Georges Simenon scrittore dalla compulsiva prolificità scrisse oltre 200 romanzi, ben 178 racconti ed innumerevoli brevi storie, raccontini, articoli, novelle e reportage dei suoi viaggi. Tutti questi ultimi venivano scritti per essere pubblicati sui giornali, sui settimanali o sulle riviste le più svariate, oppure spesso venivano dimenticati o lasciati più o meno volutamente nei cassetti. Alcuni sono piccoli gioielli che, se sviluppati, sarebbero potuti divenire poi splendidi romanzi, alcuni sono tracce, idee, situazioni o personaggi poi effettivamente ripresi ed ampliati nei suoi libri, parecchi altri sono invece solo e soltanto brevi schizzi di situazioni o di psicologie umane o spunti di storie poi abbandonate. Tutto quest’ultimo materiale, spesso trascurato dall’autore stesso quando in vita, è stato talora recuperato ed assemblato in raccolte dai vari editori un po’ a caso.

Accanto ai capolavori: i Romans Durs, i Maigret, abbiamo così anche un Simenon de i Racconti Sparsi. Un Simenon “minore”!

Abbiamo sempre detto che “di Simenon non si può buttare via proprio nulla”, è vero! Anche nei suoi raccontini ritroviamo in nuce i temi e le atmosfere letterarie del mondo dello scrittore belga: piccoli ritratti incisivi, accenni del dramma del vivere umano, del gioco beffardo del Destino, dei conflitti familiari e delle eterne inutili illusioni.

Quest’ultima raccolta Il Capanno di Flipke contiene 10 brevissimi raccontini scritti tutti tra il 1941 ed il 1945, e sette di essi sono totalmente inediti in Italia. Da un punto di vista letterario non aggiungono ovviamente nulla di nuovo alla figura dello scrittore.

Questa volta però, oserei dire sono proprio degli “avanzi di cassetto”, aggregati senza alcun filo conduttore, che molto probabilmente per esigenze commerciali o per vincoli editoriali una casa editrice seria come Gli Adelphi si è insolitamente trovata costretta a dover stampare e poi portare in libreria. La sensazione sgradevole è che si stia proprio raschiando il fondo! Mi auguro che non si sia trattato invece di un’operazione meramente economica. Un’operazione che comunque sia proietta più ombre che luci.

Come detto, da un punto di vista letterario si tratta veramente di ben poca cosa. Pur volendo ritrovare in essi lo stile asciutto ed essenziale dell’autore ed accenni alle umane vicende ed a personaggi disegnati con quell’acutezza psicologica con cui Simenon descriveva la sua umanità piccola, piccola, la loro brevità od esiguità è tale da non rappresentare affatto in modo degno lo scrittore, nemmeno il Simenon “minore” e la loro lettura non può che indispettire gli appassionati.

data di pubblicazione:24/02/2022

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