da Antonio Iraci | Ott 19, 2024
(19a FESTA del CINEMA di ROMA 2024)
Sophie, al termine di una lunga vacanza italiana con la sorella, trascorrerà l’ultimo giorno a Palermo prima di rientrare in California. In spiaggia, appena arrivata, incontrerà Giulio e tra i due nascerà subito una passione. Al contrario della sua pedante compagna di viaggio, tutta dedita alla visita dei monumenti, Sophie preferisce evadere, lasciarsi andare tra le braccia della sua affascinante conquista e andare in giro con i suoi eccentrici amici. Non potrà mai immaginarsi quello che accadrà in quelle poche ore e di come cambierà tutta la sua vita…
Gabriele Muccino, con la sua lunga esperienza come regista e sceneggiatore, ha negli anni consolidato un suo stile tutto particolare che lo ha decisamente consacrato tra i protagonisti del cinema italiano contemporaneo. Anche in questo suo ultimo film vuole esplorare il mondo dei giovani e il loro tentativo di ribellione alla monotonia quotidiana, per lanciarsi in una realtà tutta ancora da scoprire. Sophie (Elena Kampouris) è la protagonista assoluta di questo action movie pieno di tanto amore, ma anche di tanto crimine. La giovane americana, dopo aver appena conosciuto Giulio (Saul Nanni), capirà ben presto che l’amore non richiede alcuna spiegazione logica e insieme a lui affronterà per le strade di Palermo ogni tipo di avventura, anche a rischio della propria incolumità. Sulla sua pelle scoprirà infatti un’attrazione fatale per il pericolo, e per tutto ciò che comporta, fino alle estreme conseguenze. Il regista concentra tutta l’attenzione sulla giovane ragazza. Da un passato di solitudine emotiva, lei stessa si troverà ad affrontare un manipolo di gente senza scrupoli che la costringerà ad accettare un ruolo tutto nuovo. E’ una prova verso se stessa, una dimostrazione che anche lei potrà farcela perché, quando si ama veramente qualcuno, non ci si pongono troppe domande e troppi se. Il film è una corsa continua piena di azioni e di parole che non lasciano un minuto di tregua per la riflessione. Ciò che Muccino è riuscito a dimostrare è che la vita è il risultato delle scelte che facciamo, scelte pertanto da accettare anche se dettate da situazioni al limite dell’umana comprensione. Ogni inquadratura è tecnicamente perfetta, la recitazione volutamente eccessiva, i personaggi sempre in fuga da qualcosa, ma proprio questo rende la scena vera, adrenalinica fino alla fine.
data di pubblicazione:19/10/2024

da Antonio Iraci | Ott 9, 2024
Dopo alcuni anni di carcere, per connivenza con la mafia siciliana, Catello Palumbo ritorna a casa accolto da una moglie ostile e da una figlia anaffettiva. Lui misero politico locale, con velleità imprenditoriali, ha perso tutto e non gli rimane altro che collaborare con la giustizia per stanare Matteo, boss dei boss e da anni latitante. In qualità di padrino di un ricercato, famoso in tutto il mondo, inizia a riconquistarsi la sua amicizia tramite una fitta corrispondenza epistolare…
Nel dialetto siciliano “Iddu”è un pronome personale riferito alla terza persona singolare maschile e, in quanto pronome, evita di identificare qualcuno con il suo vero nome. I due registi Fabio Grassadonia, palermitano doc, e Antonio Piazza, milanese doc, usano l’epiteto Matteo per riferirsi diligentemente a un enigmatico personaggio da anni latitante e introvabile. Ricercato in tutto il mondo tranne nel luogo dove viveva e da dove continuava indisturbato a esercitare il proprio potere. Liberamente tratto dal libro Lettere a Svetonio, raccolta di scambi epistolari tra il capomafia Matteo Messina Denaro e il Sindaco di un paese siciliano. Il film narra la storia di due personaggi legati da un legame indissolubile, ma di statura decisamente diversa per onore e rispettabilità. Catello Palumbo (Toni Servillo), ex sindaco, ex preside, ex imprenditore edile, praticamente ex di tutto si ritrova a casa con un pugno di mosche non sapendo che fare della propria vita. Accetta malvolentieri di collaborare con la giustizia che, almeno nella forma, è da anni alla ricerca del mafioso Matteo (Elio Germano). Ecco che entrano in gioco i famosi pizzini, vere e proprie lettere, che i due si scambiano e che vengono recapitati nelle forme più disparate e meno ipotizzabili. Una storia che gli stessi registi amano definire come: “ Liberamente ispirata a fatti accaduti. I personaggi che vi compaiono sono frutto però della fantasia degli autori. La realtà è un punto di partenza, non una destinazione”. Il cast scelto è sicuramente di prim’ordine dove accanto ai due attori già citati troviamo Rita Mancuso, Barbora Bobulova, Giuseppe Tantillo, Antonia Truppo e tanti altri ancora. Il film è girato bene anche se a volte alcuni personaggi, incluso quello raffigurato da Toni Servillo, assumono un ruolo quasi caricaturale. Questo va sicuramente a danneggiare la buona riuscita di un plot tutto sommato credibile. Presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia di quest’anno dove ha ottenuto una buona accoglienza da parte della critica.
data di pubblicazione:09/10/2024
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da Antonio Iraci | Set 25, 2024
Lili d’Alengy è una donna emancipata e corteggiata a Parigi da molti uomini facoltosi. Dal suo matrimonio, poi di fatto annullato, è nata Tina, una bambina disabile di cui si prende cura la nonna. Alla sua morte la piccola viene recapitata a Lili come un pacco sgradito che potrebbe seriamente compromettere la sua bella vita da cocotte. Venuta a sapere di un istituto sperimentale che a Roma cura i bambini portatori di handicap, vi si trasferisce momentaneamente con la ferma intenzione di liberarsi da quella ingombrante presenza. Dall’incontro scontro con Maria Montessori la donna inizierà a rivedere la vita finora vissuta…
Ci si chiede come mai accanto al nome Montessori, al quale oramai universalmente si riconosce il merito di aver concepito un metodo pedagogico innovativo, la regista abbia sentito la necessità di aggiungere l’epiteto di nouvelle femme. Il perché viene rivelato man mano che si seguono le vicende delle due protagoniste di questa incredibile storia. Lili (Leïla Bekhti) è una donna traviata e di fatto sola che deve nascondere agli altri e a se stessa una figlia disabile. Maria (Jasmine Trinca) è pure una donna e, esattamente come Lili, deve celare un figlio illegittimo avuto con il suo collega e amante Giuseppe Montesano. I fatti concreti sembrano gli stessi anche se con presupposti diversi. Entrambe sono delle eroine perché rivoluzionano il concetto di donna così come era concepito all’inizio del Novecento. Il film vuole esattamente lanciare un messaggio di emancipazione dagli stereotipi patriarcali di quel tempo e mutatis mutandis anche dei tempi di oggi. Maria Montessori veniva ostacolata per i suoi studi di medicina, non adatti al genere femminile, e per le sue idee educative e di recupero dei bambini disabili. Lavorava senza alcun riconoscimento retributivo per il suo impegno, quasi alla stessa maniera di oggi. Infatti, nonostante il dichiarato lento processo di riscatto sociale, le donne faticano ancora a essere retribuite come i colleghi di sesso maschile, a parità di onere lavorativo. Un film che vuole lanciare un messaggio sociale, ben girato e con un’ottima fotografia che a tratti, per i costumi e per le location, potrebbe senz’altro fare riferimento agli impressionisti francesi. Uno studio attento della figura di Maria Montessori, lo spaccato della sua esistenza come amante e come scienziata che decise persino di opporsi al matrimonio con il padre di suo figlio, pur di non perdere la sua libertà e i suoi ideali. Una regia perfetta e una cura minuziosa dei particolari che ha sicuramente contribuito a rendere possibile la messa in scena di una storia in cui i disabili, quelli veri, sanno esprimere il meglio di se stessi soprattutto con l’aiuto della musica, elemento irrinunciabile nel nuovo sistema educativo.
data di pubblicazione:25/09/2024
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da Antonio Iraci | Set 20, 2024
Salvatore Nastasi, neo Presidente della Fondazione Cinema per Roma, insieme a Paola Malanga, direttrice artistica della Festa del Cinema di Roma, hanno presentato la diciannovesima edizione della kermesse cinematografica romana che aprirà ufficialmente i battenti giorno 16 Ottobre con il film Megalopolis di Francis Ford Coppola, già presentato in concorso al Festival di Cannes. Come si è voluto sottolineare, l’identità di questa Festa si è trasformata negli anni diventando adesso un vero e proprio Festival, riconosciuto per importanza accanto agli altri di fama internazionale. Ci sarà un giuria, composta da professionisti del cinema, e lo stesso pubblico sarà chiamato a dare il proprio voto per l’assegnazione dei vari premi. Saranno proiettati, anche in varie Sezioni collaterali, un centinaio di film e verranno assegnati anche due premi alla carriera e precisamente uno a Viggo Mortensen che presenterà The Dead Don’t Hurt, un western femminista dove lui stesso reciterà accanto a Vicky Krieps. Il secondo a Johnny Deep anche lui alla regia con il film Modì, sulla vita di Modigliani e interpretato da Riccardo Scamarcio. 18 sono i film in Concorso Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, provenienti da 29 Paesi. Di seguito l’elenco completo.
- 100 LITRES OF GOLDdi Teemu Nikki, Finlandia, Italia, 2024, 88’ |World Premiere
- L’ALBEROdi Sara Petraglia, Italia, 2024, 92’| Opera prima | World Premiere
- L’ART D’ÊTRE HEUREUXdi Stefan Liberski, Belgio, Francia, 2024, 109’
- LA GRANDE AMBIZIONEdi Andrea Segre, Italia, Belgio, Bulgaria, 2024, 122’| World Premiere
- BRING THEM DOWNdi Christopher Andrews, Irlanda, Regno Unito, Belgio, 2024, 105’| Opera prima
- LE CHOIXdi Gilles Bourdos, Francia, 2023, 77’| World Premiere
- ES GEHT UM LUIS(ABOUT LUIS) | Opera prima |di Lucia Chiarla, Germania, 2024, 97’
- GREEDY PEOPLEdi Potsy Ponciroli, Stati Uniti, 2024, 115’
- L’ISOLA DEGLI IDEALISTIdi Elisabetta Sgarbi, Italia, 2024, 114’| World Premiere
- JAZZYdi Morissa Maltz, Stati Uniti, 2024, 86’
- KUN BANG SHANG TIAN TANG(BOUND IN HEAVEN) di Huo Xin, Cina, 2024, 109’| Opera prima
- READING LOLITA IN TEHRAN(LEGGERE LOLITA A TEHERAN) di Eran Riklis, Italia, Israele, 2024, 108’| World Premiere
- LA NUIT SE TRAÎNEdi Michiel Blanchart, Belgio, Francia, 2024, 91’| Opera prima
- POLVO SERÁNdi Carlos Marques-Marcet, Spagna, Italia, Svizzera, 2024, 106’
- QUERIDO TRÓPICOdi Ana Endara, Panama, Colombia, 2024, 108’| Opera prima
- SPIRIT WORLDdi Eric Khoo, Francia, Giappone, Singapore, 2024, 105’
- PARADISO IN VENDITAdi Luca Barbareschi, Italia, Francia, 2024, 107’| World Premiere
- THE TRAINERdi Tony Kaye, Stati Uniti, 2024, 95’| World Premiere
L’edizione di quest’anno sarà dedicata a Marcello Mastroianni per ricordare i 100 anni dalla sua nascita. Si prospetta quindi un programma molto intenso anche per l’interessante rassegna di film in Alice nella Città. Come negli anni passati verrà dato risalto alle opere prime di autori italiani, ai temi sociali e di attualità e anche alle serie tv. Come di consueto Accreditati sarà sempre presente alla manifestazione e vi terrà costantemente aggiornati sui film visionati.
data di pubblicazione:20/09/2024
da Antonio Iraci | Set 18, 2024
Lino Massaro è un valente avvocato parigino con una bella moglie, attrice di successo, e due giovani figli: una cantautrice, e uno con la velleità di diventare cineasta. Ogni cosa sembra andare per il verso giusto quando improvvisamente viene colpito da una strana forma di demenza fronto-temporale che gli ha tolto ogni freno inibitorio. Da quel momento deciderà di abbandonare tutto e tutti per girovagare per la Francia senza fissa dimora, accompagnato solo dalla sua tromba…
Pochi sono i registi che raggiungono dei traguardi così significativi come Claude Lelouch che al suo film n.51ancora una volta riesce a raccontare di sé e in generale dell’uomo di oggi. Una sua prerogativa è infatti quella di portare sullo schermo le proprie esperienze di vita, il vissuto di un uomo che ha abbondantemente superato gli ottanta anni e che ha ancora la forza e la voglia di parlare. Lui è essenzialmente rivolto al presente, dimenticando il passato perché morto e evitando il futuro perché lo rende ansioso. Quest’ultimo film, decisamente musicale, si concentra sulla validità dei sentimenti e sprona chiunque a rinunciare a ogni tipologia di razionalismo sterile per lasciarsi invece andare a tutto quello che c’è di irrazionale in noi. Il protagonista (un’incredibile Kad Merad) si inventa una fantomatica malattia per trovare la forza di abbandonare la professione e la famiglia e lasciarsi dietro le spalle tutte quelle forme convenzionali che la vita gli imponeva. Per questo motivo il regista parla dell’individuo che è privo della libertà di esprimere realmente ciò che pensa ed è costretto dalla società a giocare un ruolo che per natura non gli compete. La musica, in ogni sua forma, potrà essere un fattore determinante perché dialoga direttamente con il cuore e trascura gli stereotipi che ingabbiano l’uomo. Viene suggerito di affrancarsi dall’ossessione del denaro che, quando c’è, va usato e condiviso con gli altri perché altrimenti non genera felicità. Finalmente, come recita il titolo, ci si potrà esprimere come meglio si vuole e Lino, che il regista intenzionalmente chiama così per ricordare e riverire il grande Lino Ventura, con il suo atto di rifiuto intende proprio seguire questa strada. Un percorso che gli farà incontrare l’amore, forse proprio quello sincero. Un film pieno di musica e di sentimento, una commedia leggera, interpretata da un cast di prim’ordine, che spinge alla riflessione, a prendere una pausa dall’inarrestabile frenesia del vivere quotidiano. È stato presentato in anteprima fuori concorso durante l’ultima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
data di pubblicazione:18/09/2024
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