Siamo in una cittadina inglese ai tempi nostri e il film racconta, attraverso una lente BDSM, il rapporto tra il giovane Colin (Harry Melling – avete presente il cugino viziato di Harry Potter… è lui!), un timido vigile un po’ sciatto, e il misterioso biker Ray (Alexander Skarsgård), molto prestante. Per chi non sapesse, come me: BDSM è un termine ombrello che racchiude una varietà di comportamenti atipici piacevoli o eccitanti che contemplano giochi di ruolo fisici, psicologici e sessuali tra adulti consenzienti, basati su dinamiche di potere, sottomissione, schiavitù fisica, sul procurare o ricevere dolore e sensazioni fisiche (De Neef et al., 2019). E questo, prima di andare a vedere il film, è bene saperlo, così da non restare troppo sorpresi da alcune scene piuttosto esplicite.
Colin vive ancora con i suoi genitori (Douglas Hodge e Lesley Shary), calorosi e partecipativi, che vorrebbero vedere il figlio felicemente fidanzato. Intorno a Natale, in un pub, conosce Ray che, con un biglietto, lo invita a incontrarlo proprio il giorno di Natale alle ore 17. Arrivati all’appuntamento, Ray porta Colin in un vicolo dove gli permette di leccargli gli stivali e non solo. Poi, lasciando ovviamente Colin nell’incertezza se questo incontro avrà un seguito, lo invita a casa sua dove Colin può cucinare per loro. Inizia così una convivenza un po’ sui generis.
Colin è innamorato perso e si prende qualsiasi briciola lasciata da Ray: si rasa i capelli a zero, va a fare le scorribande con gli amici di Ray, che sembrano quasi tutti in coppia SM (uno sadico e uno maso). I suoi momenti più belli con Ray però sono quando, seduto sulla moto di Ray, il suo bene supremo, può abbracciarlo da dietro, sul sedile posteriore che in inglese viene chiamato “pillion”.
Piano piano si capisce che Colin diventa più consapevole di quello che vuole davvero da Ray, e si intravede anche che Ray – nonostante tutto – si è in qualche modo innamorato del suo schiavo e fatica a mantenere le regole dure dell’inizio. Tutto sembra andare verso una direzione più romantica dopo un atto ribelle di Colin, che vuole costringere Ray a passare almeno una volta a settimana una giornata da coppia alla pari, fuori dal loro solito schema. Se non fosse che, dopo questa unica giornata passata insieme in modo diverso, Ray sparisce.
Lo ammetto: sono uscita un po’ delusa da questo film, tratto dal romanzo degli anni ’70 Box Hill di Adam Jones-Mars e primo lungometraggio di Harry Lighton, giovane cineasta inglese.
A conti fatti si tratta di una storia d’amore in cui uno dei due si evolve e l’altro vorrebbe anche, ma non ce la fa, e la componente dei bikers in versione BDSM mi ha dato più l’impressione di scene di un documentario socio-antropologico anni `70 che di una componente psicologica finemente analizzata e resa visibile in chiave di commedia nera. Ma io avevo anche visto Secretary di Steven Shainberg (2002) con James Spader e Maggie Gyllenhaal e quindi le aspettative erano alte. Evidentemente troppo… comunque gli attori sono bravi.
data di pubblicazione:16/02/2026
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