Il giovane Buddy (Jude Hill) ha appena nove anni quando vede attorno a sé, nella fino allora tranquilla Belfast, cambiare all’improvviso il suo piccolo mondo, fatto di innocenti amori scolastici, giochi nelle strade del quartiere, feste e cinema con i genitori e chiacchierate con i nonni. Confuso e spaventato dovrà prendere atto che la violenza esplosa ed il conflitto religioso imporranno delle scelte a lui ed ai suoi Cari…..

 

Esce domani sui nostri schermi cinematografici il buon film di Kenneth Branagh già visto all’ultima Festa del Cinema di Roma ove, per singolare coincidenza, era stato proiettato, quasi in contemporanea ad un altro film con bambini al centro delle vicende: l’altrettanto buono C’mon C’mon che sarà in sala a Marzo … dopo gli Oscar. Con Belfast il talentuoso attore, autore e regista, la cui eclettica genialità gli consente di spaziare magistralmente dai classici Shakespeariani ad… Assassinio sul Nilo, o anche a… Thor, ha inteso esprimere il suo tenero ricordo per la sua famiglia, i nonni e la città di origine.

La storia, fondendo realtà e finzione, si ispira, infatti, alle personali vicende dello stesso Branagh. Il nostro Autore, nato e cresciuto a Belfast, è stato costretto nel 1969, all’età di nove anni, a fuggire dalla sua città verso l’Inghilterra a causa dei violenti conflitti religiosi fra protestanti e cattolici scoppiati proprio quell’anno nell’Irlanda del Nord.

La peculiarità del film è che i cambiamenti e la violenza sono visti con il filtro dello sguardo innocente ed incredulo del giovane Buddy che ha solo una comprensione parziale di ciò che avviene e di quella che fino a poco tempo prima era la vita normale e che ora non lo è più. Il tocco autoriale del regista rende il lavoro molto originale e splendidamente supportato da una fotografia in un bianco e nero molto sofisticato che restituisce tutte le atmosfere dell’Irlanda di quegli anni e del piccolo mondo della working class. Un mondo che stava già lentamente cambiando e che i conflitti sovvertiranno completamente. La minaccia della violenza obbligherà i genitori del piccolo a superare le proprie incertezze, i vincoli affettivi ed i sogni che li trattengono a Belfast e li costringerà a prendere atto che per restare fedeli ai propri valori non resterà loro che tagliare con il passato per cercare di ritrovare la tranquillità altrove pur correndo il rischio di perdere la propria identità.

Teneri ricordi che hanno segnato la vita del regista che però, intelligentemente, è abile nel riproporli solo con un po’ di nostalgia ed un velo di malinconia, evitando ogni sentimentalismo o forzatura, alternando al dramma, grazie all’uso sapiente dello sguardo infantile, momenti di humour per alleggerire le atmosfere narrative. Il ritmo è sostenuto e scorrevole, senza pause se non quelle scientemente ricercate, ed è supportato da un ottimo montaggio e da una sceneggiatura ben costruita. Come sottofondo fa da colonna sonora il leggendario Van Morrison.

Oltre all’eccezionale giovane interprete, tutto il cast è perfetto: dalla intramontabile Judi Dench (la nonna) ai genitori Jamie Dornan (il padre) e la splendida Caitriona Balfe (la madre) che danno tutti il loro apporto emotivo ed “adulto” alla narrazione.

Un buon film, un’ottima regia, una buona ricostruzione. Un film tenerissimo che indubbiamente piacerà molto e che in sapiente equilibrio fra emozione e commozione (con il rischio talora di sembrare troppo freddo e distaccato) avrà sicuramente, oltre che le sue più che meritate nomination, anche buone probabilità di vincere.

data di pubblicazione:23/02/2022


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