Il titolo Attitudini: Nessuna è già di per sé una dichiarazione d’intenti ironica e cruda. Riprende un giudizio scolastico rivolto ad Aldo da bambino e lo rovescia con elegante autoironia, per guidare tutto il racconto di questo documentario sul più celebre trio comico italiano, quello formato appunto da Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, che invece dimostra quanto talento, chimica e caparbietà ci siano voluti per raggiungere il loro successo. La scelta di questo titolo posiziona subito lo spettatore su un doppio registro: da un lato l’umiltà del ricordo, dall’altro la consapevolezza del riscatto artistico.
Il film si costruisce su una tessitura stratificata: materiali d’archivio, interviste recenti, dietro le quinte e momenti di confidenza sincera. La regia di Sophie Chiarello adotta un linguaggio sobrio ma evocativo, in cui le scene d’archivio, con le prime prove comiche, il cabaret e gli spettacoli teatrali, si alternano a interviste intime e a riflessioni sulla carriera, con un montaggio che pone in dialogo passato e presente, trasformando il documentario in un vero viaggio, non solo temporale, ma anche esistenziale ed artistico.
Il ritmo scelto dalla regista evita la celebrazione smaccata e la nostalgia facile, ponendo l’accento soprattutto sulla fatica, le incertezze e le scelte che hanno portato alla conquista di un’identità collettiva. Il punto di forza dell’opera, infatti, sta proprio nel mostrare il lato umano, l’amicizia e le dinamiche tra i tre e come le differenze fra loro, anziché dividere, abbiano creato un equilibrio creativo duraturo.
Non vengono tralasciati neanche i momenti di vulnerabilità, raccontando pure, cosa per niente scontata, gli inciampi, gli insuccessi e le insicurezze, da cui però il trio ha saputo reinventarsi, senza tradire la propria autenticità. La comicità, infatti, in questo racconto, emerge soprattutto come lavoro, di ascolto, adattamento, fiducia reciproca, e non solo come semplice talento naturale.
Il documentario è molto di più di un omaggio al trio, è un’opera che invita alla riflessione sul mestiere di far ridere, sulla trasformazione della comicità italiana nelle ultime tre decadi, ma anche sul valore della perseveranza e della condivisione.
Per chi ha amato Tre Uomini e Una Gamba, Chiedimi Se Sono Felice o i loro spettacoli teatrali, sarà un’esperienza intensa di memoria e verità. Per chi li scopre oggi, un’occasione per capire come si forgia una leggenda e anche perché certe “attitudini” esistono davvero, anche quando sulla carta sembrava che non ce ne fossero.
data di pubblicazione: 3/12/2025
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