Francesca Archibugi, oramai veterana nel panorama cinematografico italiano, confeziona un film molto interessante. Non tanto per il tema principale trattato, legato al ben noto racket dello sfruttamento minorile. La regista dimostra altresì di saper affrontare le ferite ancora aperte che coinvolgono in maniera diversa i singoli personaggi. Si rivelano così varie storie e soprattutto i prevedibili attriti tra polizia, magistratura e servizi sociali. Alla fine, tra mille difficoltà, la cruda realtà verrà rivelata …
Partendo da una storia se non proprio vera almeno verosimile la regista, sin dalle prime immagini, ci porta nel mondo legato al giro della prostituzione. Rosa Lazar (Angelina Andrei) di origine moldava, non ancora sedicenne viene indotta da un cugino a cercare fortuna in Francia come fotomodella. Ovviamente è tutto un tranello per introdurre la bellissima Rosa in un giro di ragazze messe a disposizione di importanti esponenti del Parlamento Europeo. La giovane è sempre allegra e ottimista e si lascia trascinare in un vortice dal quale sarà difficile uscirne fuori. Alla fine si troverà a Perugia in mano alla mafia albanese che saprà vendicarsi al primo atto di insubordinazione da parte sua. Da qui inizia l’indagine affidata a una testarda sostituta procuratrice (Jasmine Trinca) affiancata da uno psicologo (Michele Riondino) e osteggiata da un superpoliziotto (Filippo Timi).
Senza entrare nei particolari di una vicenda fin troppo complessa, la regista affronta ogni situazione con estrema cautela. Si fa cenno ai drammi interiori dei protagonisti senza però perdere mai di vista il tema centrale. Così, oltre ad affrontare le problematiche che coinvolgono in prima battura Rosa, verranno fuori problemi di tutt’altra natura, che riguardano la vita di ogni giorno. Conflitti sociali e istituzionali che finiscono con il travolgere la vita di coloro che si trovano invischiati, loro malgrado, nelle maglie di una cieca burocrazia. Reticenza per nascondere un passato doloroso, nascosto e rimosso per evitare, o almeno lenire, una sofferenza al limite della sopportazione. La Archibugi, partendo da un trattamento molto corposo, è stata abile nel rappresentare una realtà oscura senza nello stesso tempo appesantirne la narrazione.
Illusione vede impegnato un cast di attori all’altezza dei ruoli assegnati, non sempre facili da seguire. Un film quindi che poteva concretizzarsi in un minestrone di fatti, pieno di sovrapposizioni fuorvianti. Il risultato è stato invece decisamente positivo e lo spettatore potrà seguire l’intera vicenda, quanto mai attuale perché di cronaca quotidiana. Si percepisce una certa sensibilità nel predisporsi verso le problematiche affrontate senza però indugiare in inutili pietismi. Una storia che non riguarda solo la violenza sui minori ma che affronta la lotta di potere e i traumi non risolti. Un dramma psicologico che si cerca di decifrare e che accompagna l’attività investigativa per arrivare alla verità. Il film è stato presentato in anteprima all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma nella Sezione Grand Public.
data di pubblicazione:06/05/2026
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