Ritornare nei corridoi intrisi di lavanda e nei giardini stregati della famiglia Owens è un po’ come rispolverare un nostalgico talismano della cultura pop di fine anni Novanta e sostituirlo con uno nuovo, accettando con consapevolezza che non sarà mai uguale all’originale, anche se profondamente sintonizzato su quelle stesse frequenze emotive che resero il capostipite un cult.
Alla regia Susanne Bier non delude, dando anche un tocco autoriale in più rispetto al primo capitolo, senza snaturare la grammatica visiva e narrativa dell’originale, mantenendo l’equilibrio tra toni fiabeschi, venature dark e squarci di commedia. La trama riprende i fili della secolare maledizione amorosa che pende sulla discendenza Owens, per cui ritroviamo Sally immersa nel suo perenne e razionale tentativo di respingere il sovrannaturale dopo nuove sofferenze sentimentali, affiancata dalla solita esuberante Gillian, spirito libero e motore dinamico della sorellanza. Quando poi la nuova generazione viene trascinata in Inghilterra da un’oscura chiamata legata alle origini ancestrali della famiglia, l’opera si trasforma in un vero e proprio road movie, magico e transatlantico.
La vera forza catalizzatrice del racconto risiede, senza sorpresa, nella magnetica alchimia tra Sandra Bullock e Nicole Kidman. La loro intesa sullo schermo ha la naturalezza del tempo che passa ma non scalfisce. A fare da fondamentale contrappeso simbolico rimangono le eccentriche ed eccezionali zie, interpretate da Stockard Channing e Dianne West, che regalano lampi di pura classe attoriale e presenza scenica ogni volta che occupano l’inquadratura.
Tuttavia l’incantesimo perde parte della sua fluidità quando la sceneggiatura cerca di rincorrere una fin troppo articolata sovrastruttura mitologica, frammentando il gruppo e mortificando parzialmente la dinamica corale, relegando alcuni personaggi secondari, come le figlie e l’accademico interpretato da Lee Pace, a ruoli funzionali.
Ciononostante il film custodisce una genuina dolcezza tematica. Il nucleo profondo non riguarda semplicemente la magia intesa come trucchi e formule, ma la magia dell’eredità affettiva, della solidarietà femminile e del coraggio di accettare il dolore come parte integrante dell’amore. Amore e Incantesimi 2 si conferma così un’opera imperfetta ma che sa ancora come preparare il perfetto margaritas di mezzanotte.
data di pubblicazione:09/09/2026
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