TOKYO FIANCÉE di Stefan Liberski – B,CDN,F

TOKYO FIANCÉE di Stefan Liberski – B,CDN,F

(Festival Internazionale del Film di Roma 2014 – Alice nella città)

Questo film ci porta nel favoloso mondo di Amelie, questa volta in Giappone. Amelie torna a Tokyo dove è nata da genitori belgi e dove ha passato i primi cinque anni della sua vita. Piena dell’entusiasmo dei suoi vent’anni, intraprende nella grande metropoli una nuova entusiasmante vita, cercando di integrarsi al massimo in questa città. L’incontro con Rinri, anche lui ventenne, farà conoscere ad Amelie un Giappone diverso, e quando l’amore impacciato di lui si paleserà con i ritmi propri di quella cultura, ad Amelie non resterà altro che accettare un fidanzamento in regola ed una promessa di matrimonio, anche se l’idea la terrorizza. Tokyo fiancèe purtroppo però si perde strada facendo: i personaggi potevano essere meglio tracciati ed assumere un caratteristica più peculiare. Mentre sembrano azzeccate le location: Tokyo appare con diverse belle sfaccettature, alcune anche poco patinate ed inedite, fondamentale la scena di repertorio dello tsunami che assume un ruolo fondamentale nel racconto. Consenso del pubblico che sembra aver apprezzato questa love story, una volta tanto non a lieto fine… Ma non basta.

data di pubblicazione 22/10/2014







TOKYO FIANCÉE di Stefan Liberski – B,CDN,F

MAURO di Hernàn Rosselli – RA

(Festival Internazionale del film di Roma 2014 – Cinema D’Oggi)

Ambientato in una città dell’Argentina poco identificabile, il film di Hernàn Rosselli ci mostra una storia che storia non è. Mauro nasce come spacciatore di denaro falso, per poi diventare falsario lui stesso insieme all’amico Luis ed alla moglie di lui Marcela. Tutto procede bene e non sembra ci siano interferenze nella loro attività, neanche quando Mauro intreccia una storia d’amore con la bella Marcela…… Solo che i personaggi sembrano galleggiare in un mare piatto dove succede ben poco e dove gli stessi protagonisti non sembrano identificarsi neanche con sé stessi o con l’ombra di sé stessi. Poca introspezione e poco pathos con una fotografia chiara ed a volte sgranata, il film non sembra raggiunga un ben che minimo stato di empatia con il pubblico, che rimane tra l’attonito e l’annoiato.

data di pubblicazione 22/10/2014







TOKYO FIANCÉE di Stefan Liberski – B,CDN,F

SPARTACUS & CASSANDRA di Ioanis Nuguet – F

(Festival Internazionale del film di Roma 2014 – Alice nella città)

Spartacus e Cassandra sono due fratelli Rom che vivono da qualche anno in Francia, le cui vite gravitano tra due mondi contrapposti. Da una parte i genitori, padre ubriacone e madre mezza pazza, entrambi con il desiderio di non separarsi dai figli, oramai adolescenti, che la società e le istituzioni cercano di portargli via; dall’altra Camille, giovane trapezista, che attorno al tendone di un circo improvvisato ha creato un centro di accoglienza per i Rom stessi e che si prende cura, con affetto e talvolta autorità, dei due ragazzi per integrarli al meglio nella vita di ogni giorno.

In questo film documentario, il mondo dei Rom ci viene presentato non attraverso gli occhi del regista francese Ioanis Nuguet, ma attraverso gli occhi stessi dei due ragazzi protagonisti: un mondo apparentemente contraddittorio ed incomprensibile per noi, ma che certamente segue le sue regole e la sua logica. Così i due ragazzi si troveranno di fronte ad un bivio: seguire i genitori sulla strada o Camille? Alla fine la scelta arriverà: decisione non facile, che metterà seriamente in crisi le loro vite……

data di pubblicazione 21/10/2014








TOKYO FIANCÉE di Stefan Liberski – B,CDN,F

ABOUT A GIRL di Mark Monheim – D

(Festival Internazionale del film di Roma 2014 – Alice nella città)

Il regista tedesco Mark Monheim mette in scena un film adolescenziale per adolescenti.

Charleen ha 15 anni, accanita fan di Kurt Cobain, vede morte ovunque: vorrebbe tutti morti, vorrebbe anche la sua morte. Dopo un mal  riuscito tentativo di suicidio, la sua vita cambierà, ma non in meglio. Tutti le stanno addosso preoccupati che possa ripetere quel gesto: nasce quindi la sua ribellione, la sua insofferenza verso la famiglia, verso la scuola, verso la sua migliore amica. Sembra che, tranne la nonna con la sua tenera saggezza, non ci sia nulla da salvare in questo mondo o per il quale valga la pena dirigere il proprio affetto e la propria attenzione. Improvvisamente però si impone Linus, compagno secchione scansato da tutti, che con la sua goffaggine riesce ad attirare le simpatie della giovane. Sarà la morte della nonna e l’affetto di Linus a far comprendere alla ragazza che la morte ha solo un pregio: quello di farci capire come la vita sia un regalo prezioso.

data di pubblicazione 20/10/2014








TOKYO FIANCÉE di Stefan Liberski – B,CDN,F

WE ARE YOUNG. WE ARE STRONG. di Burhan Qurbani – D

(Festival Internazionale del film di Roma 2014 – Cinema D’Oggi)

Wir sind jung. Wir sind stark.Noi siamo giovani e forti e nulla può fermare la nostra rabbia. Il nostro odio xenofobo verso i rifugiati che inquinano la nostra nazione. Parte così, con questa idea malsana ma attualissima, il film del regista di origine afgana, ma nato e cresciuto in Germania, Burhan Qurbani. Un giorno dell’agosto 1992: la giornata viene scandita da orari ben fissati sullo schermo, per farci entrare in quell’ansia, in quel crescendo di tensione ed attesa come preludio alla tragedia finale, l’attacco da parte di fronde naziste ad un centro accoglienza per rifugiati vietnamiti. Il tutto condito da canti nazisti inneggianti alla nuova Germania appena riunita, alla razza superiore, dove anche eminenti personaggi, inclusa la polizia, sembrano soffermarsi su quale posizione prendere per non compromettere la propria identità e posizione politica. Poetica la figura di Lien, vietnamita anch’essa e abitante del centro preso d’assalto, oramai quasi tedesca, dopo aver faticosamente ottenuto il permesso di soggiorno illimitato, e sempre fiduciosa sino alla fine in una pacifica soluzione del dramma. E quasi a fissare il contrasto nella mente del protagonista Stefan, ed i suoi sguardi cupi verso i compagni di fronte al suicidio del suo amico Philipp, la fotografia della prima parte del film è rigorosamente in bianco e nero. Mentre nella seconda parte, a confermare il surriscaldarsi della scena d’azione, la pellicola prende colore per presentarci una immagine, sia pur sgranata come una sorta di film di repertorio: del resto si tratta di fatti realmente accaduti nella città di Rostock e passati oramai alla storia come una degli episodi xenofobi più violenti di quegli anni. Una Germania di allora piena ancora di contraddizioni per la recente riunificazione. Ed oggi? Questa Germania di oggi, dove sta andando?

data di pubblicazione 16/10/2014