71° DAVID di DONATELLO 2026: I Vincitori

È la prima volta da decenni che l’Italia è assente contemporaneamente dalle più prestigiose Vetrine Internazionali o dai Premi che contano realmente e che sono poi il più concreto volano di diffusione e di ritorno economico. Nessuna nomination per gli Oscar. Nessun titolo selezionato per Berlino. Ancora peggio poi a Cannes. Non è certo un bel momento per la nostra Industria Cinematografica!

Le cause sono più che note. È una vera crisi strutturale legata a molteplici fattori, ivi comprese le difficoltà al sostegno pubblico, che incidono ormai tutti sulla produzione e realizzazione di progetti autoriali di qualità o potenzialità internazionale. In realtà vengono prodotti troppi film! I volumi eccessivi rendono difficile gestire i passaggi in sala rispetto ai gusti del pubblico e agli interessi della distribuzione. Il tutto a danno dei nuovi autori e delle nuove proposte, schiacciate fra i soliti noti e le solite storie. Mancano quindi le opportunità e si fatica a realizzare un ricambio generazionale e a far emergere nuovi autori e valorizzare nuove idee e nuovi volti.

Pur in questo clima, il rituale dell’autocelebrazione non può che andare avanti… e il nostro Cinema torna a premiare sé stesso con i David di Donatello. Riesce però a farlo con un pizzico di coraggio. Questa volta infatti l’outsider è riuscito a battere i suoi più che qualificati concorrenti.

Trionfa più che meritatamente in questa edizione Le Città di Pianura (16 candidature) di Francesco Sossai che colleziona ben 8 premi. I più prestigiosi: Miglior Film, Migliore Regia, Migliore Sceneggiatura Originale e migliore Attore Protagonista e altri premi tecnici. Presentato con apprezzamenti a Cannes 2025 nella Sezione Un Certain Regard il film del quasi esordiente Sossai era stato poi ben accolto dal pubblico quando uscito in sala (2 Mln di incassi). Merita più che giustamente i riconoscimenti avuti per la sua qualità, il coraggio e la particolare originalità, il suo realismo e l’ironia surreale. Meriterebbe ora anche una migliore distribuzione!

Ancora una volta il grande sconfitto è Paolo Sorrentino con La Grazia (14 candidature) che nonostante il successo riportato in sala è rimasto letteralmente a mani vuote. Non molto meglio è andata al pur meritevole Le Assaggiatrici (13 candidature) che per lo meno ha ottenuto il riconoscimento del David Giovani e quello per la Migliore Sceneggiatura Non Originale e un altro premio tecnico. Apprezzato è stato l’esordio nel cinema del regista d’opera Damiano Michieletto con Primavera che ha ottenuto 4 David tecnici. Più che meritatamente all’ottimo Una Battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson è stato assegnato il David per il Miglior Film Internazionale

L’Accademia ha poi riconosciuto il David alla Carriera al regista Gianni Amelio, il David dello Spettatore a Buen Camino di Checco Zalone ed il David Speciale ad Ornella Muti.

Il David per la migliore regia esordiente è andato nuovamente ad una regista donna: la giovane Margherita Spampinato per la sua interessante opera prima Gioia Mia, a sottolineare ancora una volta il crescente e qualificato contributo artistico e professionale femminile.

Dunque qualcosa si muove e cambia? Speriamo! L’auspicio è che siano segnali veri e sinceri verso un’apertura a nuovi autori e a nuovi approcci narrativi ed artistici. Una sottolineatura che il coraggio di rischiare, unito al talento, alla qualità delle storie e a nuove idee possano essere apprezzati e divenire premianti rispetto alla stagnazione omologante e conformista degli ultimi anni e al predominio dei soliti noti e delle solite storie.

Di seguito riportiamo i Vincitori per le principali categorie:

Miglior FILM:

Le Città di Pianura

Cinque Secondi;

Fuori;

La Grazia;

Le Assaggiatrici.

Miglior REGIA:

Francesco Sossai         per: Le Città di Pianura

Mario Martone              per: Fuori;

Gabriele Mainetti          per: La Città Proibita;

Paolo Sorrentino           per: La Grazia;

Silvio Soldini                per: Le Assaggiatrici;

 

Miglior ATTRICE PROTAGONISTA:

Aurora Quattrocchi       per: Gioia Mia

Valeria Bruni Tedeschi     per: Duse;

Barbara Ronchi                per: Elisa;

Valeria Golino                  per: Fuori;

Anna Ferzetti                    per: La Grazia;

Tecla Insolia                     per: Primavera.

Miglior ATTORE PROTAGONISTA:

Sergio Romano                per: Le Città di Pianura

Valerio Mastandrea           per: Cinque Secondi;

Claudio Santamaria          per: Il Nibbio;

Toni Servillo                     per: La Grazia;

Pierpaolo Capovilla          per: Le Città di Pianura;

 

Miglior ATTRICE NON PROTAGONISTA:

Matilda De Angelis         per: Fuori

Valeria Golino                  per: Breve Storia d’Amore;

Valeria Bruni Tedeschi     per: Cinque Secondi;

Barbara Ronchi                per: Diva Futura;

Milvia Marigliano            per: La Grazia;

Silvia D’Amico                per: Tre Ciotole.

 

Miglior ATTORE NON PROTAGONISTA:

Lino Musella                    per: Nonostante

Francesco Gheghi             per: Quaranta Secondi;

Vinicio Marchioni             per: Ammazzare stanca-Autobiografia di un assassino;

Fausto Russo Alesi            per: Duse;

Roberto Citran                  per: Le Città di Pianura;

Andrea Pennacchi             per: Le Città di Pianura;

Miglior ESORDIO ALLA REGIA:

Margherita Spampinato      per: Gioia mia;

Ludovica Rampaldi                per: Brave Storia d’Amore

Greta Scarano                        per: Vita da grandi;

Alissa Jung                            per: Paternal Leave;

Alberto Palmierieri                per: Tienimi Presente.

Miglior SCENEGGIATURA ORIGINALE:

Le Città di Pianura

Cinque Secondi;

Duse;

Gioia mia;

La Grazia.

 

Miglior FILM INTERNAZIONALE:

Una battaglia dopo l’altra

Io sono ancora qui;

La voce di Hind Rajab;

The Brutalist;

Un semplice incidente.

data di pubblicazione:07/05/2026

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