È la prima volta da decenni che l’Italia è assente contemporaneamente dalle più prestigiose Vetrine Internazionali o dai Premi che contano realmente e che sono poi il più concreto volano di diffusione e di ritorno economico. Nessuna nomination per gli Oscar. Nessun titolo selezionato per Berlino. Ancora peggio poi a Cannes. Non è certo un bel momento per la nostra Industria Cinematografica!
Le cause sono più che note. È una vera crisi strutturale legata a molteplici fattori, ivi comprese le difficoltà al sostegno pubblico, che incidono ormai tutti sulla produzione e realizzazione di progetti autoriali di qualità o potenzialità internazionale. In realtà vengono prodotti troppi film! I volumi eccessivi rendono difficile gestire i passaggi in sala rispetto ai gusti del pubblico e agli interessi della distribuzione. Il tutto a danno dei nuovi autori e delle nuove proposte, schiacciate fra i soliti noti e le solite storie. Mancano quindi le opportunità e si fatica a realizzare un ricambio generazionale e a far emergere nuovi autori e valorizzare nuove idee e nuovi volti.
Pur in questo clima, il rituale dell’autocelebrazione non può che andare avanti… e il nostro Cinema torna a premiare sé stesso con i David di Donatello. Riesce però a farlo con un pizzico di coraggio. Questa volta infatti l’outsider è riuscito a battere i suoi più che qualificati concorrenti.
Trionfa più che meritatamente in questa edizione Le Città di Pianura (16 candidature) di Francesco Sossai che colleziona ben 8 premi. I più prestigiosi: Miglior Film, Migliore Regia, Migliore Sceneggiatura Originale e migliore Attore Protagonista e altri premi tecnici. Presentato con apprezzamenti a Cannes 2025 nella Sezione Un Certain Regard il film del quasi esordiente Sossai era stato poi ben accolto dal pubblico quando uscito in sala (2 Mln di incassi). Merita più che giustamente i riconoscimenti avuti per la sua qualità, il coraggio e la particolare originalità, il suo realismo e l’ironia surreale. Meriterebbe ora anche una migliore distribuzione!
Ancora una volta il grande sconfitto è Paolo Sorrentino con La Grazia (14 candidature) che nonostante il successo riportato in sala è rimasto letteralmente a mani vuote. Non molto meglio è andata al pur meritevole Le Assaggiatrici (13 candidature) che per lo meno ha ottenuto il riconoscimento del David Giovani e quello per la Migliore Sceneggiatura Non Originale e un altro premio tecnico. Apprezzato è stato l’esordio nel cinema del regista d’opera Damiano Michieletto con Primavera che ha ottenuto 4 David tecnici. Più che meritatamente all’ottimo Una Battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson è stato assegnato il David per il Miglior Film Internazionale
L’Accademia ha poi riconosciuto il David alla Carriera al regista Gianni Amelio, il David dello Spettatore a Buen Camino di Checco Zalone ed il David Speciale ad Ornella Muti.
Il David per la migliore regia esordiente è andato nuovamente ad una regista donna: la giovane Margherita Spampinato per la sua interessante opera prima Gioia Mia, a sottolineare ancora una volta il crescente e qualificato contributo artistico e professionale femminile.
Dunque qualcosa si muove e cambia? Speriamo! L’auspicio è che siano segnali veri e sinceri verso un’apertura a nuovi autori e a nuovi approcci narrativi ed artistici. Una sottolineatura che il coraggio di rischiare, unito al talento, alla qualità delle storie e a nuove idee possano essere apprezzati e divenire premianti rispetto alla stagnazione omologante e conformista degli ultimi anni e al predominio dei soliti noti e delle solite storie.
Di seguito riportiamo i Vincitori per le principali categorie:
Miglior FILM:
Miglior REGIA:
Francesco Sossai per: Le Città di Pianura
Mario Martone per: Fuori;
Gabriele Mainetti per: La Città Proibita;
Paolo Sorrentino per: La Grazia;
Silvio Soldini per: Le Assaggiatrici;
Miglior ATTRICE PROTAGONISTA:
Aurora Quattrocchi per: Gioia Mia
Valeria Bruni Tedeschi per: Duse;
Barbara Ronchi per: Elisa;
Valeria Golino per: Fuori;
Anna Ferzetti per: La Grazia;
Tecla Insolia per: Primavera.
Miglior ATTORE PROTAGONISTA:
Sergio Romano per: Le Città di Pianura
Valerio Mastandrea per: Cinque Secondi;
Claudio Santamaria per: Il Nibbio;
Toni Servillo per: La Grazia;
Pierpaolo Capovilla per: Le Città di Pianura;
Miglior ATTRICE NON PROTAGONISTA:
Matilda De Angelis per: Fuori
Valeria Golino per: Breve Storia d’Amore;
Valeria Bruni Tedeschi per: Cinque Secondi;
Barbara Ronchi per: Diva Futura;
Milvia Marigliano per: La Grazia;
Silvia D’Amico per: Tre Ciotole.
Miglior ATTORE NON PROTAGONISTA:
Lino Musella per: Nonostante
Francesco Gheghi per: Quaranta Secondi;
Vinicio Marchioni per: Ammazzare stanca-Autobiografia di un assassino;
Fausto Russo Alesi per: Duse;
Roberto Citran per: Le Città di Pianura;
Andrea Pennacchi per: Le Città di Pianura;
Miglior ESORDIO ALLA REGIA:
Margherita Spampinato per: Gioia mia;
Ludovica Rampaldi per: Brave Storia d’Amore
Greta Scarano per: Vita da grandi;
Alissa Jung per: Paternal Leave;
Alberto Palmierieri per: Tienimi Presente.
Miglior SCENEGGIATURA ORIGINALE:
Le Città di Pianura
Cinque Secondi;
Duse;
Gioia mia;
La Grazia.
Miglior FILM INTERNAZIONALE:
data di pubblicazione:07/05/2026





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