Liberamente ispirata alle gesta di Wiliam H. Bonney, per la leggenda Billy the Kid, la serie Sky racconta nelle prime due stagioni le sue origini irlandesi il suo arrivo con la famiglia a New York, il relativo trasferimento nel West e il suo coinvolgimento nella c.d. Guerra della contea di Lincoln
Dimentichiamoci per un attimo di Furia Selvaggia, Arthur Penn alla regia e Paul Newman nel ruolo di Billy, ma anche di Pat Garrett&Billy the Kid, di Sam Peckinpah con la straordinaria colonna sonora di Bob Dylan e, senza troppe schizzinosità, godiamoci la produzione Sky. Ideata da Michel Hirst, arricchita da una fotografia notevole, sostenuta dall’interpretazione assai convincente di Tom Blyth, fascinoso e tenebroso protagonista, Billy the Kid è un bel western quasi classico, evidentemente romanzato rispetto alla storicità degli eventi. Ha tutti i pregi e alcuni difetti delle serie TV: offre una approfondita introspezione dei personaggi, una notevole ricostruzione della frontiera. Al contempo, come accennato, l’aderenza storica lascia un po’ a desiderare e qualche dialogo risulta leggermente prolisso. Tutto, però, passa in secondo piano rispetto alla sequela di eventi narrati, all’impatto visivo, agli inserti musicali e al coinvolgimento della trama. Gli inizi del giovane Billy non sono dei più facili: padre, fratellino e mamma si spengono già nei primi episodi per cause differenti. Opportunisti, imbroglioni e piccoli delinquenti sono l’humus che impregna i primi anni del nostro che, comunque, mostra sempre un lato positivo anche nelle avventure criminali. Come direbbe Crepet sono le cattive frequentazioni che possono incidere sulle scelte dei ragazzi e così accade per Billy allorchè conosce Jesse Evans, amico vero ma anche fuorilegge autentico che lo porta sulla cattiva strada.
Il furto in una lavanderia cinese è il primo piccolo reato che però apre le porte della galera al giovane Bonney. Da allora, fuga dalla prigione, furti di bestiame, taglia sulla sua persona, amicizia con Pat Garrett, non ancora sceriffo redento, riconosciuta abilità con le pistole e tanto altro fino alla partecipazione con la fazione dei Regolatori nella guerra per la supremazia di Lincoln, centro nelle mani di banchieri e allevatori di malaffare. Avrà modo di innamorarsi di una bella messicana, prima ritrosa poi ardente complice, diventerà il capo riconosciuto dei “buoni” contro una sorta di massoneria ante-litteram e dopo 16 episodi sarà ancora vivo ma ricercato dall’ex amico Pat Garrett. Dunque, un Billy the Kid, bello e sensibile, difensore delle minoranze e ingiustamente perseguitato da una giustizia complice e collusa coi corrotti e non il bieco giovane assassino come una parte della storia della frontiera lo descrive. Come si sa nel West è la leggenda a vincere e la scelta di Hirst è stata quella di farne un Robin Hood.
Forse una maggiore concisione avrebbe giovato al racconto, ma intanto due stagioni coraggiose ci hanno restituito un affascinante ritorno al West e a una delle sue leggende. In attesa della terza stagione.
data di pubblicazione:30/07/2026






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