(21ª FESTA del CINEMA di ROMA 2026)
Compito dei Festival è dare visibilità anche a quelle cinematografie che hanno meno opportunità di passare sui nostri schermi. È il caso di un singolare film svedese che pur non essendo un capolavoro ciò non di meno non lascia indifferenti. Al contrario riesce anche ad interessare ed attrarre fino alla fine il pubblico sia che lo si apprezzi sia che ci si stia semplicemente domandando come possa concludersi.
The Patron è il film d’esordio di Julia Thelin. La vicenda gira attorno ad una giovane addetta alle pulizie che aspira velleitariamente ad una vita migliore. Approfittando di circostanze fortuite cerca di cogliere, anche solo per pochi attimi, e con un tocco di folle incoscienza, mistificazioni, furbizie e supponenza le occasioni per sognarsi in una realtà diversa.
La sua ultima datrice di lavoro è una ricca mecenate appena partita per New York. La ragazza approfitta dell’assenza e si reca ad un vernissage spacciandosi per lei. Attratta da due camerieri, studenti dell’Accademia di Belle Arti, sempre fingendosi quel che non è li invita a casa sua. In realtà nella casa al momento vuota della padrona.
Si avvia un gioco all’apparenza innocente che però in un crescendo di equivoci, fraintendimenti, illusioni, promesse e bisogni diviene sempre più rischioso. Si trasforma in una spirale di menzogne, aspettative, desiderio, dipendenza e manipolazione psicologica. Uno spunto per la regista per operare da una parte una critica indiretta al mondo dell’Arte visto come un universo elitario e pretenzioso ove il potere di chi può decidere la riuscita o meno di un artista consente di approfittarsi dei sogni e delle speranze di successo. Dall’altra di offrirci anche un’analisi spietata del comportamento umano quando succube del desiderio di affermazione non si pone più limiti, disposto a credere e fare qualsiasi cosa pur di ottenere ciò che si desidera quale che sia il prezzo. Palesi i richiami ai lavori di Polanski, di Haneke, al recente The Square di Ruben Ostlund ed anche al Cinema Indie di Sean Baker.
Nella villa isolata ai bordi del mare i tre giovani esibiranno una ambiguità voluta e carica di violenza psicologica trattenuta, sensualità e tensione crescente che pervade tutto il film. Lo spettatore non può che osservare e attendere con ansia crescente il disvelamento del castello di menzogne e domandarsi quanto tragica o meno sarà l’esplosione della carica di tensione accumulatasi.
The Patron non è certo un film perfetto anzi ha delle pecche ma la messa in scena è buona, il ritmo ha i suoi tempi ben scanditi e nulla sembra affidato al caso. Un Thriller Psicologico vivace, magnetico, dalle giuste atmosfere, con un’idea intrigante e con non pochi sprazzi di talento. Nel complesso un esordio apprezzabile in cui si coglie impegno, cuore ed intensità. Un film piccolo ma sufficientemente interessante.
data di pubblicazione:17/10/2026






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