Che sollievo, a volte, poter dimenticare per un po’ i propri problemi e i propri guai, guardando quelli di qualcun altro. E la protagonista di Outlander, Claire, interpretata dall’attrice e modella irlandese Caitríona Balfe, di problemi ne ha davvero tanti. Da ormai più di dieci anni.
Già nella prima stagione Claire è malapena tornata dal fronte della Seconda guerra mondiale, dove ha lavorato come infermiera di pronto soccorso in prima linea – e non fa neanche in tempo a riabituarsi alla vita con suo marito Frank Randall non più visto da cinque anni – che attraverso un misterioso cerchio di pietre nelle Highlands scozzesi viene catapultata indietro nel tempo.
Precisamente nell’anno del Signore 1743, pochi anni prima della battaglia di Culloden, destinata a segnare definitivamente la sconfitta della ribellione giacobita e la fine del vecchio mondo dei clan scozzesi. Claire si ritrova dunque in un’epoca completamente diversa dalla sua, con addosso soltanto un leggero vestito e nessuna idea di come tornare a casa. Deve imparare in fretta a sopravvivere in una quotidianità piena di insidie. Ma se la cava sorprendentemente bene in mezzo a quei ruvidi scozzesi in kilt. Le toccherà persino sposarne uno per evitare di cadere nelle mani di Jack Randall, antenato di suo marito Frank e spietato, sadico capitano delle giubbe rosse, interpretato – anche lui, in un magnifico doppio ruolo – da Tobias Menzies.
Tornando al giovane guerriero scozzese che Claire è costretta a sposare, James “Jamie” Fraser (Sam Heughan), un briciolo di fortuna c’è: lui infatti non è solo fiero, intelligente e spiritoso, ma è anche più giovane di lei. La stessa Claire rimane sorpresa dalla passione e dall’amore che nasceranno fra loro. E, naturalmente, anche Jamie sente le stesse cose. E meno male, perché da quel momento i due non faranno praticamente altro che salvarsi la pelle a vicenda. Per otto stagioni.
Possiamo tranquillamente dire che Outlander non è una serie per spettatori troppo impressionabili. Con il procedere della storia – tratta dai romanzi di Diana Gabaldon, che ha iniziato a immaginare questo universo all’inizio degli anni Novanta – Claire e Jamie dovranno uscire vivi non soltanto dalle conseguenze di Culloden, ma anche dagli intrighi di Versailles, da violenze sessuali, ferite gravissime, continue traversate oceaniche, maniaci, battaglie feroci combattute con forconi e coltelli, dalla Rivoluzione americana, da avvelenamenti e accuse di stregoneria e tanto altro.
Insomma: un grande affresco storico, ambientato prima in Europa e poi nelle nuove colonie d’oltreoceano, che attraversa decenni, guerre e continenti. E alla fine dell’ottava stagione Claire e Jamie si ritrovano anche al centro di una famiglia allargata davvero straordinaria. Perché Outlander, nel raccontare le relazioni umane, non sembra voler lasciare fuori quasi nulla, neanche rapporti omosessuali, bisessuali e forme di amore non monogamo.
Superata la seconda stagione – che, rispetto alla prima, perde ritmo, ma chiunque abbia vissuto una relazione lunga sa che la fase iniziale dell’innamoramento è sempre quella più agitata e pepata – la serie prende la forma di una grande storia picaresca, quasi un’epopea. Molto ben costruita e soprattutto straordinariamente ambientata e recitata. Una storia che ci riporta continuamente vicino alla guerra e alla violenza, ma non per il gusto di farne uno spettacolo. La serie ce le mostra per quello che sono state nella vita dei nostri antenati: una realtà con la quale intere generazioni hanno dovuto convivere e contro la quale hanno dovuto lottare per sopravvivere.
E in molte parti del mondo, purtroppo, oggi si deve ancora fare lo stesso, proprio come Claire e Jamie. E forse è proprio questo uno degli aspetti di Outlander che colpisce di più: dietro tutte quelle avventure, le battaglie, gli amori e le fughe e violenze, rimane la sensazione che stiamo guardando persone che cercano, innanzitutto e ostinatamente, di restare vive.
Persone come i nostri antenati.
Quelli che hanno combattuto abbastanza a lungo perché, secoli dopo, potessimo esserci noi.
data di pubblicazione:25/09/2026






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