Warfare – Tempo di Guerra, scritto e diretto dall’iconico Alex Garland – già autore di The Beach (2000) e del recente Civil War (2024) – è un film che colpisce come un pugno nello stomaco. Realizzato insieme a Ray Mendoza, ex Navy SEAL e co-autore, Warfare racconta un episodio realmente accaduto durante la guerra in Iraq, vissuto in prima persona da Mendoza e dal suo plotone.
Il film è dedicato a Elliott Miller, compagno di Mendoza, che in quell’operazione del novembre 2006 a Ramadi ha perso le gambe e la facoltà di parlare, senza alcun ricordo di quei momenti drammatici. Il film si basa sulla memoria autentica di chi c’era davvero, e questo si sente in ogni scena.
Consiglio a tutti di vedere Warfare, soprattutto a chi – come me – conosce la guerra solo attraverso i telegiornali o gli articoli di cronaca. Perché Warfare è un film fisico, crudo, che colpisce direttamente il corpo e l’anima dello spettatore. I piani sequenza magistrali, il montaggio sonoro che alterna silenzi tesi a esplosioni improvvise, ci fanno vivere in prima persona l’esperienza dei soldati. Ci sentiamo con loro, accanto a loro, in quella casa irachena occupata che all’inizio sembra un’operazione semplice… e che si rivelerà un incubo.
Il cast giovane ma potentissimo – Cosmo Jarvis (recentemente in Shōgun), Will Poulter (Le Cronache di Narnia, Death of a Unicorn), Joseph Quinn (Stranger Things) e molti altri volti noti – ha vissuto sei settimane di addestramento militare, imparando non solo tecniche ma anche il valore del gruppo, della fratellanza. Hanno raccontato che sul set erano sempre “di scena”, anche fuori inquadratura, per restare dentro i personaggi e sostenersi a vicenda. Tutti si sono tatuati la frase “Call on me”, in omaggio all’unica canzone presente nella colonna sonora, simbolo del legame indissolubile creatosi tra loro.
Warfare è stato criticato per la mancanza di trama o dialoghi complessi – si parla quasi solo per comandi, in modo sommesso – ma la vera domanda è: abbiamo davvero ancora bisogno di una “trama” per raccontare la guerra? O non è forse più onesto mostrarla per quello che è: caos, terrore, fratellanza, sopravvivenza?
Se vogliamo davvero diventare una società meno incline alla guerra, dobbiamo prima capire cosa significa guerra per chi la fa e chi la subisce in prima fila. E Warfare ce lo mostra in lettere maiuscole. Un grande film. Un grande gesto civile.
data di pubblicazione: 27/08/2025
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