A quasi cinquant’anni di distanza da Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Steven Spielberg torna a confrontarsi con il mistero dell’esistenza extraterrestre e lo fa con un film che, più che interrogarsi sugli alieni, si domanda cosa accadrebbe agli esseri umani se la verità venisse finalmente rivelata. Disclosure Day è fantascienza, thriller cospirativo e racconto spirituale al tempo stesso, un’opera che affronta tanti temi attuali, come il rapporto tra fede e conoscenza, la manipolazione dell’informazione, la sfiducia nelle istituzioni, il valore dell’empatia, ma senza mai rinunciare a quel senso di meraviglia che aveva reso indimenticabile E.T. L’Extraterrestre.
La storia ruota intorno a due personaggi, da una parte Daniel Kellner (Josh O’Connor), coinvolto in una fuga contro poteri che da decenni custodiscono un segreto inconfessabile, dall’altra la meteorologa Margaret Fairchild (Emily Blunt), che inizia a manifestare capacità inspiegabili e diventa il centro emotivo dell’intera vicenda.
La forza della pellicola risiede soprattutto nella regia. Spielberg dimostra ancora una volta una padronanza dello spazio e del movimento che pochi altri autori contemporanei possiedono. Le scene d’azione scorrono con una fluidità quasi invisibile e le sequenze che inseguono quello stupore che caratterizzava i suoi classici, lo fanno con uno sguardo più maturo e malinconico, consapevole delle inquietudini dei giorni d’oggi.
Emily Blunt offre un’interpretazione sorprendente. Il suo personaggio attraversa trasformazioni profonde e l’attrice riesce sempre a renderle credibili senza perdere il contatto con la dimensione umana della storia. Josh O’Connor costruisce un protagonista insolito, vulnerabile e lontano dall’eroe tradizionale, mentre Colman Domingo e Colin Firth incarnano con efficacia le due forze opposte che guidano il racconto, la ricerca della verità ed il desiderio di tenerla nascosta.
Il film procede come una corsa verso una rivelazione annunciata fin dal titolo, ma il senso del film, al di là del colpo di scena finale, sta nella prospettiva nuova in cui Spielberg affronta la tematica a lui più cara e in quella frase criptata che Margaret pronuncia, inconsapevole, in diretta, “non dobbiamo avere paura di quello che non conosciamo”.
data di pubblicazione:10/06/2026
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Citando testualmente un critico cinematografico che conosco, Disclosure Day è “un film di purissima e lussuosa Serie B”.
That’s all!
Mi unisco alla voce fuori dal coro: il film non mi ha convinta del tutto!
E certamente dí intrattenimento, grande …ma discontinuo. Il regista mette troppa carne al fuoco per accrescere la tensione, ma finisce per perdercisi.
Dopo un Primo Tempo piuttosto farraginoso, la Seconda parte decolla ma non è priva di incongruenze.
Il Finale è coinvolgente anche se è intriso di un moralismo/buonismo hollywoodiano “d’altri tempi”.
Nonostante l”ottima regia e il montaggio il film non va al di là di “Buono”.
Però Spielberg è Spielberg, anche quando non è al top!
Se non fosse firmato Spielberg molto probabilmente staremmo tutti evidenziando difetti ed incoerenze di quello che definiremmo solo un Blockbuster estivo.
A mio parere di appassionato di cinema Disclosure Day è solo un “Buon” film, nulla di più. Un film un po’ confuso che a tratti gira a vuoto e che spesso si dilunga troppo ma è illuminato da lampi di grande regia di un autore di gran talento e soprattutto mestiere.
Siamo lontani dall’ispirazione e dalla poesia di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e di “ET”
Dopo i depressogeni prodotti della tarda maturità di altri registi coetanei, ecco il giovane Spielberg che a quasi 80 anni si regala e ci regala un’ altra perla della sua straordinaria filmografia.Felice sintesi di tutto il suo grande Cinema da intrattenimento intelligente.
E’ un grande privilegio poter ancora scoprire uno Spielberg in piena forma sulla soglia degli 80 e a ben cinquantacinque anni dal suo debutto con DUEL.
Rivivendo remote emozioni sono corso a vederlo al primo spettacolo pomeridiano del primo giorno di programmazione. Una fortuna: mi sono ritrovato splendidamente solo, in una sala da 485 posti ed un megaschermo tutto per me in cui immergermi totalmente. Cosa si può volere di più dal Cinema?
Disclosure Day non è certo il film più bello di Spielberg ma, pur con qualche difetto di sceneggiatura e una definizione a tratti sommaria di alcuni personaggi, è senza alcun dubbio un film ottimo!
Chi meglio di Spielberg conosce le regole del cinema spettacolare e sa padroneggiare questo genere di film con un talento che con gli anni è solo cresciuto? Non si tratta di uno Science-Fiction ma di uno splendido Thrilller teso e cerebrale centrato non tanto sull’incontro con intelligenze extraterrestri ma piuttosto sulle conseguenze politiche, sociali, filosofiche e religiose della rivelazione dell’esistenza degli Alieni.
Un lavoro focalizzato più sulla meccanica del “Segreto” e sulla fragilità della “Verità” che sulla spettacolarizzazione. Chi sa la Verità? Chi la nasconde e controlla? Chi può sapere e Chi no? soprattutto Chi può decidere quando l’Umanità potrà essere matura per conoscere questa Verità?
Gli extraterrestri sono il geniale spunto creativo di un film in cui la tensione crescente, gli inseguimenti, il ritmo, le musiche e l’estetica sono quelle tipiche dei grandi Thriller.
Uno Spielberg coerente con i temi da lui già affrontati nel passato ma più interessato oggi alle implicazioni umane del Fantastico che non al Fantastico stesso.
Disclosure Day è un ottimo film, teso, intelligente, dinamico, profondo ed ironico. Meno spettacolare del previsto ma diretto in modo eccelso e ben interpretato. La conferma di un grande talento cinematografico. Un genio della regia e del montaggio. Un probabile Cult Movie. Da vedere senz’altro! Da commentare. Da apprezzare se possibile su un grande schermo.