ERA MEGLIO DOMANI di Vinciane Millereau, 2026

(Foto privata)

Anche ai Francesi…”non tutte le ciambelle vengono con il buco”! Era meglio domani, presentato in anteprima ad aprile in occasione del Festival del Nuovo Cinema Francese e, non a caso, distribuito in sala solo ora ad inizio Estate, è una commedia molto leggera e popolare. Scientemente voluta come tale dagli autori e così costruita per piacere a tutti, all’atto pratico scontenta invece un po’ tutti perché risulta un film di non elevata raffinatezza, sottigliezza e originalità.

Il viaggio nel Tempo, pur se non originale è un ottimo filone cinematografico che può ben ispirare gli sceneggiatori, se bravi.

Lo spunto narrativo di Era meglio domani è assai semplice: una coppia normalissima di un paesino della Francia profonda, tradizionale e patriarcale del 1958 si ritrova per caso catapultata nella Francia caotica del 2025.

Per la sua opera prima la Millereau prova a sfruttare tutte le possibili opportunità di un confronto fra gli Anni ‘50 ed i giorni nostri. Insieme agli sceneggiatori cerca quindi di regalarci una commedia tanto assurda quanto potenzialmente comica che flirta con ben più illustri precedenti provando a fondere realtà ed irrealtà e ad accennare anche a temi non banali di attualità. L’emancipazione femminile, i nuovi valori sociali e sessuali, le innovazioni tecnologiche e la presa in giro di un certo maschilismo di provincia. La sceneggiatura alla lunga risulta però piuttosto debole. La regista per alimentare i toni della commedia prova a costruire una narrazione tutta giocata sugli equivoci ma tende ad abusarne troppo. Lo humour raffinato latita ed i toni si fanno presto farseschi a scapito della tensione narrativa generale. Il breve avvio nel 1958 è interessante e gradevole ma ben presto quando siamo nel 2025, il ritmo rallenta e perde efficacia. È evidente che il filo conduttore non riesce a trasmettere molta tensione. Si scivola quindi nella riproposizione di situazioni simili, prevedibili o poco divertenti. Una sequenza di cliché, di gag, di stereotipi e battute poco sottili. La recitazione è sopra i toni e talora quasi caricaturale.

Peccato! Il risultato non è del tutto all’altezza dei propositi e dà la sensazione di un lavoro che avrebbe necessitato di un po’ più di ambizione nella scrittura e nella realizzazione.

Era meglio domani poteva essere una di quelle belle piccole commedie popolari francesi di buoni sentimenti, garbata e spiritosa che giocava sulle tradizioni obsolete. Non riesce invece ad andare oltre un divertimento superficiale né a trasmettere molte emozioni o spunti di riflessione. Una commedia discreta, adatta per le calure estive e di cui poi ci si dimentica subito. Alla regista andrà offerta una prova d’appello.

data di pubblicazione:18/06/2026


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