CAPITAN AMAZING, UMANISSIMO SUPEREROE di Alistair McDowall

foto di Manuela Giusto

traduzione e regia di Marco Maria Casazza, con Stefano Annoni

(Teatro Vittoria – Roma, 28/30 settembre 2026)

Presentato per la prima volta al Fringe di Edimburgo nel 2013, Capitan Amazing di Alistair McDowall ha debuttato al Teatro Vittoria di Roma per la regia e la traduzione di Marco Casazza e la deflagrante interpretazione di Stefano Annoni. Un uomo vive nell’identità di un supereroe, inventato per affrontare il male che affligge la piccola figlia. Uno spettacolo che racconta con tenerezza lo smarrimento di un uomo dalla vita ordinaria, prodotto da Malalingua.

Tipico della tradizione drammaturgica inglese è l’irruzione della violenza e della crudeltà nel flusso della normalità della vita dei personaggi. Individui, spesso monologanti, con coscienze ferite dalla solitudine e dallo smarrimento. Un teatro che rifiuta la consolazione della metafora per costringere lo spettatore in un qui e ora estremamente riconoscibile.

Mark è un uomo comune che vive un’esistenza come tante. Lavora in un megastore dove puoi trovare tutto per la casa. La sua vita cambia quando incontra una donna, venuta in negozio per riparare una crepa nel lavandino. Tra i due scatta una scintilla che porta a una relazione e alla nascita della figlia, Emily.

La svolta drammatica arriva prima con il divorzio della coppia e successivamente con una malattia inaspettata che colpisce la bambina. È in questo momento che Mark, per superare il senso di impotenza e reagire al dolore, si trasforma in Capitan Amazing. Un supereroe armato solo di un mantello rosso, con cui si illude di volare e di avere il potere di sconfiggere il male.

Una trama semplice eppure complessa nella sua struttura narrativa che Marco Casazza sa gestire con pulizia e ordine. Merito certamente della sua esperienza pluriventennale con un certo tipo di letteratura teatrale, spesso affrontata in sodalizio artistico con Enrico Luttmann.

La sua è una direzione asciutta ed essenziale, che fa leva solo sull’utilizzo delle luci e una sedia per scenografia. Attentissima a sottolineare le sfumature emotive del personaggio che il testo, riadattato magnificamente anche nelle parti comiche, propone. Casazza governa con precisione una struttura temporale sfalsata e una narrazione complessa, in cui un unico attore deve muoversi continuamente tra la cruda realtà e la dimensione mentale e fumettistica creata dal protagonista.

Il peso di questa sfida cade sulle spalle di Stefano Annoni, che dà vita a un vero e proprio spettacolo pirotecnico di voci, movimenti ed emozioni. L’attore interpreta tutti i personaggi caratterizzandoli con posture e gesti che li rendono immediatamente riconoscibili.

Il culmine della performance lo raggiunge nella batteria di colpi finale, in cui tutti i personaggi tornano per un attimo a chiosare la storia.  È qui che mostra un esercizio di memoria e coreografia vocale incredibili. Un caos mentale controllato da una precisa sinfonia di voci e gesti. Il momento più alto in cui diventa percettibile la confusione, l’angoscia e lo smarrimento di un padre impotente davanti alla malattia della figlia. Un terremoto di pura energia capace di scuotere l’anima del pubblico.

data di pubblicazione:04/10/2026


Il nostro voto:

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.



Altri post di Paolo Talone:


Ricerca per Autore:



Share This