata e subito abbandona il suo posto. Prende la sua auto che non lascerà più per i 76 minuti che durerà il viaggio per Parigi ed il film stesso. Unico sottofondo i fari lungo la strada ed il cellulare che squillerà di continuo.

Il regista ci racconta questa storia in Unità di Luogo (la macchina), di Tempo (la durata del viaggio) e di Interprete. Una scelta essenziale quasi metafisica ove tutto sembra irreale, sospeso ed avviene lontano dall’autovettura. Il protagonista affronterà nel tragitto urgenze intime e professionali drammatiche che si incrociano e si sommano: rassicurare, consolare, coordinare e risolvere criticità. L’approccio di Bourdos può sembrare paradossale, una decisione audace e radicale ma è all’altezza della sfida e riesce a tenere lo spettatore con il fiato sospeso senza mai annoiarlo fino alla fine. Ci riesce grazie alla intensità espressiva di Lindon. Un ruolo tagliato per lui, questo uomo qualunque serio ed integro che davanti ad una scelta difficile è pronto per coraggio e senso di responsabilità a mettere in gioco tutto quello che ha realizzato.

Il regista costruisce un Thriller Esistenziale con tensione e ritmo serrati e in crescendo fino all’ultima scena. Un dramma coinvolgente che non scivola mai nel melodramma o nel patetismo. La sceneggiatura è ben calibrata e sorretta da un montaggio perfetto e da dialoghi rifiniti e soprattutto reali. Al centro di tutto c’è ovviamente Lindon. L’attore giusto per rendere le sfaccettature e contraddizioni del personaggio. Capace di farci cogliere i propri conflitti interiori e percepire anche le emozioni e i sentimenti di coloro con cui interagisce al cellulare. Il suo fisico, la voce, il volto, gli sguardi ci restituiscono con pudore e vulnerabilità il dramma che si sta consumando mentre guida coinvolgendo lo spettatore nei paradossi della coscienza.

La scelta di Joseph è un film atipico di soli 76 minuti ma avvincente, intenso e ben gestito. Un buon lavoro di una semplicità coraggiosa ma di un’efficacia incredibile.

data di pubblicazione:28/01/2026


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NOMINATION OSCAR 2026 – CONSIDERAZIONI

NOMINATION OSCAR 2026 – CONSIDERAZIONI

La Grande Corsa è appena iniziata. Una corsa più aperta del previsto. Una competizione agguerrita perché quest’anno si contrappongono aspiranti al successo finale forti, solidi e appartenenti a generi molto diversi.

I recentissimi Golden Globe che in genere anticipano il percorso verso gli Oscar avevano delineato come Front Runner i due favoriti della vigilia: Una battaglia dopo l’altra e Hamnet e invece…

Invece, al termine della prima fase della dura e sotterranea lotta per sensibilizzare il voto degli 11mila membri della Academy si è delineato uno scenario ancora più aperto per il successo di un film fino a ieri considerato solo come un possibile outsider ma non certo come il favorito da battere.

Sono state infatti rese note le nomination per la 98° edizione degli Oscar che verranno assegnati il prossimo 15 Marzo. Con ben 16 candidature in quasi tutte le categorie chiave (il massimo mai raggiunto in un secolo di Cinema) l’horror folk black I Peccatori è divenuto inaspettatamente il potenziale film pigliatutto da contrastare nei giochi dietro le quinte nelle prossime settimane nel rush finale. Il film di Anderson lo tallona invece con 14 candidature mentre Hamnet segue con solo 8 nomination.

Quale che sia l’esito, l’annata 2025 è stata un’ottima annata che si distingue per la marcata pluralità artistica che unisce blockbuster spettacolari con lavori più intimisti. Produzioni hollywoodiane con prodotti indipendenti. Autori ed artisti affermati con talenti emergenti e una più che significativa presenza di forti film stranieri. Per gli appassionati di Cinema che amino o meno le storie visionarie, le performance magistrali o le innovazioni stilistiche, quest’anno si annuncia come un appuntamento più imperdibile che mai. Le ultime settimane potranno dar luogo a tutte le possibili sorprese. Vedremo chi vincerà fra Di Caprio e Chalamet o se ci sarà una sorpresa. Purtroppo anche quest’anno l’Italia che aveva candidato Familia è rimasta addirittura fuori dalle iniziali shortlist.

Ecco le Nomination per le principali categorie:

Miglior Film:                                                      

Bugonia;

F1;

Frankenstein;

Hamnet;

Marty Supreme;

Una battaglia dopo l’altra;

L’agente segreto;

Sentimental Value;

I Peccatori:

Train Dreams;

Miglior Regista:

Chloé Zhao – Hamnet          

Josh Safdie – Marty Supreme

P.Thhomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra

Joachim Trier – Sentimental Value

Ryan Coogler – I Peccatori

Miglior Film Internazionale:

L’agente segreto (Brasile)

Un semplice incidente (Francia)

Sentimental Value (Norvegia)

Sirat (Spagna)

La voce di Hind Rajab (Tunisia)

Miglior Attore:                                                                         

Leonardo Di Caprio (Una battaglia dopo l’altra)                                                                

Timothée Chalamet (Marty Supreme)                                                                                                       

Ethan   Hawke (Blue Moon)                                                                                                                                                                               

Michael B. Jordan (I Peccatori)                                                                      

Wagner Moura (L’agente segreto)

Miglior Attrice:

Jessie Buckley (Hamnet)

Rose Byrne (Se solo potessi ti prenderei a calci)

Kate Hudson (Song Sung Blue)                                                                         

Renate Reinsve (Sentimental Value)

Emma Stone (Bugonia)

data di pubblicazione:23/01/2026

MERCY: SOTTO ACCUSA di Timur Bekmambetov, 2026

MERCY: SOTTO ACCUSA di Timur Bekmambetov, 2026

Los Angeles. Un detective (Chris Pratt) si sveglia in un’aula di tribunale davanti ad una Intelligenza Artificiale Avanzata (Rebecca Ferguson) che fa da giudice. Accusato di aver ucciso la moglie avrà solo 90 minuti per discolparsi o essere giustiziato.

Cosa succederebbe se in un prossimo futuro la Giustizia fosse amministrata da una IA che in un’ora e mezza giudica, condanna e giustizia i colpevoli?

La prospettiva di un confronto fra Umanità e Tecnologia è l’idea intrigante alla base di Mercy. Un’idea che dà luogo a una pellicola che flirta con generi cinematografici diversi: Thriller Futuristico, Courtroom Drama, Science Fiction e Action Movie. Una riflessione che ci porta in una società interconnessa in cui ogni movimento è catturato da una telecamera. La Giustizia è ormai amministrata dalla IA in aule ove c’è solo una sedia, l’imputato, schermi interattivi e l’algoritmo che si fa giuria, giudice e carnefice.

Al cuore della vicenda ci sono un essere umano e una realtà digitale. Il primo nel tentativo di dimostrare la propria innocenza è costretto a guardare i propri demoni interiori e cercare nel contempo tra le tante immagini archiviate una chiave per arrivare alla verità dei fatti e salvarsi. La seconda – fredda e spietata – agisce sulla sola base dei propri modelli predittivi. Un conflitto che contrappone progressivamente la variabile dell’intuitività umana alla conseguenzialità algoritmica.

Uno sviluppo interessante e ricco di potenzialità. Una provocazione che pone l’IA al centro e lascia spazio a tutte le possibili interrelazioni tra umani e mondo digitale. È palese il rimando a Minority Report ma realizzare un film anche solo sulla scia di Spielberg non è però cosa facile. Il regista ci ha provato e fino ad un certo punto sembra anche riuscirci. L’incipit faceva infatti sperare bene ma lungo il percorso i personaggi risultano troppo semplificati e la narrazione diviene troppo banale. Lo spettatore si ritrova poi sconcertato e inaspettatamente trasportato da un intrigante mondo fantascientifico in un Action Movie del tutto convenzionale: azione, rapimento, inseguimenti adrenalinici e catastrofici, scontri fisici, sparatorie e banale happy end.

Peccato! Lo spunto iniziale era intrigante, il regista ha anche un suo tocco interessante ed è abile nell’uso della tecnologia visuale dello Screenlife Style ma purtroppo il salto narrativo di genere rende il film un ibrido sconcertante che lo appiattisce. In ogni caso Mercy resta un film discreto, degno di attenzione per l’idea originaria, Un risultato parziale che sarà comunque apprezzato dagli appassionati che non badano alla logicità e conseguenzialità della vicenda narrativa.

data di pubblicazione:21/01/2026


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CINEMA ITALIANO: Bene, non benissimo, le cifre parlano

CINEMA ITALIANO: Bene, non benissimo, le cifre parlano

Secondo i recentissimi dati Cinetel nel 2025 il mercato cinematografico italiano ha confermato la stabilità della linea di tendenza verso un progressivo ritorno alla normalità dopo la Pandemia. C’è ancora molto da fare, ma conforta il trend costante.

Nel 2025 i nostri cinema hanno registrato ca.497 mln di incasso (493,9 mln nel ’24) e ca.68,3 mln di spettatori (69,7 mln nel ’24). Un risultato che conferma la stabilizzazione strutturale del mercato ma con luci e ombre. Gli incassi sono cresciuti complice l’aumento del prezzo dei biglietti e gli spettatori sono invece diminuiti (sarebbe stato peggio senza il ciclone natalizio di Zalone). La leggera flessione è stata determinata soprattutto da fattori congiunturali esterni: un anno cinematografico condizionato dalla mancanza di prodotti internazionali vincenti e dal ridotto numero di grandi produzioni americane.

Comunque sia, nello scenario europeo il comparto cinematografico italiano è l’unico che ha performato meglio degli altri paesi di riferimento. L’invidiatissima Francia dopo anni positivi ha incredibilmente perso il 13,6% di spettatori (156,7mln rispetto ai 181,5 mln del 2024), la Spagna ha registrato un calo dell’8%, Gran Bretagna e Germania sono rimaste quasi stabili.

L’Italia si conferma “un grande paese di Cinema” in cui andare al cinema è rimasta una pratica culturale e sociale indipendentemente dalle fasce di età. Si sono aperte nuove sale e sono anzi tornate le monosale. Le cosiddette Monosale di Continuità che garantiscono la presenza diffusa nei territori con una programmazione costante, sono fattore di aggregazione culturale e permettono una vita più lunga ai film. Soprattutto sono tornati al cinema i giovani (la fascia 15- 24 anni) ed il pubblico over 60.

Il Cinema Italiano raggiunge il 33% della quota di mercato (24,5% nel 2024) grazie ad un paio di titoli di successo e al calo della presenza americana scesa al 39,4% (54,2 del 2024).  Come detto c’è stato il fenomeno Zalone in soli 6 giorni di programmazione, ma nel resto dell’anno ci sono state giuste alternanze di film di qualità e di discreta fattura commerciale che hanno diversificato l’offerta e consentito di raggiungere ogni tipo di spettatore.

I migliori risultati del 2025 sono stati: Buen camino (4,4mln spettatori), Lillo & Stich (3,1mln spettatori), Follemente (2,4mln spettatori), Avatar 3 (1,9mln spettatori), Zootropolis 2 (1,8mln spettatori).

I migliori film italiani oltre a Buen Camino e Follemente sono stati Diamanti (1,3mln spettatori), Io sono la fine del mondo (1,2mln spettatori), Oi vita mia (1,1mln spettatori).

La sfida per il 2026 sarà mantenere le quote di mercato e fidelizzare il pubblico migliorando le strategie per rendere continua l’offerta di qualità, trasformare l’andare al cinema in una abitudine e allungare la vita dei film in sala.

data di pubblicazione:20/01/2026