da Antonio Iraci | Mag 22, 2024
Maria vive in famiglia a Nazareth e come tutte le donne di quell’epoca deve occuparsi solo delle faccende di casa. Presto dovrà andare sposa a un uomo che le verrà imposto, in base agli accordi tra le famiglie. La ragazza ha però altri progetti. Lei vuole studiare le sacre scritture, conquistare il mondo e non pensa proprio al matrimonio. Dopo vari tentativi, finalmente si convince a sposare un certo Giuseppe, falegname benestante che la istruirà e la preparerà al grande viaggio…
Paolo Zucca trae spunto dall’omonimo romanzo di Barbara Alberti per presentarci un’immagine del tutto inedita di Maria, la madre di Gesù. Il regista, sardo d’origine, trasferisce la sua storia proprio nella sua Sardegna, tra una fitta vegetazione a volte però soffocata da un paesaggio desertico e arcaico. In questo contesto si muove Maria, giovane oramai pronta al matrimonio, che però ha le idee ben chiare su come impostare la propria vita, ben lontano dai modelli patriarcali che le vengono imposti. Quindi una ribelle ante litteram che rompe gli schemi della società del suo tempo. Lei rifiuta il suo ruolo di moglie destinata solo alle incombenze domestiche e aspira a ben altro. Vuole imparare a leggere e scrivere, e fare tutte quelle cose che sono destinate solo agli uomini e vietate alle donne dalla legge. Solo Giuseppe, tra tutti i pretendenti che le vengono proposti, sarà in grado di capirla in fondo e assecondare i suoi desideri. La sposerà, la manterrà casta fin quando lei vorrà, le insegnerà tutto ciò che la renderà una creatura libera e emancipata. Un giorno un essere alquanto strano si presenta per annunziarle che qualcun altro, Dio in persona, avrebbe già deciso per lei. Rimanere incinta dallo Spirito Santo e non dal suo Giuseppe, è qualcosa che Maria non può proprio accettare. Se i Vangeli Apocrifi erano ritenuti sacrileghi per aver presentato una figura di Gesù ben lontana dai rigidi canoni del cristianesimo, il regista qui dà il via a interpretazioni su Maria a dir poco fantasiose. Una rilettura della figura della Madonna che farà sicuramente riflettere anche le più sfegatate femministe. E che dire poi di Gabriele, l’Arcangelo incaricato ad annunciare una gravidanza imposta e non voluta? Un giovane biondastro con tanto di ali piumate che si esprime con un tono arrogante e saccente. Nonostante la recitazione, molto teatrale in verità, di Benedetta Porcaroli (Maria) e di Alessandro Gassman (Giuseppe) il film non decolla e a tratti risulta quasi irritante. Senza passare per bigotti, si fa veramente fatica a seguire una storia che forse, almeno nelle buone intenzioni del regista, avrebbe invece dovuto dare una immagine di Maria più credibile, anche se fuori dagli schemi tradizionali della Chiesa.
data di pubblicazione:22/05/2024
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da Antonio Iraci | Mag 17, 2024
Anno 1862. Durante la guerra di Secessione, un manipolo di soldati viene mandato a presidiare le terre impervie ad ovest del Paese. Siamo in pieno inverno e il gelo renderà la missione quanto mai difficile. Durante un agguato, molti degli uomini moriranno e i pochi superstiti si troveranno ad affrontare una sfida verso se stessi. La riflessione sugli insegnamenti della religione li aiuterà nella lotta alla sopravvivenza…
Roberto Minervini, con questo suo primo lungometraggio diverso per genere dai precedenti, è in lizza quest’anno a Cannes nella sezione Un Certain Regard. Il regista, marchigiano d’origine ma residente da anni negli Stati Uniti, riesce a raccontare una storia che trova radici nel passato, quando il suo paese d’adozione affrontava la guerra di Secessione. I personaggi sono osservati nei loro movimenti e nei loro pensieri più intimi proprio per metterne in luce le peculiarità. Ognuno si è arruolato per motivi diversi, forse per una forma di riscatto sociale, forse per una possibilità di guadagno ma, come spesso accadeva, senza effettivamente conoscere la causa per cui avrebbero dovuto combattere. La loro è una meta incerta come incerto è il destino a loro riservato tra difficoltà di ogni genere. Un impegno introspettivo in cui il regista sembra destreggiarsi con una proprietà di linguaggio espressivo veramente sorprendente. Minervini dà prova di saper maneggiare bene la macchina da presa, soffermandosi specialmente sui volti dei singoli uomini, riuniti insieme in un afflato cameratesco che gli permette di condividere anche gli stati d’animo più segreti. Il regista, di fatto apprezzato documentarista, è stato sicuramente coraggioso nell’affrontare un tema molto delicato, sia pur oramai archiviato dagli stessi storici americani. Il divario tra Nord e Sud, il tema ricorrente del Cristianesimo, una sorta di mascolinità tossica, sono i temi affrontati e sviluppati con grande maestria. Nel cast tutti attori americani emergenti, molto bravi e incredibilmente incisivi. I Dannati “rappresenta una sfida nuova: un film di finzione, storico, in costume, senza sacrificare il realismo, l’immediatezza e l’intimità”.
data di pubblicazione:17/05/2024
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da Antonio Iraci | Mag 16, 2024
Un nutrito stormo di uccelli, ciascuno di specie diversa, si lascia convincere dall’Upupa a intraprendere un lungo e avventuroso viaggio. La meta è ambiziosa: raggiungere la Montagna di Kafh dove dimora il re Simourgh, saggio capace di rispondere a tutte le domande. Partiranno in tanti ma arriveranno in pochi. C’è chi abbandona il volo per paura, c’è chi non ce la farà ad affrontare le innumerevoli avversità. Solo la forza dell’Amore guiderà i superstiti verso l’agognato traguardo…
Michele Fasano scrive, dirige e si autoproduce un film di animazione che ha già fatto il giro del mondo e ottenuto decine di premi in importanti festival internazionali. Le immagini coloratissime degli uccelli, in volo verso il loro obiettivo, vengono associate in maniera vincolante a quattro personaggi reali, diversi per età, genere, cultura e religione. Loro hanno una propria identità: Monika (Albania), Abdurrahman (Turchia), Jihad (Siria) e Susan (Israele). Il regista ci conduce attraverso vari paesi per raccontare di come nasce una guerra, come si genera l’odio interrazziale e interreligioso, come la Via dell’Amore sia l’unico mezzo per arrivare al dialogo. La voce narrante ci rimanda ai testi religiosi della Torah, riferimento centrale dell’ebraismo, e del Corano il testo sacro dell’Islam. Il tutto per dimostrare che le varie religioni sono solo le diverse sfaccettature di un Logos che sotto varie forme e culture definisce l’idea di Dio. Ispirandosi ad un poema di Farid al-Din ‘Attar, persiano del dodicesimo secolo, Fasano riesce a conquistare lentamente l’attenzione del pubblico e a portarlo a riflettere sulle meschinità del potere. Triste pensare come le convinzioni di pochi possano essere imposte a molti, obbligati a sacrificare la propria vita in cambio della presunta salvezza eterna. Un messaggio quindi trasversale che supera le ideologie più fondamentaliste per riportarci all’essenza della vita e dell’universo. Un film che sicuramente non lascia indifferenti, rivolto a un pubblico sensibile, disposto a fermarsi anche per un attimo per meditare su quello che siamo e verso cosa ci incamminiamo, tra il caos e un mondo di tenebra. Occorre quindi ripartire dal canto e dalla poesia per nutrire civiltà e politica?
data di pubblicazione:16/05/2024
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da Antonio Iraci | Mag 15, 2024
Vito e Carla erano una coppia apparentemente felice. Di fatto lui era nei suoi confronti estremamente possessivo e violento. Dopo anni di separazione, pur avendo entrambi delle relazioni sentimentali, ancora si frequentano per il forte legame che li unisce ai tre figli. In occasione del compleanno della piccola Mara, Vito viene invitato a festeggiare insieme alla famiglia, riunita per l’occasione. Dopo la cena, di lui si perderanno le tracce…
Leonardo D’Agostini dopo il successo del suo film d’esordio Il campione premiato, come miglior regista esordiente, con il Nastro d’argento, si presenta adesso con un thriller di tutto rispetto. Tratto dal romanzo noir di Antonella Lattanzi, coinvolta anche nella stesura della sceneggiatura, il film narra le vicende di una famiglia e dei personaggi che ne fanno parte. Ognuno sembra mostrare quella proverbiale ambiguità che lascia lo spettatore con il fiato sospeso perché la verità, quella vera, non si palesa subito. Carla (Laetitia Casta) si presenta prima fragile e indifesa di fronte a un marito violento (Giordano De Piano), poi di fatto raccoglie tutto il coraggio per il suo personale atto di ribellione. Il figlio Nicola (Andrea Carpenzano), a lei molto legato sin da bambino, diventerà di fatto il capo di una famiglia sgretolata che dovrà a tutti i costi tenere unita. Le scene in tribunale, i vari flashback che si susseguono nei momenti più delicati rendono la storia stimolante e più che credibile. Come in tutti i gialli, ci saranno colpi di scena improvvisi che ribalteranno quello che si aspettava fosse un finale giusto. Una donna che in fondo si ribella ai maltrattamenti del suo ex per piangerne poi le conseguenze. Tema quindi attuale, quello della violenza sulle donne, che riempie quasi ogni giorno i notiziari nazionali. Un film quindi girato bene e con attori che sanno muoversi senza cadere in unitili forzature recitative. Nel cast anche Licia Maglietta, nel ruolo della sorella di Vito, aggressiva e spietata che vorrebbe che Carla passasse il resto della vita in carcere. Lo stesso vale per il Pubblico Ministero (Cristiana Dell’Anna) che la affronterà pesantemente durante tutte le fasi del processo. Un film intrigante che si lascia seguire con il dovuto interesse.
data di pubblicazione:15/05/2024
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da Antonio Iraci | Apr 24, 2024
Westalis e Ostania sono due nazioni europee confinanti. Un tempo paesi amici, sono ora impegnati in una vera e propria guerra fredda. Al fine di costruire una possibile condizione di pace, l’agente Twilight si infiltra come spia in Ostania. Per raggiungere più facilmente il suo scopo, si crea una famiglia di facciata sposando Yor e adottando un’orfana di nome Anya…
Per gli amanti del manga, i famosi fumetti che rappresentano un vero e proprio pilastro dell’industria editoriale giapponese, Spy x Family è un film che soddisfa anche le più sofisticate aspettative. Una spy story molto aggrovigliata, coinvolgente e piena di azione adrenalinica. Certo il tutto è rivolto a un pubblico appassionato del genere anche perché la narrazione non si lascia seguire facilmente. Se i protagonisti, i Forger, assumono l’aspetto di membri di una famiglia felice, in realtà nascondono dietro una realtà ben diversa. Loid, come spia, è impegnato nella missione segreta Strix non esente da rischi di ogni tipo. Yor, oltre a sostenere il ruolo di moglie fedele, di fatto è una spietata criminale. Anya, insieme al fido cane Bond, è una figlia adottiva con spiccate doti di telepatia. Ci sono risvolti politici da appianare e il tutto richiede grandi doti di diplomazia. Come al solito non si comprende bene chi siano i buoni e chi i cattivi, ma forse questo non è poi di capitale importanza ai fini della storia. Non mancano le dinamiche affettive di una tipica famiglia, ma ogni cosa è trattata nella maniera giusta. Molta action per un coinvolgimento emotivo forse improprio per coloro che si avvicinano per la prima volta a questo genere di animazione. Ma Tatsuya Endo, autore della serie d’origine, ha concepito un film che può essere seguito anche da coloro che non hanno dimestichezza con i manga. L’autore riesce infatti a introdurre molti personaggi che interagiscono per affrontare una serie di avventure, in un contesto narrativo spettacolare. Forse arriva in sala in una stagione non propriamente adatta, nel film infatti viene creata un’ambientazione tipica natalizia. Ma questa particolarità rende il film più accattivante. Una miscela esplosiva, coinvolgente ma anche eccessivamente condita di super effetti speciali.
data di pubblicazione:24/04/2024
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