BIANCO – testo e regia di Giuseppe Tantillo

(Immagine tratta da cartella stampa)

con Valentina Carli e Giuseppe Tantillo

(Teatro Biondo, Sala Strehler – Palermo, 13/17 Maggio 2026)

Bianco non è un colore qualsiasi. Nell’immaginario comune è luce, redenzione, eternità. Mia e Lucio si incontrano nel reparto oncologico di un ospedale. Hanno superato dei controlli medici ma ne devono affrontare altri. Il loro futuro insieme come sarà? Diventeranno abbastanza vecchi da veder crescere i propri figli e poi i nipoti e poi ancora tutto il resto? Come affrontare seriamente il problema pensando che forse è solo un falso problema?

Si parte da un assioma: giovani o vecchi, sani o malati nessuno, proprio nessuno, vuole pensare alla morte, a quel momento impercettibile in cui non si è più di qua ma si è passati di là. Ognuno è programmato per programmare la propria vita, per immaginarsi felice e forse immortale. Il testo di Giuseppe Tantillo induce a riflettere su come potrebbe essere la vita e il futuro di due malati oncologici che affrontano consapevolmente le difficoltà di una malattia con scarse probabilità di guarigione. Cinismo, reciproca derisione o semplice leggerezza per accantonare il pensiero della morte e cercare di vivere nel migliore dei modi, magari innamorandosi o avventurandosi in un viaggio estenuante lontano da tutto e da tutti. Mia e Lucio non sanno come prendersi, come condividere qualcosa che di fatto li unisce, come immaginarsi insieme nella vita. Basterà una parrucca canuta per immaginarsi vecchi e sani a godersi le gioie della terza età? Per entrambi il tempo non si sa che direzione prenderà e anche le loro esistenze rimarranno sospese nel nulla, oltre ogni ragionevole aspettativa. Il format è quello della commedia amara, dove il tono canzonatorio è abilmente dissimulato. Dialoghi serrati su una scena in continuo movimento, leggermente abbozzata ma di effetto. Una regia attenta che misura i movimenti per dar loro il giusto significato nei tempi dovuti. Così viene presentato il nuovo lavoro di Giuseppe Tantillo, palermitano doc, in chiusura della stagione di prosa alla Sala Strehler. Il regista si fa carico di affrontare una questione profonda che riguarda la maniera di percepire la malattia in maniera forse incosciente. I due protagonisti si troveranno a inventarsi un ruolo di coppia che li possa distrarre dall’idea di una morte imminente e certa. Una produzione Binario Vivo Teatro Nuovo / Accademia perduta Romagna teatri / Teatri molisani.

data di pubblicazione:14/05/2026


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