One Night Only parte da una premessa da fantascienza satirica: una società distopica dove il sesso prematrimoniale è illegale per 365 giorni all’anno, eccetto per una singola finestra di dodici ore. È un dispositivo narrativo al tempo stesso comico e inquietante, ma il problema è che il film sembra avere paura delle conseguenze della propria intuizione. Gluck sceglie deliberatamente di non fare della distopia il centro del racconto, la usa piuttosto come una gigantesca macchina scenica dentro cui far correre una rom-com.
È una scelta legittima, ma anche il punto in cui la pellicola perde qualcosa, perché un mondo nel quale milioni di persone aspettano per un anno l’unica notte autorizzata per fare sesso sarebbe potuto diventare una satira feroce della repressione, del moralismo, della solitudine contemporanea e persino della mercificazione del desiderio. Invece il film sfiora tutte queste possibilità, senza davvero affondare il colpo.
Al centro ci sono Allie e Owen, interpretati da Monica Barbaro e Callum Turner, due single che, paradossalmente, durante la notte concepita per consumare incontri fugaci, cercano una connessione autentica. Ed è qui che la pellicola trova la sua ragion d’essere più sincera. I due attori hanno una chimica palpabile ed una presenza scenica elegante e naturalmente simpatica. La struttura della notte, con i suoi incontri mancati, gli equivoci e gli inseguimenti, richiama deliberatamente la tradizione del genere. E New York diventa il terzo protagonista, calda, notturna, luminosa, caotica, fotografata con quella familiarità cinematografica che permette alla città reale di diventare ancor una volta una città da innamoramento.
Le domande sollevate dall’ambientazione sono enormi e il film preferisce non rispondere. Il risultato è piacevole, ma anche stranamente innocuo. Il titolo sembra alludere alla precarietà del desiderio, alla possibilità che una sola notte possa contenere una vita intera, la sceneggiatura, invece, usa quella notte soprattutto come conto alla rovescia romantico. Eppure, anche nella sua imperfezione, il film conserva un’idea interessante, che quando tutto è concesso, forse ciò che desideriamo davvero è proprio ciò che non può essere imposto, programmato o consumato entro una scadenza.
One Night Only resta dunque un’opera divisa tra l’ambizione di farsi specchio assurdo dei nostri tempi e la rassicurante necessità di far innamorare due bellissimi attori davanti a una macchina da presa. Non tutto regge la prova della logica, ma l’energia e l’intesa dei suoi interpreti offrono un risultato brillante e godibile.
data di pubblicazione:30/08/2026
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