Charlie Cale ha un dono: riesce a capire quando qualcuno sta mentendo. Tale peculiarità le ha permesso di guadagnare molto giocando a poker con i ricchi dei Casino d’America. Ma le ha procurato anche grossi problemi con i mafiosi che gestiscono le case da gioco. Il primo episodio della serie tv Poker Face vede Charlie (Natasha Lyonne) ingaggiata dall’incapace figlio di un re delle bische (Adrien Brody) per organizzare una partita con un cliente miliardario, con esiti diversi da quelli attesi, che costringeranno la simpatica ragazzona a sfuggire a un killer per tutti gli States. Ha inizio così il pellegrinaggio di Charlie Cale, un incrocio al femminile tra Colombo, Jack Richer e “Drugo”Lebowski. Vediamo perché. Come nelle storie del Tenente Colombo (Columbo in originale) la serie in oggetto si caratterizza in quanto ogni singolo episodio è auto-conclusivo e ha la particolarità di far conoscere subito allo spettatore l’autore del delitto, In gergo, si parla di Howcatchem, con il colpevole mostrato già all’inizio della storia, in contrapposizione al Whodunit, allorché il colpevole non è invece noto e va scoperto dall’investigatore/trice di turno. La similitudine con Jack Reacher fa riferimento al peregrinare on the road di Charlie in fuga, mentre a un Lebowski in gonnella ci fa pensare la caratterizzazione che ne offre Natasha Lyonne, imperfetta, sciatta, ma intelligente e sarcastica. Occorre dire infatti che senza una straordinaria Natasha Lyonne, già vista in, Russian Doll, non solo attrice, ma anche produttrice e spesso regista di alcuni episodi, la serie non avrebbe incontrato lo stesso successo. Creata da Rian Johnson, Poker Face, ascrivibile al genere crime/ commedia, deve tanto a Charlie/Lyonne. Il personaggio è costruito a sua misura: non bella, trasandata, apparentemente svampita, maleducata, ma decisamente simpatica, Charlie Cale attraversa i 20 episodi delle due stagioni con spavalda autorevolezza, giostrandosi nelle situazioni più diverse, incontrando ambientazioni sempre più disparate (il baseball, le pompe funebri, gli allevamenti di alligatori, le scuole private, etc) addentrandosi nei posti più sperduti, come nelle città più importanti. Sempre fedele al suo credo: scoprire chi mente, aiutare i deboli e gli innocenti, individuare gli assassini. Ad arricchire la serie di per sé comunque piacevole, originale e ben girata contribuiscono molte autentiche star di volta in volta ospiti e co-protagonisti degli episodi. Da Holmes Adrien Brody a Joseph Gordon-Levitt, da Ellen Barkin a Nick Nolte, da Ron Perlman a Giancarlo Esposito, da John Mulaney a Katie a tanti altri. Considerando che si tratta di puro intrattenimento, Poker Face è un felice omaggio al cinema americano degli anni ’70, con riferimenti a realtà e tematiche più attuali. Forse la prima stagione ha qualche pregio in più, la novità, il ritmo scanzonato, la freschezza di qualche puntata, ma anche la seconda stagione si conferma ad ottimi livelli. Non è una novità assoluta, ma rispetto a serie con stagioni interminabili e trame ripetute a oltranza, Poker Face ha l’indiscutibile merito di non annoiare mai e di potersi godere come singolo episodio. Ora drammatici, ora surreali, spesso infarciti di battute fulminanti, i 20 episodi si susseguono nella loro diversità senza lasciare mai il senso di già visto.
data di pubblicazione:11/08/2026





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