SLOW HORSES – Serie APPLE TV, quinta Stagione

(Foto privata)

Arrivata alla quinta stagione, la squadra dei “ronzini” costola semi clandestina del famoso MI 5 deve vedersela nell’occasione con un gruppo di terroristi libici smaniosi di vendicarsi di pregressi torti imperialisti e pronti a mettere a soqquadro Londra

Benché sia inevitabile al compimento del quinto anno di una qualunque serie, anche la più riuscita, il senso di già visto, o come dicono gli anglo sassoni, la streaming fatigue, anche in tale occasione, Slow Horses non delude. I controversi e poco amati agenti segreti che agiscono nella cd “casa del pantano” sotto la supervisione del loro irascibile ma abile capo, Jackson Lamb (il solito straordinario Gary Oldman) ancora una volta vengono a capo dell’inquietante situazione (un massacro solo apparentemente casuale). Stimolati in ogni modo, più bastone che carota, dal sempre più sarcastico e “svaccato” responsabile, la combriccola si attiva per scoprire un intrigo che anche al loro interno mina a scalfire la già poca credibilità ed efficienza del gruppo. C’è infatti il tentativo da parte dei cattivi di infiltrare una talpa all’interno dei “ronzini”, nonché l’intento di circuire uno degli elementi della squadra. Le storie ben architettate si fondano sui romanzi di Mick Herron, autore di spy story di grande successo e riconosciuto maestro del genere. Anche se lo stile della serie mira a rendere subito chiari gli sviluppo degli eventi, meritevolmente racchiusi in sei episodi, non sarebbe giusto scoprire la trama comunque ben articolata. Fra i tanti pregi della serie c’è l’aggancio a fatti reali, accaduti nel Regno Unito, il sarcasmo verso politici e amministratori della “Londravigliosa” (lo slogan del sindaco laburista in carica) e la fotografia, ora luminosa, ma più prevalentemente oscura, quasi dark.  Naturalmente, in primis, Slow Horses paga un prezzo altissimo alle interpretazioni del cast.

Su tutti uno straordinario Gary Oldman, incline all’alcol come all’ironia, ma comunque straordinario nel disegnare il suo personaggio sgradevole e affascinante allo stesso tempo. Non sono da meno gli altri protagonisti, Taverner, ovvero Kristin Scott Thomas, ora a capo del MI 5 e Whelan, uno strepitoso James Callin. New entry di assoluto rilievo quella di Tom Brooke nei panni dello psicopatico Coe. Rispetto alle precedenti stagioni, ma non è necessariamente un difetto, l’intreccio è un po’ più prevedibile, ma in compenso è acuita la dimensione comica come le schermaglie fra i personaggi. Quindi, in ultima analisi anche la, per ora, ultima stagione di Slow Horses, si attesta come una delle migliori serie di sempre, valida sotto tutti i punti di vista. Già, si sa, che sono in programma almeno altre due stagioni per l’evidente soddisfazione dei tanti appassionati.

data di pubblicazione:24/03/2026

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