LA SALITA di Massimiliano Gallo, 2026

(Particolare della locandina ufficiale)

Nel 1984 Eduardo De Filippo organizza nel carcere minorile di Nisida, piccola isola nel golfo di Napoli, un laboratorio teatrale. L’occasione coincide con il fatto che 18 detenute del penitenziario femminile di Pozzuoli, per un breve periodo, verranno ospitate in quella struttura finora esclusivamente maschile…

Massimiliano Gallo, come Eduardo, è figlio d’arte e napoletano doc. Faccia molto conosciuta al pubblico per aver lavorato come attore sia in teatro che nel cinema. Dopo varie esperienze anche come regista teatrale, firma adesso la regia di La salita, presentato all’ultima edizione del Festival di Venezia, nelle Giornate degli Autori. Sicuramente molto interessante come film d’esordio perché, prendendo spunto da fatti realmente accaduti, risulta essere un pretesto per omaggiare la figura del grande Maestro partenopeo. I fatti raccontati risalgono gli inizi degli anni Ottanta, quando per puro caso si viene a creare una particolare convivenza. Si trovano così a fronteggiarsi nello stesso luogo i giovani di un carcere minorile e le detenute di un altro penitenziario.

Dopo le prime inevitabili tensioni, nascerà invece una tenera amicizia tra il giovane Emanuele (Alfredo Francesco Cossu) e Beatrice (Roberta Caronia). Quest’ultima, vedova di un camorrista, cerca invano vendetta per la morte del figlio adolescente, ucciso da un noto esponente di una banda rivale. Emanuele promette alla donna di aiutarla in cambio di una somma di denaro che servirà per costruirsi una nuova vita, una volta uscito dal carcere. Non è tanto questo ciò su cui si concentra l’intera vicenda quanto piuttosto la messa in atto di uno spettacolo di varietà, all’interno del penitenziario. Su iniziativa di Eduardo De Filippo attori e attrici professionisti istruiranno a dovere i detenuti e le detenute che così potranno finalmente condividere un interesse. L’importante sarà dimostrare come il teatro sia una scuola di vita e se ne ha la prova ascoltando le parole del grande Maestro.

La salita, nei titoli di coda, fa parlare il vero Eduardo che esorta i ragazzi a non ricadere nell’errore ma a rifarsi una nuova vita. Il regista affida questa sua opera prima a un cast per lo più formato da attori e attrici esordienti. Una scelta rischiosa per affrontare un tema così impegnativo, ma senza ombra di dubbio una scelta ben riuscita. Una sceneggiatura pulita e senza eccessi manieristici, in parte curata dallo stesso regista che ha affidato la musica a Enzo Avitabile. Dopo una serie di film ambientati a Napoli con i soliti cliché di malaffare, finalmente arriva nelle sale un film misurato e senza esagerazioni stilistiche. La sostanza c’è e l’ingrediente principale rimane il teatro che riesce sempre a interpretare il reale nella finzione e a portare la finzione nella realtà.

data di pubblicazione:12/04/2026


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