C’È ANCORA DOMANI di Paola Cortellesi, 2023

C’È ANCORA DOMANI di Paola Cortellesi, 2023

La guerra è da poco finita, Roma è libera anche se di fatto ancora occupata dalle truppe americane. L’Italia intera si appresta ad essere chiamata a decidere tra monarchia e repubblica e le donne, per la prima volta, avranno un ruolo decisivo nel referendum del 2 giugno del ‘46. Delia vive con il marito Ivano e i loro tre figli in una modesta casa, in un quartiere popolare della città. Una vita difficile la sua ma che porta avanti con spirito di abnegazione, facendosi piacere ciò che non le piace. Un giorno le viene recapitata una lettera che lei custodirà in segreto…

  

La Festa del Cinema di Roma di quest’anno ha scelto C’è ancora domani come film di apertura, una scelta che sembra proprio voler riconoscere la bravura della poliedrica Paola Cortellesi, al suo primo film come regista. Molti critici e cinefili alla vista dei trailer avevano storto un poco il naso, pensando che dirigere un film in bianco e nero proprio della cinematografia di un’epoca oramai passata, tuffandosi nel mondo anacronistico di un neorealismo, che aveva fatto e esaurito il suo tempo nel secondo dopoguerra, sarebbe stata una prova troppo grande per la talentuosa attrice e sceneggiatrice romana. Anche le prime scene si presentavano allo spettatore quasi come una forzatura, un qualcosa che di fatto non appartiene al carattere della stessa Cortellesi che abbiamo imparato ad apprezzare e ad amare per i ruoli da lei interpretati. Via via che il film avanzava e dipanava la sua storia, con i suoi contenuti tragicomici, il pubblico è rimasto invece sempre più convinto della sua validità. Oggi, a più di un mese dall’uscita nella sale, nessuno comunque sembra meravigliarsi che il film abbia già incassato 24 milioni di Euro, riuscendo persino a superare al box office l’attesissimo Napoleon di Ridley Scott. Delia, interpretata dalla stessa regista, è una donna fragile, sottomessa a un marito violento, incapace di manifestare una qualsivoglia minima iniziativa che possa dar valore alla sua esistenza. L’arrivo inaspettato di una lettera darà origine a un personale, segreto atto di ribellione e le farà intravedere una larvata possibilità di riscatto sociale e sentimentale. Gli aspetti tristi dell’intera vicenda sono sapientemente dosati e controbilanciati da una comicità mai sopra le righe, fondamentale a riequilibrare un plot che altrimenti sarebbe caduto nella banalità. Cast ben curato, dove emerge un Valerio Mastandrea nella parte del marito Ivano, il tutto ambientato in un contesto scialbo di una borgata romana, dove ognuno si dà ancora da fare come può per sbarcare il lunario ma dove la solidarietà sociale, soprattutto tra donne, è ancora forte per sopperire alle disuguaglianze di genere. Un tema delicato, se vogliamo anche attuale, dove si parla di donne e dell’ingiustizia sociale dovuta ad un sistema esclusivamente patriarcale, che la regista affronta con quel tocco di misurata comicità che la contraddistingue in tutte le sue performances. Film veramente ben riuscito che conferma la Cortellesi come una promessa del cinema italiano, dimostrandosi all’altezza anche nel ruolo, del tutto nuovo per lei, di regista.

data di pubblicazione:1/12/2023


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THE KILLER di David Fincher, 2023 – Netflix

THE KILLER di David Fincher, 2023 – Netflix

Il Killer è un personaggio anonimo che va in giro per eseguire, a sangue freddo e con lucida determinazione da vero professionista del crimine, i lavori che gli vengono richiesti. Un avvocato di nome Hodges gli affida l’incarico, su commissione di un cliente, di uccidere un uomo che sta per incontrarsi in un albergo con una prostituta. Nonostante gli accorgimenti presi, sfortunatamente l’assassino sbaglia bersaglio e da quel momento dovrà dileguarsi, affrontando i sicari che lo hanno indirettamente punito per il fatale errore…

 

David Fincher è sicuramente uno tra i più stimati e poliedrici registi statunitensi che ha firmato film di grande successo, per cui non stupisce affatto questo suo ultimo lavoro The Killer, presentato in concorso all’ultima edizione del Festival di Venezia. Dopo essere brevemente passato nelle sale cinematografiche è ora distribuito su Netflix dove sta guadagnando grande attenzione da parte dei telespettatori, soprattutto tra quelli amanti dei thriller adrenalinici. Il protagonista, ben interpretato dall’imperturbabile Michael Fassbender, agisce con pacata fermezza nell’organizzare i suoi crimini, tutti ben premeditati seguendo un’etica professionale di tutto rispetto. Nell’eseguire una serie di omicidi, peraltro finalizzati a vendicare un torto subito dalla sua ragazza, utilizzata dai sicari come capro espiatorio, il killer segue un copione che conosce a memoria e che gli permetterà di portare a termine con impeccabile lucidità quanto è dovuto. Fincher utilizza un linguaggio a volte ermetico e fa sempre muovere il suo protagonista in un’atmosfera cupa, dove anche l’azione più efferata segue un ritmo preciso, studiato nei dettagli. Un vero esercizio di stile regalato allo spettatore che dovrà anche pazientemente accettare i monologhi del killer, ripetuti come un mantra, ogniqualvolta si appresti ad uccidere. Una maniera forse per ricordarsi le regole basiche che ogni assassino che si rispetti deve seguire alla lettera, o forse uno stratagemma psicologico per giustificare il fatto di aver fallito il bersaglio. Dialoghi asciutti e essenziali per comunicare tanto quanto basta e risolvere al più presto la propria missione vendicatrice. Inaspettato e gradito il cameo di Tilda Swinton, vittima designata che affronta con equilibrata rassegnazione la sorte che l’attende. Film ben riuscito che porta la firma di un grande maestro del cinema, consacrato come tale dopo il successo strepitoso di Seven, suo capolavoro assoluto del 1995.

data di pubblicazione:27/11/2023


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AL DI LA’ DELL’ OMBRA di Giuseppe Gimmi, 2023

AL DI LA’ DELL’ OMBRA di Giuseppe Gimmi, 2023

Un uomo si aggira tra la natura incontaminata. Avanza a fatica appoggiandosi ad un bastone perché è cieco, termine questo politicamente non corretto. Ma perché usare l’espressione non vedente quando lui riesce a percepire cose che gli altri non vedono pur avendo la vista?

 

Giuseppe Gimmi, pugliese doc, in un corto di pochissimi minuti riesce a realizzare una summa che concentra le impressioni più profonde del suo essere, giovanissimo ma già esperto nell’arte della cinematografia. Il pastore che vediamo sulla scena si sofferma ad annusare gli odori della natura selvaggia e a percepirne i colori partendo dallo zero assoluto, vale a dire il buio della sua cecità. Anche lo spettatore non può che immedesimarsi in lui e tentare di percepire le sue sensazioni in un frastuono discreto dato dal canto degli uccelli. Ecco che la natura si fa sentire e manda i suoi messaggi, i suoi appelli disperati. Gimmi ha il merito di raccontare in pochi frammenti di tempo tutto quello che si può dire in una vita. La musica che accompagna fa da contrappunto al verso del creato, una natura che chiede rispetto per salvaguardare la propria stessa esistenza. In quest’opera il regista sperimenta se stesso e si pone di fronte a ciò che sarà da venire in un abbraccio universale al mondo e al suo significato. Ottime quindi le basi per questo lavoro serio, ben strutturato e a basso budget presentato ufficialmente a Bari, dove Gimmi opera in un contesto più che ricettivo.

data di pubblicazione:17/11/2023

Sabato 13 aprile 2024, presso il Teatro Patologico di Roma, la giuria, composta interamente da disabili fisici e mentali, ha assegnato il premio per la miglior regia a Giuseppe Gimmi per Al di là dell’Ombra. A questo quindicesimo Festival Internazionale del Cinema Patologico era presente Leonardo Pieraccioni che ha voluto dedicare un sentito pensiero a Francesco Nuti, scomparso nel giugno dello scorso anno.

IL GUARDIANO di Harold Pinter, regia di Duccio Camerini, con Lorenzo Mastrangeli, Leonardo Zarra e Duccio Camerini

IL GUARDIANO di Harold Pinter, regia di Duccio Camerini, con Lorenzo Mastrangeli, Leonardo Zarra e Duccio Camerini

(TeatroLoSpazio – Roma, 16/19 Novembre 2023)

Nella vita dei due fratelli Aston e Mick entra un vecchio, prima con celata circospezione e poi, pian piano, con efferata prepotenza. Ma chi è veramente questo Davies, raccolto per strada e sistemato in casa per ricoprire il ruolo di guardiano? Sarà proprio lui a destabilizzare il rapporto tra i due fratelli o sarà invece un estremo, inatteso tentativo per porre chiarezza nelle loro esistenze già di per sé seriamente compromesse?

  

In scena al TeatroLoSpazio un capolavoro del noto drammaturgo inglese, già insignito del premio Nobel per la letteratura nel 2005. Il guardiano (The Caretaker), dopo il suo debutto a Londra nel 1960, fu accolto molto bene sia da parte del pubblico che della critica e consacrò Pinter ad un successo internazionale. In questa pièce teatrale è importante soffermarsi sulla psicologia dei tre personaggi, di come si sforzino a relazionarsi tra di loro e, all’interno della stessa casa dove si svolge l’intera azione scenica, di come l’intruso trovi lì temporaneo rifugio e dal quale poi non intenda affatto schiodare, nonostante le ripetute rimostranze dei due fratelli. Una casa che per l’occasione si trasforma in un teatro fatiscente, pieno di cavi e luci al neon che disorientano lo spettatore e ancor di più gli stessi attori. Man mano che i dialoghi si intrecciano, si vanno anche delineando le diverse fragilità dei tre soggetti, ognuno con un passato dai contorni poco chiari che è meglio lasciarsi alle spalle, e con un futuro ancora da definire. Se Aston ha subito l’elettroshock per curare i propri disturbi psicotici Mick, dal canto suo, deve fare i conti con la propria irruenza e la mancanza di senso pratico. Un gioco sempre più impegnativo che vedrà i tre personaggi destreggiarsi per stringere alleanze effimere, destinate comunque al fallimento. Rumori strani irrompono dal sottofondo quasi a scuotere quelle pause dagli effetti soporiferi. Il disordine regna sulla scena e se ne percepisce la presenza anche in quegli spazi dove lo spettatore non può accedere. Non è la prima volta che Camerini affronta una regia impegnativa come in questo caso, dove Pinter investe tutta la propria energia drammaturgica volta alla ribellione e alla denuncia sociale. Spettacolo ben riuscito che, sia pur in versione ridotta, non altera affatto il contenuto e il messaggio trasversale che era nella mente dell’autore.

data di pubblicazione:17/11/2023


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MISERICORDIA di Emma Dante, 2023

MISERICORDIA di Emma Dante, 2023

Arturo viene abbandonato tra le rocce mentre sua madre muore. Con i suoi strilli disperati attira l’attenzione di una pecora che lo salverà. Passano gli anni e lui rimane però bambino, un essere primordiale cresciuto da tre donne, prostitute come la madre più per necessità che per vocazione, che lo accudiscono in tutto perché di fatto lui è nato diverso. Tra carezze e rimproveri Arturo riconosce istintivamente il richiamo della lana, perché alla pecora deve la sua salvezza…

  

Con l’asprezza narrativa che la contraddistingue in tutto, Emma Dante porta al cinema un suo precedente lavoro teatrale dove ancora una volta si parla di donne e del loro bieco sfruttamento. La regista non usa i mezzi toni per lanciare un messaggio di disperazione in favore di coloro che, per un verso o per l’altro, sono tuttora vittime di abusi e di sopraffazione. Ambientata in un piccolo borgo in riva al mare, quello siciliano per l’appunto, tra sporcizia e abbandono ambientale, dove le donne vengono obbligate a soddisfare in tutti i modi le soverchierie di uomini senza scrupoli, nasce così la storia di Arturo. Lui è un essere ibrido che vive nel suo mondo e fuori dal mondo degli altri, balla sino allo sfinimento e guarda la vita con gli occhi di chi ha già incontrato la morte. Si è colpiti dalla sua nudità che non trova vergogna, dal suo sguardo distaccato e discreto verso quel poco che lo circonda, alla ricerca continua di una fonte di calore che lo possa proteggere dalla cattiveria. Il film è sicuramente un pugno sullo stomaco, una denuncia aperta verso qualsiasi forma di maschilismo che usa la violenza sulle donne per giustificare la propria impotenza e la propria inettitudine. Oggetti alla rinfusa accumulati e raccattati chissà dove, bambini che corrono alla fonte per raccogliere l’acqua e poi le donne, tante donne che si danno per poco per raccogliere qualche soldo e provvedere alla sussistenza, senza speranza di un futuro migliore che possa riscattarle. Accanto a Fabrizio Ferracane, sulla scena chiamato Polifemo perché un occhio gli è stato portato via e nessuno crede che sia nato così, abbiamo Simone Zambelli, giovane protagonista che nasce con e per la danza ma che ora, è curioso di esplorare il mondo della recitazione, quasi a voler colmare un vuoto che in passato sembrava ossessionarlo. Nel film come nel teatro, Emma Dante ha voluto lui e si può affermare che la sua scelta è stata più che giusta. In una Sicilia fuori dal tempo dove mitologia e degrado si fondono, lo sguardo di Arturo è limpido come limpida è la sua espressione quando viene allontanato forzatamente dal suo mondo, crudele e protettivo nello stesso tempo. Finalmente distribuito nelle sale cinematografiche, dopo il successo a teatro, Misericordia fa parlare e riflettere sulla validità dei sentimenti, in un mondo che sta andando inequivocabilmente alla deriva e dove il concetto di compassione verso l’altro sembra sbiadirsi sempre di più.

data di pubblicazione:16/11/2023


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