da Rossano Giuppa | Mag 21, 2021
Buenos Aires oggi. Esistono delle case famiglia religiose per ragazze madri di estrazione sociale bassa in cui le giovani, spesso minorenni, vengono accolte per essere assistite durante la gravidanza ed anche in via successiva se non hanno un lavoro ed una casa dove andare.
Maternal racconta l’esistenza di madri adolescenti che vivono li. In particolare Lu, che è divisa tra il crescere la sua dolcissima bambina e il desiderio di scappare dall’istituto per stare con il compagno violento; Fatima invece, più accomodante e rassegnata, non sente di avere prospettive fuori da quelle mura. Nonostante le loro diverse personalità, l’esperienza condivisa della maternità adolescenziale porta le due donne a stare vicine. Dall’Italia arriva Suor Paola, una suora sui generis, giovane e bella, in procinto di prendere i voti perpetui, sensuale e pura allo stesso tempo, differente da ogni altra. Le tre esistenze si sfiorano e si contagiano, rompendo alcuni schemi e ricomponendone altri.
La regista Maura Delpero ha lavorato proprio in quel luogo per quattro anni e quanto raccontato è l’elaborazione di quanto respirato e vissuto. Il film è costruito sui silenzi e sugli occhi di tutte le protagoniste. La Delpero ha volutamente scritturato delle attrici non professioniste come le due ragazze madri al centro della vicenda, entrambe superbe. Denise Carrizo interpreta Fatima, una timida ragazza incinta che è la migliore amica nonché convivente di Lu, la ribelle interpretata da Agustina Malala.
Ma nel modello di vita e di famiglia predicata nel convento manca assolutamente la figura maschile, esterno anche al conflitto che ciascuna delle donne presenti nell’Hogar (è il nome argentino di queste case famiglia nonché il titolo originale del film), religiose o non, deve prima risolvere .
Tutta l’azione si svolge all’interno dell’istituto e con un solo terrazzo che tange l’esterno, pur non risultando il film claustrofobico, ma essenziale ed ascetico per certi versi, che vive sul contrasto tra i dogmi religiosi, l’ora et labora predicato dalle vecchie suore e quel mondo esterno cui appartengono le giovani madri, fatto di smalti per unghie e violenze, di desiderio di vita e di un futuro che non sembra possa però essere loro riservato.
L’unica suora a cavallo dei due emisferi è Paola, interpretata da Lidiya Liberman, arrivata dall’Italia per terminare il suo noviziato e prendere i voti, in un periodo che anche per lei è di grande confusione. Paola si lega a Fatima e quando Lu scappa improvvisamente dal convento, inizia a prendersi cura della sua adorabile bambina Nina (Isabella Cilia). Il rapporto con la piccola fa vacillare la sua devozione all’abito che indossa e questa crisi viene raccontata attraverso piccoli dettagli significanti, tocchi sapienti: quel legame metterà quasi in crisi la relazione che Paola ha con il proprio destino.
Maternal è un film d’esordio straordinario, un’opera prima intensa e rigorosa, in cui la regista dimostra di amare e rispettare tutte le sue protagoniste, raccontandole nella propria intimità, nel proprio modo di essere madre e donna, senza stereotipi e con tanta bellezza.
data di pubblicazione:21/05/2021
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da Rossano Giuppa | Mag 9, 2021
(Teatro Argentina – Roma, 3/9 maggio 2021)
Emozionante riapertura del Teatro Argentina di Roma con la prima nazionale de La Metamorfosi di Franz Kafka con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, spettacolo che eccezionalmente aveva già debuttato in tv su Rai 5.
Gregor Samsa è un semplice commesso viaggiatore, preciso e metodico, che un mattino, svegliatosi in ritardo rispetto al solito, si rende conto di aver assunto le sembianze di un gigantesco scarafaggio. Il pensiero di Gregor, però, non è inizialmente rivolto al suo aspetto mostruoso, quanto piuttosto al consistente ritardo che sta accumulando: la sua professione lo costringe infatti ad un ferreo rispetto delle coincidenze ferroviarie e, nelle condizioni in cui si trova, Gregor perderà sicuramente il treno della mattina. Gregor vive con i genitori e con un’amata sorella di nome Grete, che uno dopo l’altro, vanno a bussare alla sua porta, preoccupati del suo inusuale ritardo e dunque convinti che Gregor sia malato. La progressiva consapevolezza della mutazione subita ed il susseguente abbandono affettivo da parte dei familiari in conseguenza anche delle mutate condizioni economiche familiari spingono Gregor a lasciarsi morire di inedia. La metamorfosi è una metafora dell’incomunicabilità dell’individuo, dell’isolamento e dell’alienazione nella società contemporanea. una denuncia dell’oppressione delle regole sociali sull’individuo, che viene schiacciato e spersonalizzato dalle imposizioni esterne ed un apologo sull’impossibilità di comunicazione tra esseri umani, in particolar modo negli ambienti familiari, simboleggiati dai luoghi chiusi ed asfittici in cui si svolge tutta la vicenda.
Gregor decide di abbandonare il suo destino tra gli umani e si trasforma, assumendo un altro corpo immaginario. La causa di questa fuga dalla propria identità è la sua condizione lavorativa e la sottomissione a regole massacranti, alla stupidità di gerarchie e burocrazie. La sua famiglia reagisce a questo cambiamento in modo diverso: la madre sviene, il padre vorrebbe ucciderlo mentre la sorella è l’unica ad avere attenzioni nei suoi confronti. Ma se inizialmente gli porta da mangiare e pulisce la sua stanza, dopo qualche tempo desiste, convinta che quell’essere non sia più suo fratello. In quella metamorfosi c’è tutto il disagio di una persona che vive una vita che non sente sua. Da anni infatti il padre di Gregor, senza nessuna ragione apparente, ha smesso di lavorare costringendolo ad assumere il ruolo di capofamiglia. Il Gregor scarafaggio parla ma non viene più sentito, capito, e questo genera negli altri la convinzione che anche lui non possa capire. Invece lui intende tutto, sa come è considerato, reagisce. Prende il via un lento logoramento e pian piano scivola nel suo disagio totale. Una condizione psicologica di depressione che ricorda molto ciò che abbiamo subito a causa della pandemia.
Con La metamorfosi, Giorgio Barberio Corsetti si immerge nuovamente nell’universo di Kafka, secondo un efficace gioco immaginario e mentale spietato, che porta Gregor, e noi con lui, all’annullamento. La metamorfosi come chiave di lettura dei mali dell’uomo contemporaneo.
La drammaturgia rispetta il testo di Kafka, attraverso anche l’uso della terza persona, per accentuare una narrazione che diventa scrittura scenica. Ambiente e costumi ci collegano al tempo presente.
Ottima prova attoriale per il protagonista Michelangelo Dalisi, che interpreta con molta naturalezza un personaggio così complesso. Il movimento è stato infatti strettamente correlato alla fisionomia del protagonista, secondo un moto interiore costruito con tanto training. La scena è un angolo d’una stanza, ruotante su se stesso: permette sconfinamenti che si alterna tra la stanza di Gregor e il soggiorno dove si muove il resto della famiglia.
Spettacolo decisamente coinvolgente, specchio dei tempi, carico di riflessioni e ripensamenti legato ad un contemporaneo in cui l’afflato artistico non si è mai spento.
data di pubblicazione:09/05/2021
Il nostro voto: 
da Rossano Giuppa | Gen 20, 2021
BALLO BALLO è una commedia musicale ambientata negli sfavillanti anni ’70 in Spagna, periodo segnato però anche da una rigida censura dei costumi. Narra la vicenda di Maria, una ragazza italiana piena di vita e voglia di libertà, con la grande passione del ballo che, tra innamoramenti e disavventure, è alla ricerca della propria affermazione professionale e sentimentale. Il film, una coproduzione italo spagnola, è prodotto per l’Italia da Indigo Film con RAI Cinema e sarà in anteprima esclusiva su Amazon Prime Video dal 25 gennaio.
Maria, dopo avere abbandonato il suo promesso sposo davanti all’altare di una chiesa di Roma, torna a Madrid per scoprire cosa vuole davvero dalla vita. L’arrivo all’aeroporto di Madrid cambierà la sua vita. Diviene amica di un’assistente di volo, Amparo, con cui andrà a vivere ed incontra Pablo. Grazie a un colpo di fortuna riesce a entrare nel corpo di ballo del programma televisivo di maggior successo del momento, Las noches de Rosa. Lì reincontra e si innamora definitivamente di Pablo, figlio del temibile censore televisivo Celedonio, che sta seguendo le orme del padre nell’emittente televisiva. La vicenda si complica tra Maria che è combattuta tra l’adeguamento alle regole e la voglia di sentirsi realizzata. Accompagnati dai più grandi successi di Raffaella Carrà, in un turbinio di musiche e di coreografie in technicolor, solo alla fine si scoprirà se vale davvero la pena andare contro ogni regola e avere il coraggio di cambiare radicalmente la propria vita.
BALLO BALLO è una cascata di colore ed allegria nella Spagna franchista degli anni ’70, una celebrazione variopinta del coraggio di essere se stessi e di lottare per la libertà di espressione.
Anche se presente solo in un fotogramma finale aleggia la presenza di Raffaella Carrà, la musa ispiratrice del sogno di Maria. Due ore di spensieratezza con tanta voglia di canticchiare e ballare. Molto divertenti costumi e ambientazioni, bravi gli attori e i ballerini, un po’ sottotono le interpretazioni dei brani, troppo distanti dalle sonorità e dal coinvolgimento emotivo degli originali della Carrà nazionale.
data di pubblicazione:20/01/2021
da Rossano Giuppa | Dic 8, 2020
La nuova edizione di #TdrOnline del Teatro di Roma accompagnerà il pubblico di utenti-spettatori con un palinsesto settimanale sui canali social (Facebook, YouTube, Instagram e sito web), a partire da lunedì 7 dicembre con la prima puntata del ciclo delle Letture kafkiane, realizzate sul palco dell’Argentina dalla compagnia della Metamorfosi, diretta da Giorgio Barberio Corsetti, che in attesa del debutto fa risuonare in video le parole e le atmosfere dello scrittore boemo. Il cast di interpreti (Roberto Rustioni, Sara Putignano, Anna Chiara Colombo, Giovanni Prosperi, Giulia Trippetta, Dario Caccuri) prosegue il suo ideale dialogo con Kafka, selezionando alcuni testi dai suoi racconti ed entrando nelle vesti degli altri personaggi che ne compongono l’universo narrativo. Le Letture prepareranno il palco per Metamorfosi Cabaret (trasmesso prossimamente in streaming), un ritratto plurale del nostro presente tra cabaret e storie dalla città, che coinvolgerà artisti/e, comici/che, autori e autrici, musicisti/e, rappresentanti delle associazioni e delle realtà culturali e sociali per parlare di crisi, nuova povertà, ma anche di solidarietà, slancio creativo e futuro. In questo percorso si riallaccia il dialogo con le periferie e le generazioni romane, ripartendo dall’esperienza estiva del Cantiere Amleto, condotto da Corsetti e Massimo Sigillò Massara, con la messa online di una clip (13 dicembre) in cui si ripercorre in musica e per immagini la prima tappa dal vivo di questo lungo viaggio iniziato a luglio al Parco Tor Tre Teste.
Per riprendere le fila della programmazione al momento sospesa, si inaugurano da martedì 8 dicembre le giornate dedicate ai talk attraverso le conversazioni video di Corsetti con Alessandro Serra, con cui dialoga sull’immaginario shakespeariano (8 dicembre), e con gli studiosi Emanuele Coccia (15 dicembre) e Francesco Fiorentino (22 dicembre) con i quali rifletterà sui rimandi al presente della Metamorfosi indagando la relazione con l’altro/a, l’alienazione del lavoro, il rapporto tra essere umano e natura; in onda poi l’incontro sulla scrittura di De Sade con il giovane regista dello spettacolo La filosofia del boudoir Fabio Condemi che, in compagnia della scrittrice Veronica Raimo e del critico Attilio Scarpellini, si interroga su come considerare le opere di quegli autori che fanno dello scandalo la propria poetica (29 dicembre).
Al Teatro Torlonia si incontra il collettivo artistico di Sgombro per registrare Sgombro – il podcast, un varietà in tre podcast radiofonici (11, 18 e 26 dicembre), per un discorso tragicomico sul presente di chiusure e isolamento. In ogni episodio Ivan Talarico ci accompagna tra le performance di scrittori, poeti, cantautori, attori, performer, dal linguaggio ironico, intenso e disperato, tra cui Claudio Morici, Davide Grillo, Luisa Merloni, Daniele Parisi, Paola Michelini, Marco Ceccotti del Nano Egidio, Gioia Salvatori, Lucio Leoni, Giovan Bartolo Botta, Andrea Cosentino.
A dicembre (12, 13, 19 e 20) prende vita il primo affaccio della programmazione per le nuove generazioni, a cura di Fabrizio Pallara, che trasforma il palco di Torlonia in un’officina dell’arte abitata da artiste e artisti e dal pubblico che seguirà da casa Fatti a mano, un laboratorio di scultura in cui verrà sperimentata in streaming la costruzione di oggetti a distanza, valorizzando la manualità per animare la relazione con lo schermo attraverso un risultato tangibile, e che avrà per tema l’oggetto artistico come dono. L’attenzione ai piccoli e alle famiglie continua all’Argentina con il consueto appuntamento natalizio del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli, che augura buone feste con le Letture sotto l’albero interpretate dagli attori della Piccola Compagnia alla scoperta di fiabe e filastrocche di Gianni Rodari (24 dicembre).
Tra dicembre e gennaio #TdRonline prosegue al Teatro Valle, che diventa un palcoscenico di lavoro come tutti gli altri, trasformandosi in uno studio di registrazione in cui settanta artisti registreranno dieci radiodrammi tra scienza e fantascienza (di prossima programmazione): testi classici e letteratura contemporanea italiana e internazionale proposti, fra gli altri, da Silvia Gallerano e Paola Rota, Manuela Cherubini, lacasadargilla/Lisa Ferlazzo Natoli, Roberto Rustioni, Michelangelo Dalisi e Francesco Villano, Flavio Francucci, e accompagnati da contenuti scientifici introdotti da esperti, giornalisti e scienziati.
Anche gli spazi del Teatro India, già impegnati dalle residenze degli artisti, riprendono a intessere le trame di ascolto di Radio India, ora in una fase di studio e di indagine, e on air dal 28 dicembre al 3 gennaio 2021. Questo momento iniziale di ricerca prevede alcuni appuntamenti pubblici, il primo sarà il 5 dicembre, giorno in cui Radio India parteciperà alla giornata di lavoro di Rete Critica 2020 come invitata e vincitrice del premio dell’edizione di quest’anno; sempre il 5 dicembre (ore 18) Radio India ospiterà un palinsesto curato insieme al festival Atlas of Transitions – WE THE PEOPLE organizzato da ERT – Emilia Romagna Teatro e curato da Piersandra Di Matteo: una serie di assemblaggi di suoni, tessiture vocali, pillole narrative rubate alle performance, scambi di patrimoni sonori e frammenti fonetici che si concluderà con una conversazione tra la curatrice Piersandra Di Matteo e la redazione di Radio India.
data di pubblicazione:08/12/2020
da Rossano Giuppa | Ott 14, 2020
Si svolgerà a Roma dal 15 al 25 ottobre 2020, nel quadro della Festa del Cinema, la XVIII edizione di Alice nella Città, la sezione autonoma dedicata alle giovani generazioni diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini e organizzata dall’Associazione Culturale PlayTown Roma. Quest’anno alle sale dell’Auditorium Parco della Musica e del Cinema Caravaggio, si aggiungerà l’Auditorium de La Nuvola di Fuksas all’EUR, che si aprirà per la prima volta al cinema.
Da sempre attenta ai temi legati alle giovani generazioni, Alice nella Città presenterà un programma di anteprime assolute, esordi alla regia e proposte originali. 11 + 1 le opere del Concorso Young Adult, 7 Eventi Speciali, mentre il Fuori Concorso raccoglie 5 film con una forte attenzione al cinema del reale. Novità di questa edizione la sezione Sintonie pensata in collaborazione con Venezia 77 che raccoglierà 6 film della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 2020. 4 serie tv, 3 restauri e 26 cortometraggi (10 in concorso, 14 fuori concorso, 2 eventi speciali) selezionati in collaborazione con Premiere Film.
Saranno 11+1 (l’ultimo titolo verrà annunciato nel corso della conferenza stampa della Festa del Cinema di Roma) i film a partecipare al Concorso Young Adult, votati da una giuria composta da 15 ragazzi e ragazze selezionati su tutto il territorio nazionale.
I film in programma abbracciano generi e paesi d’origine diversi e spingono lo sguardo intorno al mondo, come il visionario Gagarine, l’opera prima di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh che attraverso gli occhi di Yuri (l’esordiente Alseni Bathily) mette in scena, nella mente fantasiosa e libera di un adolescente delle banlieue parigine, l’Odissea nello spazio di un astronauta urbano che si oppone alla cancellazione del suo mondo e della sua comunità.
Uno spunto ideale anche per Francesca Mazzoleni che con il documentario Puntasacra svela l’incertezza, la speranza e il senso di appartenenza a una comunità che afferma il proprio diritto di vivere in un luogo abbandonato che tuttavia ama profondamente. Una frontiera dimenticata di Roma da sgomberare per fare spazio alle magnifiche sorti del Porto Turistico di Ostia. Semplice e commovente, la storia di Stray accompagna il pubblico in luoghi apparentemente impossibili, rimanendo fortemente radicata nella realtà. Ibrahim di Samir Guesmi, interpretato da Abdel Bendaher. mette in scena tutta la tenacia dell’innocenza attraverso l’immaginario di personaggi persi tra finzione e realtà, come nella favola noir Shadows di Carlo Lavagna che torna dietro la macchina da presa con una produzione italiana interamente girata in lingua inglese.
Felicità di Bruno Merle è una commedia vista attraverso gli occhi di una bambina (Chloe), interpretata da sua figlia Rita, ricca di dettagli vissuti che ruotano attorno a una relazione padre-figlia che diventa un’àncora di salvezza emotiva. Un lavoro di scavo sui rapporti familiari reso prezioso dal nuovo film di Miranda July Kajillionaire, con i codici della commedia dell’assurdo, tiene insieme cose tra loro altrimenti diverse: parla d’intimità e abbandono, di personaggi in cerca di una rotta. Scaccia la morale per cui nella famiglia si trova la soluzione di ogni problema e mette al centro il talento, tutto al femminile, di un cast d’eccezione (Debra Winger, Richard Jenkins, Evan Rachel Wood, Gina Rodriguez).
Rémy Chayé, dopo il successo di Sasha e il Polo Nord, torna con il film d’animazione Calamity, al racconto d’avventura e lo fa con una storia ispirata all’infanzia di Calamity Jane, pseudonimo di Martha Jane Cannary, un’avventuriera del selvaggio West che sfida le tradizioni conservatrici, mettendo a fuoco lo spirito di sopravvivenza di una ragazzina. In Slalom di Charlène Favier (interpretato da Jérémie Renier Noée Abita) lo sport diventa il mezzo per indagare un mondo di pulsioni, talvolta segreto e nascosto, che mostra tutte le ambivalenze e le ambiguità del mondo adulto; in Tigers di Ronnie Sandahl, tratto dal romanzo autobiografico In the Shadow of San Siro di Martin Bengtsson, il rigore, la disciplina, l’autodisciplina e il duro lavoro sono ostacolo alla libertà; nel film Nadia, butterfly di Pascal Plante emerge la necessità di abbandonare le richieste sociali, gli obblighi famigliari, i destini già decisi per essere se stessi. Un’indagine che sembra insistere su quel momento speciale in cui la mente e il corpo inizia a farsi contaminare da altre tracce.
Il programma del Fuori Concorso quest’anno punta sulla scoperta e sulla valorizzazione del giovane cinema italiano. Documentari, film mai usciti in sala per il grande pubblico o passati velocemente in un festival. Sono 5 i film che comporranno la selezione che presenta temi a contrasto, mostrando la forza di una realtà che non è mai semplice spettacolo. Movida, opera prima di Alessandro Padovani è uno sguardo vitale e inedito sui giovani della provincia bellunese. Un docufilm di poche parole e molte suggestioni, reale e poetico allo stesso tempo. Filmati che con un montaggio veloce di volti, paesaggi, neve, tramonti, matrimoni, corse d’auto, bambini che giocano, persone che ridono, testimoniano con immediatezza e sincerità, e senza alcuna retorica, che in quei territori un tempo c’era una vita felice e piena. Un’autentica piccola sorpresa.
Concreto, fisico, corporeo il documentario di Michele Pennetta Il mio corpo, mentre c’è nella forza del racconto personale di Alexis, studente talentuoso e orgoglioso della National Ballet School di Cuba, in Cuban dancer di Roberto Salinas, un flusso energetico dirompente che tutto travolge.
Climbing Iran di Francesca Borghetti, offre una riflessione audace, anche se sottile, sull’esperienza delle donne nella società iraniana. Nasim, alpinista e free-climber, con mani molto forti e unghie dipinte di smalto rosa shocking, è capace di aprire nuove vie sulla roccia e sulle montagne culturali del suo Paese. C’è anche nel film di Chiara Bellosi, Palazzo di Giustizia, la voglia di andare oltre lo sguardo cinematografico delle inquadrature, per cercare quelli che rimangono fuori campo e all’esterno dell’aula, di cui il film racconta la solitudine. A prestare il volto ai vari protagonisti un cast formato da attori professionisti e non, in cui Daphne Scoccia (Fiore) e Andrea Lattanzi (Manuel) accompagnati dall’esordiente Sarah Short, ne sono l’anima.
Come di consueto tornano ad Alice le grandi anteprime. Ad aprire il programma degli Eventi Speciali sarà il film Trash, il cartoon tutto italiano di Luca della Grotta e Francesco Dafano che vuole unire divertimento ed educazione civica per far riflettere grandi e piccoli su un tema centrale per la salvaguardia del nostro pianeta: il corretto riciclo dei rifiuti. Il film uscirà in sala il 16 ottobre e sarà accompagnato dalle musiche di Raphael Gualazzi.
In The specials Éric Toledano e Olivier Nakache portano sul grande schermo una storia delicata e commovente, che dosa sapientemente risate e lacrime. I due protagonisti sono ispirati a due operatori realmente esistenti: Bruno è David Benhamou, direttore dell’associazione Le silence des Juste, mentre Malik è Daoud Tatou, direttore dell’associazione Le Relais Ile-de-France. Nel film Bruno ha il volto di Vincent Cassel, mentre Malik ha quello di Reda Kateb. Il film uscirà a fine ottobre.
Il futuro siamo noi, diretto da Gilles de Maistre (Mia e il leone bianco), è un documentario che racconta la storia di un gruppo di bambini, che insieme combattono per opporsi alla violenza. Sono José, Arthur, Aïssatou, Heena, Peter, Kevin e Jocelyn, tutti giovanissimi, eppure non troppo piccoli per reagire alle ingiustizie. Dimostrando il loro coraggio sono diventati un esempio per i loro coetanei, ai quali hanno raccontato il loro punto di vista sul lavoro minorile, sullo sfruttamento, sui matrimoni forzati, sui danni ambientali e sulla povertà nel mondo. Il film ha ottenuto il patrocinio di Unicef e uscirà nelle sale il 19 novembre in occasione della giornata mondiale dell’infanzia.
L’esordiente Alice Filippi presenterà Sul più bello il teen dramedy prodotto e distribuito da Eagle Pictures, con un cast di giovanissimi e promettenti attori italiani. Ad interpretare la protagonista Marta è la romana Ludovica Francesconi, al suo esordio al cinema dopo qualche esperienza in teatro. L’inarrivabile Arturo, invece, è Giuseppe Maggio, noto per il ruolo di Fiore nella serie TV di Netflix Baby. Il film, tratto dall’omonimo libro è stato adattato in sceneggiatura a Roberto Proia e Michela Straniero e sembra voler seguire la scia di un genere poco realizzato in Italia ma di gran successo in tutto il mondo. Il film uscirà nelle sale il 21 ottobre.
A chiudere la programmazione Family il nuovissimo cortometraggio dei Walt Disney Animation Studios, La storia di Olaf. Le origini di Olaf, l’innocente e profondo pupazzo di neve amante dell’estate che ha fatto sciogliere i cuori nel film di animazione premio Oscar del 2013 Frozen – Il Regno di Ghiaccio e nel suo acclamato sequel del 2019, vengono rivelate con le voci italiane di Enrico Brignano (Olaf), Serena Autieri (Elsa) Serena Rossi (Anna).
data di pubblicazione:14/10/2020
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