THE DOG STARS di Ridley Scott, 2026

(Immagine tratta da cartella stampa)

Nel panorama del cinema post apocalittico The Dog Stars si presenta come una pellicola profondamente discontinua, capace di alternare momenti di rara bellezza visiva a un’inaspettata stanchezza narrativa. Diretto da Ridley Scott e basato sull’omonimo romanzo di Peter Heller, il film abbandona le tonalità più oscure e frenetiche tipiche del genere, per calarsi in una dimensione più contemplativa e rarefatta, quasi malinconica, che finisce però per indebolire l’impatto emotivo dell’insieme.

La storia segue le vicende di Hig (Jacob Helordi), un ex pilota civile, che tenta di sopravvivere in un Colorado desolato insieme al suo cane e a Bangley (Josh Brolin), un ex militare pragmatico e inflessibile. L’equilibrio precario tra i due cambia quando un misterioso segnale radio spinge Hig a rischiare la propria vita oltre i confini sicuri del proprio territorio. Sulla carta la premessa offre uno spunto affascinante sulla contrapposizione tra l’istinto di conservazione e il bisogno viscerale di contatto umano, ma sullo schermo, la sceneggiatura stenta a dare reale spessore e complessità ai suoi protagonisti, finendo per trattare temi complessi come il lutto e la solitudine in modo generico.

Dal punto di vista puramente formale, il marchio di fabbrica della regia emerge in maniera innegabile. Le ampie inquadrature dei paesaggi montani e la gestione della luce restituiscono un senso di isolamento maestoso, trasformando la natura circostante nel vero elemento di forza della produzione. Non mancano inoltre sequenze d’azione ben orchestrate, dove la tensione della minaccia esterna viene resa con mestiere e senso del ritmo.

I problemi affiorano soprattutto nella gestione dei tempi e del tono narrativo. Il film procede con un passo blando, accumulando passaggi narrativi prevedibili e luoghi comune del genere che finiscono per smorzare l’interesse. La sensazione generale è quello di un lavoro visivamente impeccabile, ma privo di quella spinta vitale e di quel coraggio concettuale che hanno reso celebri le migliori opere di Ridley Scott.

Il risultato finale è una pellicola che si lascia guardare senza particolare sforzo ma che si dimentica con altrettanta rapidità.

data di pubblicazione:30/08/2026


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