THE VOICE OF HIND RAJAB di Kaouther Ben Hania, 2025

21 Set 2025 | Accredito Cinema, Novità

(Immagine fornita da cartella stampa)

Il film ricostruisce l’ultimo disperato appello al telefono di Hind Rajab, bambina palestinese intrappolata nel suo stesso veicolo, circondata dai cadaveri dei familiari ormai uccisi. Parla con la Mezzaluna Rossa, implora soccorso, descrive ciò che vede e teme. Quello che devasta lo spettatore però è che le sue parole sono reali: le registrazioni originali sono utilizzate non simulate.

Si tratta, quindi, di un film che non chiede solo di vedere ma soprattutto di ascoltare, di rimanere sospesi nel dolore della domanda: che cosa significa essere umani quando ogni canale di aiuto cede sotto il peso di un’occupazione ingiusta?

La regista decide di ambientare quasi tutta la narrazione in un centro operativo della Mezzaluna Rossa, dove volontari ricevono la chiamata, cercano di valutare, negoziano protocolli, affrontano ostacoli istituzionali oltre che fisici. Questa decisione formale comporta che la violenza non sia mostrata ma resti fuori campo, pur essendo presente in ogni pausa, in ogni attesa, in ogni silenzio. È l’assenza che pesa, che diventa presenza. Si mostra che non è solo l’atto violento che uccide, ma il sistema che ritarda, che impone regole, che non vuole o non può intervenire. La regia di Ben Hania ci fa stare proprio all’interno di quella frattura, tra chi cerca di salvare e chi lo impedisce, o non può farlo.

E la voce di Hind non è mera testimonianza, non è solo un fatto di cronaca, ma una ferita dell’ascolto che pretende responsabilità. La sua voce reale produce un’empatia indicibile. La sala rimane muta al termine della proiezione a cui assisto. Un silenzio che pesa sulle coscienze di tutti noi, che ci chiama a prendere una posizione politica, oltre che stilistica rispetto alla pellicola.

Premio Leone d’Argento a Venezia ha ottenuto un’ovazione lunghissima che è forse il segno che il cinema può ancora rompere barriere e scuotere le masse. In un mondo in cui le immagini hanno saturato la percezione, questo film, restituendo letteralmente la “voce”, restituisce l’individuo, la persona, la vulnerabilità.

The Voice of Hind Rajab è un’opera che disobbedisce alla consolazione, che impone uno sguardo, o meglio un ascolto, che continua oltre la fine del film. Se il cinema ha ancora un compito, e io credo che ce l’abbia, è quello di tenere aperte le ferite che la cronaca vorrebbe già rimarginate. E questa pellicola lo fa con la forza della delicatezza, con la potenza del silenzio, con l’urgenza di non dimenticare.

data di pubblicazione:21/09/2025


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