La Stella del Diavolo è considerato il miglior romanzo di Jo Nesbo, dominatore delle crime story norvegesi e in assoluto fra gli scrittori più letti al mondo. Nel libro, come nella serie TV, Harry Hole è un poliziotto onesto, ma non privo di vizi e problemi, periodicamente alcolizzato e perennemente a rischio di licenziamento per comportamenti poco ortodossi. Nella nostra vicenda indaga su un serial killer uso a uccidere le sue vittime, donne nella fattispecie, recidendo loro un dito e lasciando un diamante a cinque punte sotto la palpebra, appunto, la stella del diavolo.
Teatro della storia è Oslo, dove stranamente fa un caldo bestiale e sembra quasi Gotham city… A Hole viene offerta dal suo capo un’ultima occasione professionale, indagare sul killer che ogni tre giorni fa fuori una donna. Ma la vita nel distretto per Hole è alquanto complicata, non solo per l’obiettiva difficoltà del caso, e per il suo perenne malessere psicofisico, quanto per l’accesa rivalità di un collega corrotto. Nella prima stagione, composta da nove episodi, diciamo solo che Hole verrà comunque a capo dell’intrico, attraverso un’indagine che lo coinvolgerà sul piano fisico seppure sprofondandolo in una discesa nell’oscurità. Pur con qualche inevitabile sfasatura, La Stella del Diavolo si colloca tra le migliori serie nell’ambito del c.d. nordic noir che ci ha consegnato autentiche perle, come la serie The Bridge (Bron in originale) o Wallander, immediatamente dopo l’indimenticata e iconica Millennium. I pilastri della serie Netflix in onda sono diversi e vanno dall’ambientazione cupa, oppressiva, quasi dark, a una colonna sonora di grande effetto affidata alle coinvolgenti ballate rock di Nick Cave, Ramones, Sex Pistols e The Clash. Come non si può tacere l’interpretazione di almeno tre protagonisti, Tobias Santelmann, Joel Kinnaman e Pia Tjelta, attori già affermati, rispettivamente nei ruoli di Harry Hole, il corrotto Tom Waaler e Rakel Fauke, la fidanzata dell’eroe. La serie vive delle contraddizioni e delle oscure dinamiche in seno alla polizia di Oslo, esaltate da una fotografia tra il verde e il giallo che solo gradualmente si schiarisce fino a definire i contorni dei protagonisti. C’è qualcosa che stride? Forse le troppe pause legate ai flash back in chiave psicologica che rallentano il ritmo del pari esageratamente frenetico del resto della vicenda. In estrema sintesi si potrebbe aggiungere che la chiave “nordica”, forse, non sempre si sposa con lo stile da thriller americano, ma, ciò non impedisce di consigliare Detective Hole come uno dei migliori prodotti Netflix della stagione. Da ultimo, ricordando che Jo Nesbo è autore per stomaci forti e che la trasposizione sullo schermo va giù pesante, è doveroso segnalare che non è una visione da consigliare a tutti, senza distinzioni.
data di pubblicazione:05/04/2026






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