THE ABANDONS – Serie TV Netflix, 2025

(Foto privata)

Nella fittizia cittadina di Angel’s Ridge, in una imprecisata località del vecchio West, ha luogo uno scontro senza esclusione di colpi, tra due famiglie di origini e stato sociale differenti. A capo delle rispettive congreghe sono due donne dalla esagerata personalità. Vecchi rancori, amori non corrisposti, legami sgraditi, cupidigia, lotta di classe, tutto sfocia inevitabilmente, nella più bieca violenza.

Non si può parlare di The Abandons, senza aprire una parentesi sul suo autore, Kurt Sutter, già ideatore della fortunata serie, Sons of Anarchy, secondo molti un Taylor Sheridan, che non ce l’ha fatta. Tale considerazione è avallata dal risultato, non certo esaltante della serie in questione. Pur arricchita da un cast di livello, da alcuni scenari pittoreschi e da una trama che, almeno sulla carta, poteva intrigare non poco, il risultato finale appare decisamente modesto. Le due protagoniste, Lena Headey (già cattiva nel Trono di Spade) torna “labbruta” e rancorosa più che mai nei panni di Fiona Nolan, madre rancorosa di una famiglia allargata che tenta di conservare la terra che le viene insidiata. Ancora più cinica Gillian Anderson, l’indimenticata Dana Scully di X Files, nei panni della ricca e spietata vedova Constance Van Ness, titolare della miniera d’argento che porta avanti con ogni mezzo. Naturalmente, nessun paragone va fatto con i grandi western del passato, ma anche nel confronto con storie del West americano più recenti, vedi Deadwood, 1883, Godless o The English, la serie di Sutter perde su tutta la linea. Non bastano alcuni scenari della regione canadese di Alberta, la buona interpretazione della Anderson, la contrapposizione fra ricchi e poveri, contrastati amori trasversali alle famiglie, stupri e omicidi, misteri da svelare, a rendere commestibile la visione degli otto episodi. Nel progetto originario, in realtà, ne erano previsti dieci, ma contrasti generatisi all’interno della produzione hanno finito col tagliare la storia, peggiorandone vieppiù l’esito con un finale – che non sveliamo – ma che è quanto di peggio non si possa immaginare, alla faccia di ogni cliffhanger che si rispetti. Nello specifico sono gli spettatori a restare appesi in un precipizio di incredulità. Concludendo, certamente un’occasione sprecata, una trama complessa sminuita da una violenza spesso fine a sé stessa, attori, certamente bravi, ma diretti come in una tele novela, e il senso di incompiutezza generale che pervade l’intera narrazione. Peccato perché, come già detto, i presupposti per una narrazione coinvolgente c’erano tutti: i primordi di un capitalismo in chiave yankee, la componente interrazziale della famiglia Nolan, gli allevatori e il loro odio verso i Van Ness, padroni ricchi e spregiudicati, l’assenza di personaggi positivi a tutto tondo. Di tutte le premesse, fra l’altro già intuibili nel primo episodio, non ne rimane purtroppo traccia. Per gli spettatori, la buona notizia è che, al momento, non è in previsione una seconda stagione.

data di pubblicazione:21/12/2025

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ricerca per Autore:



Share This