PERCHE’ NON CANTI PIU’ – TRIBUTO A GABRIELLA FERRI di Pino Strabioli

(Foto tratta da cartella stampa)

(Teatro de’ Servi – Roma, 29/1 -1/2 2026)

Perché Non Canti Più è uno di quegli spettacoli che, col passare degli anni, smette di essere semplicemente un omaggio e diventa una presenza stabile, quasi necessaria, nel panorama teatrale e musicale italiano. In scena da oltre dieci anni, il tributo a Gabriella Ferri ideato e diretto da Pino Strabioli e interpretato da Syria, ha attraversato stagioni, teatri e pubblici diversi, senza perdere forza, anzi raffinando il proprio equilibrio tra racconto, musica e memoria.

Non si tratta di un’operazione nostalgica né di un’imitazione, Strabioli costruisce una drammaturgia leggera ma precisa, fatta di parole, immagini evocate e musica, che ci restituisce tutta la complessità di Gabriella Ferri. La figura che emerge è quella di un’artista viscerale, attraversata da una felicità incontenibile ed allo stesso tempo da una malinconia profonda, capace di incarnare Roma e insieme di sfuggirle, di essere popolare senza mai diventare facile.

Syria affronta questo materiale con intelligenza e con misura, scegliendo la strada più difficile, quella di non sovrapporsi a Gabriella ma di dialogare con lei. La sua voce, diversa per timbro ed impostazione, non cerca la replica ma l’interpretazione, ed è proprio in questo spazio che nasce l’emozione più autentica.

Le canzoni, da quelle più celebri a quelle meno frequentate, vengono attraversate con rispetto, ma anche con libertà, restituendo tutta la modernità di un repertorio che parla di amore, rabbia, abbandono e dolore, con una verità disarmante.

Lo spettacolo è intenso, intimo, e la regia di Strabioli, fedele alla sua cifra elegante e mai invadente, accompagna il racconto senza sovrastarlo, lasciando spazio alla parola e alle note ed evitando ogni enfasi superflua. Anche l’apparato scenico, volutamente sobrio, contribuisce a creare un luogo della memoria che non è museale, ma vivo, attraversabile. Perché non canti più funziona perché non pretende di spiegare Gabriella Ferri, né di risolverne le contraddizioni, ma le accoglie e le consegna al pubblico così come sono, lasciando che siano le canzoni e le parole a fare il resto.

Si tratta di uno spettacolo, in definitiva, che è in grado di parlare a generazioni diverse, a chi Gabriella l’ha amata e a chi l’ha scoperta in teatro, dimostrando che il vero tributo non è la celebrazione, ma la capacità di tenere alta una voce e di farla risuonare ancora senza tradirla.

data di pubblicazione:31/01/2026


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